Una voce flebile che rompe il silenzio della notte, ripetendo disperatamente una sola parola: aiuto. È iniziata così, nelle prime ore del mattino lungo il litorale di Marotta, una complessa operazione di ricerca e soccorso conclusasi con il salvataggio di un giovane umbro di 28 anni, recuperato in mare in stato di semicoscienza dopo aver trascorso diverse ore in acqua.
Una vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia e che, invece, grazie alla prontezza di chi ha lanciato l’allarme e all’efficacia della macchina dei soccorsi, si è conclusa con un lieto fine.
L’episodio si è verificato nello specchio d’acqua antistante la zona dei Bagni Riccardo, uno dei tratti più frequentati della costa marchigiana durante la stagione estiva. Qui, nel cuore della notte, sono iniziate le ricerche che hanno tenuto impegnati uomini e mezzi fino al ritrovamento del giovane.
Secondo quanto ricostruito, le prime segnalazioni sono giunte alla Capitaneria di porto di Pesaro poco prima dell’alba.
A dare l’allarme è stato innanzitutto un bagnino di 72 anni che, intorno alle quattro del mattino, si trovava sul terrazzo dello stabilimento balneare. Abituato da una vita a osservare il mare, l’uomo ha percepito distintamente una voce maschile provenire dall’acqua.
Non si trattava di un suono occasionale. La richiesta di soccorso si è ripetuta più volte, attirando l’attenzione anche di alcuni ragazzi presenti sulla spiaggia che, una volta compresa la gravità della situazione, hanno immediatamente contattato i numeri di emergenza. Le testimonianze convergevano tutte nella stessa direzione: qualcuno stava chiedendo aiuto dal mare.
Prima ancora dell’arrivo dei soccorsi, i bagnini presenti in zona si sono attivati autonomamente nel tentativo di localizzare la persona in difficoltà.
Il primo testimone è sceso rapidamente in spiaggia e ha preso il mare con il proprio natante, perlustrando l’area antistante gli scogli. A lui si è unito un secondo bagnino, uscito con il moscone di servizio. Le operazioni, tuttavia, si sono rivelate subito estremamente complicate.
L’oscurità rendeva quasi impossibile individuare una persona in acqua e le richieste di aiuto sembravano provenire da una direzione indefinita. La voce si sentiva chiaramente, ma il punto esatto da cui arrivava risultava impossibile da individuare.
Per diversi minuti la situazione è rimasta sospesa tra speranza e preoccupazione.
Ricevute le segnalazioni, la macchina dell’emergenza si è attivata rapidamente.
Sul posto sono confluiti i mezzi della Capitaneria di porto, con una motovedetta impegnata nelle ricerche in mare, i vigili del fuoco del distaccamento di Fano, intervenuti con gommone e moto d’acqua, i carabinieri, una pattuglia terrestre della Capitaneria di Fano e il personale sanitario del 118. Le operazioni si sono concentrate nello specchio d’acqua antistante la costa, dove le ultime segnalazioni avevano indicato la presenza della persona in difficoltà.
La scarsa luminosità delle prime ore del mattino ha rappresentato uno degli ostacoli principali alle attività di ricerca, costringendo i soccorritori a procedere con estrema attenzione.
Dopo una lunga fase di perlustrazione, la svolta è arrivata quando la motovedetta della Capitaneria è riuscita a individuare una figura in acqua.
Il giovane si trovava ben oltre la linea degli scogli, a circa 200 metri dalla costa, e continuava a sbracciare nel tentativo di attirare l’attenzione dei soccorritori.
Raggiunto dall’equipaggio, il 28enne è stato immediatamente recuperato a bordo e affidato al personale sanitario presente sul posto.
Una volta riportato a terra, il giovane è stato preso in carico dagli operatori del 118.
I sanitari hanno riscontrato uno stato di semicoscienza, verosimilmente riconducibile alle ore trascorse in acqua e allo sforzo sostenuto per restare a galla.
Dopo le prime cure sul posto, il ragazzo è stato trasferito all’ospedale Santa Croce di Fano, dove è stato sottoposto agli accertamenti clinici necessari e a un monitoraggio costante delle sue condizioni. Fortunatamente, secondo le informazioni emerse nelle ore successive, il giovane non sarebbe in pericolo di vita.
La vicenda di Marotta conferma ancora una volta quanto sia fondamentale il ruolo della prevenzione, dell’attenzione dei cittadini e della tempestività nelle segnalazioni.
Senza l’udito attento del bagnino che per primo ha percepito quella voce provenire dal mare e senza la prontezza dei ragazzi che hanno immediatamente allertato i soccorsi, l’esito avrebbe potuto essere ben diverso.
Decisiva è stata anche la risposta coordinata delle forze impegnate nelle operazioni di ricerca: Capitaneria di porto, vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario hanno lavorato in perfetta sinergia, riuscendo a individuare e recuperare il giovane prima che la situazione precipitasse.
Una notte difficile, segnata da paura e incertezza, che si è chiusa fortunatamente con l’esito migliore possibile.