Sei ore di treno per coprire la tratta Roma-Terni. Ritardi continui, corse soppresse senza preavviso, informazioni assenti. È il quadro che la Regione Umbria sottopone al ministro dei Trasporti Matteo Salvini in una lettera firmata dalla presidente Stefania Proietti e dall’assessore alle Infrastrutture Francesco De Rebotti.
La richiesta è un confronto urgente sulla crisi del trasporto ferroviario in Umbria, con particolare riferimento alle linee Roma – Terni – Foligno e Orte – Falconara. Nella lettera si parla di “condizioni ormai insostenibili” per chi ogni giorno si sposta per lavoro o studio. “Migliaia di pendolari sopportano ogni giorno un vero e proprio calvario per recarsi al lavoro in treno a Roma e tornare a casa. Una situazione insostenibile che la Regione non è più disposta a tollerare”, si legge nel documento diffuso il 15 maggio.

Proietti e De Rebotti elencano cinque misure concrete da adottare immediatamente:
Sospensione delle limitazioni sulla direttissima Orte-Roma per restituire capacità ai treni regionali.
Salvataggio dei treni nelle fasce pendolari (mattina e sera).
Rimborsi automatici per ritardi ripetuti.
Sconto del 20% sugli abbonamenti per tutta la durata dei lavori in programma.
Tavolo tecnico con Ministero, Rfi e Trenitalia.
L’assessore De Rebotti ricorda che dal 18 maggio partirà una nuova fase di lavori Pnrr sulla tratta Terni-Foligno, destinata ad aggravare i disagi. Ma il problema, sottolinea, è precedente: “Stiamo registrando una completa inaffidabilità di tracce ferroviarie che, pur garantite dagli accordi quadro sottoscritti dalle regioni, sono sottoposte a ritardi continui, spesso abnormi, senza una puntuale informazione preventiva agli utenti”.
De Rebotti usa parole dure per descrivere la gestione attuale:“Si sta facendo carne da macello di un servizio essenziale per lavoratori, studenti, cittadini e decisivo per le regioni e il futuro delle loro aree interne. Si sta generando una prospettiva che abbandona territori e cittadini senza che il Governo ponga un minimo di attenzione a questo grave problema”.
Secondo l’assessore, il governo ha delegato il tema alla gestione tecnica di Rfi e Trenitalia, “ormai completamente insufficiente”, lasciando che i “player dell’alta velocità” esercitino un ruolo predominante nell’uso della rete.
La presidente Proietti ricorda che le stesse problematiche erano state portate al ministro Salvini già da oltre un anno.“Queste problematiche insieme ad altri aspetti dei collegamenti verso la regione sono state portate sul tavolo anche del ministro Salvini da oltre un anno, con la richiesta di trovare soluzioni”, ha dichiarato Proietti. La Regione, aggiunge, ha adottato ogni azione di propria competenza. Ora chiede una risposta.
De Rebotti ha coinvolto i sindaci umbri e chiede a Salvini un tavolo vero, non formale, “per riconoscere il diritto alla mobilità dei pendolari umbri e delle altre regioni dell’Italia mediana”.
L’assessore annuncia inoltre che la Regione Umbria, in sede di Conferenza delle Regioni, presenterà osservazioni alla delibera Art n.49, che secondo Palazzo Donini restringe gli spazi per il trasporto pubblico su ferro.“I treni a 200 non potranno portare a un effettivo miglioramento della certezza dei tempi di percorrenza”, avverte De Rebotti.
La lettera si chiude con un avvertimento. Proietti e De Rebotti scrivono: “A fronte del perdurante silenzio del Governo e del Ministero dei Trasporti, siamo pronti a intraprendere qualsiasi azione utile a difendere i diritti dei pendolari umbri e del centro Italia, a partire dalla limitazione dei nuovi treni regionali, in origine e nella destinazione Roma, al solo territorio regionale”.
I due esponenti della giunta umbra chiedono infine l’aiuto di “tutti i rappresentanti umbri in Parlamento” per ottenere “il giusto impulso e il necessario contributo alla risoluzione di questo grave disservizio. Da troppo tempo – concludono – si sta isolando sempre di più l’Umbria, danneggiando in primis chi lavora, i nostri pendolari, e l’immagine stessa della Regione”.
Al momento il ministero guidato da Matteo Salvini non ha ancora risposto ufficialmente alla richiesta di incontro.