Avevano nell'auto una quantità di preziosi tra anelli, collane, bracciali, portachiavi e spille di cui, però, non avevano saputo fornire una spiegazione plausibile circa la provenienza. I protagonisti di questa storia - l'ennesima truffa ai danni di un'anziana - sono una coppia, 39 anni lui e 41 lei, fermata durante un controllo su strada da parte dei Carabinieri della Compagnia di Città della Pieve. Il loro atteggiamento nervoso ed evasivo fin dai primi istanti, ha portato a smascherare il raggiro che avevano messo a segno poco prima.
L’episodio è partito proprio quando i militari, impegnati in un servizio di prevenzione generale nel comprensorio del Lago Trasimeno, hanno intimato l'alt ad un’autovettura, risultata poi presa a noleggio. Un dettaglio questo che ricorre con una certa frequenza nei casi di truffa.
A bordo c'erano un uomo e una donna, entrambi di fuori regione e già noti alle forze dell’ordine. Tra precedenti e atteggiamento sospetto, i militari non hanno esistato un attimo e hanno provveduto ad ispezionare il mezzo da cima a fondo. Ed è così che nella loro disponibilità hanno rinventuo i numerosi monili in oro. Da dove provenivano? Questo i due non hanno saputo dirlo.
A delineare nitidamente i contorni di truffa in piena regola, è arrivata nel frattempo una telefonata al 112, il Numero Unico di Emergenza. Alla Centrale Operativa di Città della Pieve aveva appena chiamato il nipote di una signora del posto che richiedeva l’intervento dei Carabinieri. Il ragazzo riferiva di un soggetto, sconosciuto alla zia, che con un raggiro si era introdotto all’interno della sua abitazione asportando numerosi gioielli. E la zia era proprio la vittima della coppia truffaldina.
È stato il giovane a riferire come si erano svolti i fatti e sì, si trattava dell'ormai "classica" truffa del finto Carabiniere. A casa della donna si era presentato uno sconosciuto il cui arrivo, come spesso accade in questi casi, era stato preceduto da una lunga telefonata con la 75enne che era stata contattata da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri. Il malvivente le aveva dipinto una situazione drammatica: l'auto della donna risultava coinvolta in una rapina commessa in una gioielleria, pertanto era necessario confrontare i suoi gioielli con quelli sequestrati ai rapinatori.
Immediati gli accertamenti da parte dei Carabinieri che hanno consentito di ricostruire quanto accaduto poco prima. L’uomo fermato dalla pattuglia si sarebbe presentato presso l’abitazione della donna e, dopo averle confermato quanto il complice le aveva annunciato al telefono poco prima, si è fatto consegnare tutto l’oro che custodiva presso l’abitazione. Erano i ricordi di una vita della povera signora a cui il soggetto, senza nessuno scrupolo, ha portato via anche le fedi nuziali. Oltre tremila euro il valore totale stimato della refurtiva.

A quel punto per il 39enne è scattao l'arresto in flagranza del reato mentre la sua complice è stata deferita in stato di libertà. Dei due presunti responsabili, per l'uomo, al termine delle formalità di rito, si sono spalancati i cancelli del carcere di Perugia-Capanne dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La donna invece è stata deferita in stato di libertà perché ritenuta responsabile del reato di ricettazione dei preziosi rinvenuti sulla sua persona. Il 39enne davanti al giudice dovrà rispondere del reato di truffa aggravata.
Infine, la refurtiva è stata interamente recuperata dai militari e restituita all’anziana vittima del raggiro. Una storia questa, che fortunatamente ha avuto un lieto fine con la signora che è rientrata rapidamente in possesso dei suoi averi.