04 May, 2026 - 19:00

Pd Terni, la sanità si gioca nei quartieri: "Le due Usl non si toccano". Di Girolamo lancia la campagna d'ascolto

Pd Terni, la sanità si gioca nei quartieri: "Le due Usl non si toccano". Di Girolamo lancia la campagna d'ascolto

Il Partito Democratico di Terni ha scelto di non aspettare le decisioni della Regione Umbria e di portare il confronto direttamente tra la gente, aprendo le sedi di quartiere e trasformandole in presìdi permanenti di ascolto. L'iniziativa, presentata questa mattina nella sede comunale di via Mazzini, segna un cambio di passo: non più solo dichiarazioni e prese di posizione, ma una campagna d'ascolto strutturata che punta a trasformare le segnalazioni dei cittadini in una piattaforma politica da portare sul tavolo della Regione.

Al centro, la partita più delicata per il futuro di Terni: il riordino del sistema sanitario umbro, con il nodo dell'ipotesi di accorpamento delle Usl e il progetto del nuovo ospedale. "Il futuro della sanità umbra merita chiarezza, confronto e partecipazione, non decisioni prese nei palazzi e comunicate a cose fatte", ha scandito il segretario comunale Leopoldo Di Girolamo, affiancato dai dirigenti del partito.

Dalla sede di via Mazzini alle frazioni: un calendario fisso per raccogliere "schede, dati, testimonianze"

La novità annunciata da Di Girolamo non è una consultazione spot, ma un vero e proprio dispositivo di ascolto territoriale, con orari fissi e punti di riferimento stabili. Oltre alla sede comunale di via Mazzini - aperta il martedì dalle 16 alle 19, il mercoledì dalle 9 alle 12 e il giovedì dalle 16 alle 19 - il Pd Terni sarà presente a Marmore (via Cava Paolina 2), Piediluco (piazza della Resistenza), Papigno (piazza Jacobelli), Cervino (via dei Tulipani), San Giovanni-Collescipoli (via Mazzò), Borgo Bovio (via Tre Venezie) e Torre Orsina-Collestatte (via Valnerina 140). Per l'area centro-Borgo Rivo-Gabelletta, il punto di riferimento resta la federazione di via Mazzini.

"Non facciamo una passerella", ha voluto rimarcare il segretario comunale, consapevole del rischio che iniziative simili vengano liquidate come semplici operazioni di immagine. "Ogni sede avrà orari fissi. Chi vive a Borgo Bovio, a Marmore o a Piediluco sa quando può venire, portare la propria esperienza, raccontare le difficoltà con le liste d'attesa, con il medico di base, con il pronto soccorso. Vogliamo schede, dati, testimonianze. Tutto questo materiale diventerà la base di una piattaforma che presenteremo alla Regione e alla città".

L'idea è quella di costruire un dossier dettagliato, alimentato dalle voci di chi la sanità la vive quotidianamente, per dare peso politico alla richiesta di essere ascoltati dalla Regione Umbria. Un metodo che richiama l'esperienza dei town meeting anglosassoni, adattata alla realtà dei quartieri ternani.

"Le due Usl non si toccano": la linea del Pd sull'accorpamento e il ruolo del polo sanitario di Terni

Il passaggio più netto della conferenza stampa, Di Girolamo lo ha riservato al destino delle aziende sanitarie. In Regione, l'ipotesi di un accorpamento delle due Usl umbre è sul tavolo da mesi, alimentando tensioni e timori. La risposta del Pd Terni è stata inequivocabile.

"Le due Usl non si toccano. L'assetto attuale tiene insieme gli equilibri territoriali dell'Umbria e garantisce a Terni un ruolo preciso dentro il sistema sanitario regionale", ha affermato il segretario dem. "Accorpare significa concentrare ancora di più potere e risorse sul versante perugino e indebolire il presidio ternano. È una strada che non condividiamo e che contrasteremo in tutte le sedi istituzionali e politiche".

Dietro le parole c'è la consapevolezza di una ferita storica: negli anni, la città ha visto progressivamente ridimensionati servizi e reparti, e ora teme che l'eventuale fusione delle Usl possa accelerare un processo di marginalizzazione. Di Girolamo ha ricordato come Terni abbia già pagato "in termini di tagli, servizi spostati e incertezze sul nuovo ospedale". Il riferimento è diretto al Santa Maria, da tempo al centro di un dibattito sul suo futuro, e al progetto - ancora nebuloso - di un nuovo polo ospedaliero. "A Terni si parla da troppo tempo di nuovo ospedale senza che si veda un progetto chiaro, di lungo periodo", ha attaccato. "Servono investimenti, personale, tecnologie. Non basta cambiare una targhetta sulla porta o annunciare riorganizzazioni senza dire quali servizi resteranno qui e quali rischiano di spostarsi altrove".

La posizione del Pd si inserisce in un contesto già caldo: l'iniziativa arriva dopo settimane di tensione sulla sanità ternana, con i presìdi in piazza delle opposizioni, le prese di posizione dei sindacati e la mobilitazione delle categorie professionali. Di Girolamo prova a collocare il suo partito come soggetto di proposta, non solo di protesta. "Non ci interessa solo dire no. Vogliamo mettere in fila le priorità: ridurre le liste d'attesa, rafforzare la medicina territoriale, dare certezze sul pronto soccorso e sui reparti chiave, dal punto nascita alla cardiologia", ha spiegato. "Per farlo servono risorse e programmazione, ma anche un'idea chiara del ruolo di Terni come polo sanitario del sud dell'Umbria".

Sul fronte istituzionale, il segretario ha rivendicato il lavoro fatto in consiglio comunale, dove la maggioranza ha approvato un atto di indirizzo che chiede un confronto formale con la Regione sul riordino. "Il consiglio comunale si è espresso in modo molto chiaro. Ora la Regione deve ascoltare la città e i suoi rappresentanti. Questa campagna d'ascolto va nella stessa direzione: dare forza a quella richiesta di confronto, portando la voce dei quartieri e delle frazioni dentro la discussione sul piano sanitario".

Un partito che torna "tra la gente": il messaggio alla base dem e alla città

L'operazione ha anche un risvolto politico interno. Di Girolamo ha rilanciato l'idea di un partito che ricostruisce il legame con il territorio a partire dall'ascolto diretto. "Il Pd deve tornare a essere un partito che sta tra la gente, non solo nelle istituzioni", ha detto, con un accenno autocritico verso una stagione in cui il radicamento locale ha rischiato di appannarsi. "Questa campagna d'ascolto è un primo passo. Chi vuole contribuire è il benvenuto, anche se non ha la tessera. La sanità pubblica si difende meglio se si costruisce una partecipazione larga, dal basso".

Un messaggio che parla alla base dem, ma anche a chi in queste settimane ha manifestato preoccupazione per il futuro dell'ospedale di Terni e dei servizi sul territorio. La campagna si intreccia con la fase di tesseramento 2026, ma - ha tenuto a precisare il segretario - l'ascolto non è strumentale al reclutamento: "La sanità non è una questione da addetti ai lavori. È la vita quotidiana delle persone. Per questo abbiamo bisogno di ascoltare chi tutti i giorni fa le code ai CUP, chi accompagna un familiare in reparto, chi lavora nelle strutture pubbliche e private. Solo così possiamo pretendere che il nuovo piano sanitario regionale non sia solo un documento tecnico, ma una risposta concreta ai bisogni della comunità ternana".

La prossima mossa attesa è la formalizzazione delle proposte raccolte, che il Pd intende trasformare in una piattaforma organica da presentare alla Regione. Un passaggio che, nelle intenzioni di Di Girolamo, dovrebbe aprire una fase nuova di interlocuzione tra la città e la giunta regionale, spostando il baricentro del confronto dai corridoi della politica ai quartieri. "Vogliamo costruire una posizione della città che nasca dall'ascolto e dalla discussione nei circoli, tra gli operatori e tra i cittadini", ha ripetuto. "Per questo apriamo le nostre sedi e andiamo nelle frazioni".

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Federico Zacaglioni
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