Un uomo di 47 anni di Gualdo Tadino ha perso la vita dopo essere caduto dalla moto lungo la strada statale 318, la vecchia Perugia-Ancona. La fatalità si è verificata nel pomeriggio di domenica 12 aprile. Alla causa del decesso dovrebbe esserci un malore.
Altra tragedia sulle strade dell'Umbria nella giornata di domenica 12 aprile. Alessandro Biagiotti, 47enne di Gualdo Tadino, in base a quanto emerso, ha perso la vita lungo la strada statale 318 (l'ex Perugia-Ancona). Il dramma è avvenuto all’altezza di Sospertole, poco oltre Casacastalda (Perugia).
L'uomo aveva partecipato all’evento “Benedizione dei caschi” del Moto Club Dolmen a Casacastalda (Valfabbrica) e stava rientrando a casa quando è deceduto accasciandosi col mezzo sulla strada, forse a causa di un malore.
Come riportato in primis da ‘Il Messaggero Umbria‘, in base ad alcune testimonianze delle persone a bordo di un’autovettura che lo precedeva e che, prima di soccorrerlo, lo avrebbero visto accasciarsi sulla moto e rallentare, fino ad impattare contro il guardrail.
Il dramma si è consumato all’altezza di Sospertole, poco oltre Casacastalda (Perugia), lungo la strada statale 318. Alessandro Biagiotti, dopo il giro turistico in moto e la benedizione, stava rientrando verso Gualdo Tadino, quando il malore gli è risultato fatale.
Gli interventi del personale sanitario sono risultati vani: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, oltre ai vigili del fuoco e l’elisoccorso, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
La notizia della scomparsa del 47enne ha sconvolto la comunità di Gualdo Tadino: l'uomo lavorava come trasportatore ed era stimato e benvoluto da tanti.
Alessandro Biagiotti, da appassionato di moto, era stato a Valfabbrica, nella frazione di Casacastalda, dove il Moto Club Dolmen, in collaborazione con la Pro Casacastalda con il patrocinio dei comuni di Valfabbrica e Gualdo Tadino, aveva organizzato la tradizionale “Benedizione dei caschi”.
L’evento, punto di riferimento per motociclisti e appassionati provenienti da tutta la regione, doveva rappresentare soltanto il momento simbolico della benedizione a un articolato programma di iniziative, tra turismo, convivialità e beneficenza.
La “Benedizione dei caschi”, officiata da don Antonio Borgo, accompagnata da un minuto di rumore in ricordo degli amici motociclisti scomparsi, è un gesto simbolico e partecipato che unisce emozione e senso di comunità ma che, in questo caso, ha preceduto un'altra vita spezzata.