28 Jan, 2026 - 16:00

Terni, un presidio pubblico-privato per proteggere l’acqua e l’ambiente dalle infiltrazioni criminali

Terni, un presidio pubblico-privato per proteggere l’acqua e l’ambiente dalle infiltrazioni criminali

Sulla scrivania di Palazzo Bazzani, sede della Prefettura di Terni, questa mattina è stato sancito un patto che punta a blindare un settore strategico. Il Prefetto Antonietta Orlando e i vertici delle sette società del Gruppo Acea operanti in provincia hanno firmato un Protocollo locale di partenariato pubblico-privato. L’obiettivo è una cooperazione rafforzata per prevenire e ridurre i rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata, irregolarità negli appalti e illeciti nella gestione dei rifiuti nel comparto idrico e ambientale. L’intesa, che declina a livello territoriale il protocollo quadro nazionale siglato nel 2023 al Viminale, istituzionalizza un sistema di controlli preventivi e scambi informativi tra Stato e multiutility.

Alla cerimonia hanno presenziato i vertici provinciali delle Forze di Polizia, a sottolineare la natura operativa dell’accordo. A firmare, oltre al Prefetto Orlando, sono stati gli amministratori delegati di Acea Ambiente s.r.l., Gabriele Di Cintio, di ASM Terni S.p.A., Tiziana Buonfiglio, di Umbria Distribuzione Gas S.p.A., Mauro Alfonso, di Ferrocart s.r.l., Paolo Amadei, il Presidente di Umbriadue Servizi Idrici, Michele Santosuosso, e i vertici di S.I.I. S.c.p.A, Paolo Silveri e Maria Grazia Costa. Per il Gruppo Acea, quale referente centrale per l’attuazione, era presente il Responsabile della Security, Domenico Vozza.

Un dispositivo a tutela delle infrastrutture critiche e della filiera degli appalti

Il protocollo non si limita a una generica dichiarazione d’intenti. Definisce un perimetro d’azione preciso e articolato, che va dal contrasto a furti e danneggiamenti delle infrastrutture essenziali alla vigilanza su possibili frodi. Un capitolo cruciale riguarda la prevenzione delle irregolarità negli appalti e nel ciclo dei rifiuti, settori storicamente vulnerabili a tentativi di infiltrazione. L’accordo prevede una specifica attività di verifica dei requisiti tecnici, economici e patrimoniali delle aziende fornitrici, nonché della piena regolarità del personale impiegato. Un’attività di screening che mira a proteggere non solo l’integrità delle gare, ma anche la sicurezza sul lavoro e l’ambiente.

“La legalità – ha sottolineato il Prefetto Orlandorappresenta un valore in sé, a cui va sempre informata l’azione amministrativa e per la quale vanno poste in essere tutte le attività possibili, sia da parte della componente pubblica che di quella privata”. Per la rappresentante del Governo, il protocollo è “un importante impegno di cooperazione che troverà applicazione attraverso iniziative concrete per la tutela della libertà d’impresa, dello sviluppo economico e per la diffusione della legalità”.

Dalla provincia al quadro nazionale: un modello di sicurezza per le opere strategiche

L’intesa ternana è la traduzione operativa sul territorio del Protocollo Quadro Nazionale firmato a Roma nel luglio 2023 dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e dall’Amministratore Delegato di Acea, Fabrizio Palermo. Quel accordo mirava a rafforzare l’impegno comune contro fenomeni corruttivi e infiltrazioni in settori di rilievo strategico nazionale, come la gestione delle reti idriche ed elettriche e del ciclo dei rifiuti.

La scelta di Terni come primo banco di prova territoriale non è casuale. Il Gruppo Acea è qui radicato con molteplici società che gestiscono servizi pubblici essenziali. Inoltre, l’accordo si inserisce in un contesto di grandi investimenti nazionali.

Acea è infatti impegnata nella realizzazione di opere infrastrutturali fondamentali, come il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera che serve Roma, e in numerosi progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In questo scenario, la capacità di garantire trasparenza e sicurezza lungo tutta la filiera, dalle grandi commesse ai cantieri locali, diventa un moltiplicatore di fiducia e un requisito per lo sviluppo. Il protocollo di Terni si propone come un presidio avanzato in questa direzione, un modello di vigilanza condivisa che potrebbe estendersi ad altri territori.

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Federico Zacaglioni
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