03 Jul, 2026 - 16:30

Penna in Teverina, arrestato marito violento. La moglie si era rifugiata in un parco per sottrarsi all'aggressione

Penna in Teverina, arrestato marito violento. La moglie si era rifugiata in un parco per sottrarsi all'aggressione

Una telefonata concitata, una voce tremante. All'altro capo c'era una donna straniera, spaventata e sola, che chiedeva aiuto che si era rifugiata in un parco per sfuggire all'aggressione del marito violento. Immediato l'intervento dei Carabinieri che l'hanno soccorsa e poi hanno arrestato il coniuge. I fatti si sono verificati nelle prime ore della mattinata di mercoledì scorso a Penna in Teverina, piccolo paese in provincia di Terni.

Si rifugia al parco per sfuggire al marito violento

È partito tutto con quella telefoanta alla 112, il Numero Unico di Emergenza. La Centrale Operativa ha risposto alla richiesta di intervento della giovane donna che si era rifugiata in un parco pubblico per sottrarsi ad una violenta aggressione fisica e verbale da parte del proprio coniuge.

I Carabinieri della Stazione di Giove, appena giunti in zona, hanno constatato che la donna era in preda a forte stato di agitazione. Una situazione delicata di fronte alla quale hanno chiamato in soccorso il personale sanitario. La donna, una volta ripresasi, ha quindi sporto la denuncia-querela. 

Il marito finisce in carcere

Nel frattempo l’uomo è stato rintracciato e fermato all’interno della loro abitazione dove è stato tratto in arresto. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni, è stato portato alla Casa Circondariale di Terni in attesa della successiva richiesta di convalida al Gip da parte della competente autorità giudiziaria.

Nella giornata di sabato si è svolta l’udienza di convalida in carcere con il giudice che ha applicato nei confronti dell’uomo, su richiesta del pubblico ministero, e sulla scorta di gravi indizi di colpevolezza, la custodia cautelare in carcere. Nei suoi confronti l'ipotesi di reato formulata è quella di maltrattamenti contro familiari o conviventi.

La piaga dei maltrattamenti in famiglia. Una decina di giorni fa un altro caso ad Assisi

Quella dei maltrattamenti in famiglia è una piaga ancora troppo diffusa. Le mura domestiche che dovrebbero essere lo spazio in cui coltivare gli affetti più cari e sentirsi al sicuro, non di rado si trasformano nel teatro della sopraffazione, della violenza e delle minacce. Dando anche un solo rapido sguardo alle cronache, appare chiaro come le vittime siano spesso i più fragili. Appena qualche giorno fa, da Assisi, era arrivata una storia per certi versi simile a questa di Penna in Teverina. Anche in quel caso è stata una chiamata al 112 a far emergere la situazione.

Una donna aveva chiamato il Numero Unico di Emergenza dopo che l'ex compagno, in macchina e davanti ai figli minorenni, aveva preso a rivolgerle offese e frasi minacciose con atteggiamenti intimidatori. Lei gli aveva chiesto più volte di allontanarsi dal veicolo ma lui si era opposto. Una situazione tesa che l'ha indotta a rivolgersi le forze dell'ordine. Quando gli agenti della Polizia di Stato sono arrivati sul posto, una volta riportata la calma, hanno ascoltato la donna che ha riferito di essere stata, anche in passato, la vittima di comportamenti vessatori, sfociati anche in aggressioni fisiche. Per l'uomo è scattata la denuncia per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Cosa rischia chi commette maltrattamenti in famiglia

Il reato di maltrattamenti in famiglia è disciplinato dall'articolo 572 del Codice Penale. La pena prevista per chi li commette è la reclusione che va dai tre ai sette anni ma sono contemplati aumenti in presenza di aggravanti. Se i maltrattamenti vengono commessi nei confronti minorenni, donne incinte o persone con disabilità, la pena è aumentata fino alla metà mentre, se dal maltrattamento derivassero lesioni personali gravi, la pena detentiva è aumentata fino a quindici anni. Inoltre il minore che assiste ai maltrattamenti per la legge italiana si considera persona offesa.

AUTORE
foto autore
Sara Costanzi
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE