05 Mar, 2026 - 13:30

Perugia, viola il divieto di avvicinamento, si ubriaca e molesta l'ex. Arrestata 48enne

Perugia, viola il divieto di avvicinamento, si ubriaca e molesta l'ex. Arrestata 48enne

È partito tutto con una chiamata al 112, il Numero Unico di Emergenza. All'altro capo del telefono c'era un uomo esasperato e spaventato dopo l'ennesimo atto persecutorio perpetrato dall'ex fidanzata. La donna, classe 1978, già sottoposta alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e nonostante il braccialetto elettronico, quando l'ha rivisto in una via del centro di Perugia, non si è fatta scrupoli e ha ripreso a molestarlo.

L'intervento della Polizia di Stato. Scatta l'allarme del braccialetto elettronico

In seguito alla segnalazione, sul luogo si è portato il personale della Polizia di Stato. Gli agenti hanno rintracciato nel giro di poco hanno rintracciato la donna che era in evidente stato di ebbrezza.

Appena si sono avvicinati i poliziotti hanno udito un segnale acustico provenire proprio dalla donna: era l'allarme del dispositivo anti- stalking che indossava. I successivi accertamenti hanno confermato che la 48enne era sottoposta al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore a 500 metri e l’applicazione del braccialetto elettronico. 

Condotta in Questura, per lei scattano i domiciliari

La 48enne è stata così accompagnata in Questura dove al termine delle attività di rito è stata tratta in arresto in flagranza di reato per la violazione della sopra citata misura cautelare. Su disposizione del Pubblico Ministero, è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Lo stalking: un reato estremamente pervasivo

Lo stalking, dall'inglese "to stalk" che significa letteralmente "pedinare", è un reato estramente pervasivo per chi lo subisce. In Italia è disciplinato dall'articolo 612 bis del Codice Penale, introdotto nel 2009 per tutelare le vittime di comportamenti insistenti o minacciosi che innescano paure, ansie e determinano spesso un radicale cambiamento delle proprie abitudini. 

Lo stalking può assumere molte forme, da messaggi e telefonate insistenti, ai veri e propri pedinamenti, dal controllo sui social network o attraverso conoscenze comuni, fino al presentarsi sul posto di lavoro o nei luoghi frequentati abitualmente. Non si tratta di comportamenti banalmente "fastidiosi" ma di condotte pesanti che hanno ripercussioni a volte devastati sulla vita delle vittime. Lo scenario più ricorrente in cui si innesca lo stalking è quello della fine della relazione, quando uno dei due partner non vuole rassegnarsi e "per farla pagare" all'altro gli rende l'esistenza un inferno. Ma può capitare, e non mancano i casi, anche tra vicini di casa o colleghi di lavoro o, ancora, online configurandosi come "cyberstalking".

Gli atti persecutori in Italia sono puniti con pene importanti che vanno da un anno a sei anni e sei mesi di reclusione. Spesso, per la natura stessa del reato, le misure cautelari vengono applicate già nella fase delle indagini preliminari, come con il divieto di avvicinamento, ma anche gli arresti domicialiari o la custodia cautelare in carcere.

A dicembre scorso un'altra donna condanna per stalking a Perugia

A dicembre dello scorso anno, sempre nel Perugino, un'altra donna era stata condannata per stalking a due anni e sei mesi di reclusione. Secondo quanto ricostruito lei aveva messo in atto una vera e propria vendetta nei confronti dell'ex amante e datore di lavoro dopo la fine della loro relazione.

La donna, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe avrebbe preso a mandargli messaggi di disprezzo, indirizzati sia nei suoi confronti personali che verso l’azienda da lui diretta. L’imputata, inoltre, dopo aver minacciato di rivelare la loro relazione all'ex moglie dell'uomo, è passata ai fatti, svelandole il tradimento tramite e-mail. Dopodiché è passata ai social dove avrebbe pubblicato altri commenti denigratori riferiti all'ex partner. Un quadro pesante fatto di offese e insulti che avevano indotto nell'uomo un perdurante stato d'ansia e timore.

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Sara Costanzi
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