06 May, 2026 - 13:00

Terni, ruba otto confezioni di Parmigiano al Cospea e spintona il vigilante: arrestato 48enne in sorveglianza speciale

Terni, ruba otto confezioni di Parmigiano al Cospea e spintona il vigilante: arrestato 48enne in sorveglianza speciale

Parmigiano come bottino e un vigilante finito a terra nel tentativo di fermare la fuga. È degenerato in rapina impropria quello che, al centro commerciale “Cospea” di Terni, era iniziato come l’ennesimo furto tra gli scaffali di un supermercato.

Nel pomeriggio del 30 aprile, un uomo di 48 anni, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla sorveglianza speciale, avrebbe riempito lo zaino con otto confezioni di Parmigiano Reggiano, per un valore di circa 111 euro, cercando poi di oltrepassare le casse senza pagare. All’attivazione dell’allarme antitaccheggio è intervenuto l’addetto alla sicurezza, che si è trovato di fronte un ladro deciso a non mollare la refurtiva: spintoni ripetuti, concitati, immortalati dalle telecamere interne, che hanno trasformato il furto in un’aggressione vera e propria.

La fuga è durata pochi minuti, fino all’arrivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile, che hanno bloccato il sospettato poco fuori dalla galleria commerciale.

La ricostruzione dei fatti e il passaggio da furto a rapina impropria

Le fasi convulse dell’episodio sono state ricostruite grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte dai militari dell’Arma. Secondo quanto accertato, il quarantottenne aveva agito con una certa disinvoltura all’interno del punto vendita Conad del Cospea, infilando le confezioni di formaggio nello zaino e dirigendosi verso l’uscita senza passare dalle casse. Il gesto, di per sé già configurante un furto, si è consumato sotto gli occhi dei clienti ignari, tra gli scaffali affollati di un pomeriggio feriale.

L’allarme antitaccheggio ha spezzato la sua apparente calma, facendo scattare la reazione del vigilante in servizio. La guardia giurata lo ha raggiunto e ha cercato di trattenerlo, ma si è trovata davanti una resistenza fisica inaspettata. Il sospettato avrebbe spintonato più volte l’addetto per guadagnare la via d’uscita e conservare il maltolto. È in quel momento che il fatto si è trasformato giuridicamente: da semplice furto si è passati a una rapina impropria, figura che scatta quando la violenza viene esercitata subito dopo la sottrazione della merce, proprio per assicurarsi il possesso del bottino o procurarsi l’impunità. Le telecamere hanno restituito una sequenza nitida della colluttazione, elementi che hanno reso incontestabile la contestazione del reato più grave.

La refurtiva, otto pezzi di Parmigiano Reggiano per un valore complessivo di circa 111 euro, è stata recuperata integralmente dai Carabinieri e restituita al direttore del supermercato. Un dettaglio, quello del formaggio scelto come bottino, che non sorprende: il Parmigiano Reggiano è da tempo nel mirino dei furti alimentari, merce pregiata e facilmente rivendibile, tanto da essere diventato quasi una costante nella cronaca dei supermercati italiani.

Precedenti penali e l’aggravante della sorveglianza speciale: il giudice dispone i domiciliari

Agli atti è emerso subito un profilo tutt’altro che occasionale. L’uomo, residente in zona, aveva già numerosi precedenti specifici a carico ed era attinto dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, una circostanza che ha ulteriormente aggravato la sua posizione. La sottoposizione a tale misura, va ricordato, impone obblighi stringenti di condotta e di permanenza in determinati luoghi: il fatto che il quarantottenne abbia comunque agito, violando quelle prescrizioni, ha pesato nella valutazione complessiva del giudice.

L’intervento della Sezione Radiomobile, attivato da una chiamata al numero di emergenza 112, ha permesso di interrompere la fuga sul nascere e di ricostruire l’intera dinamica prima che il presunto autore potesse far perdere le proprie tracce. I militari sono arrivati in pochi istanti, bloccando il soggetto appena fuori dalla galleria commerciale, in un’area ancora frequentata da passanti. La tempestività della risposta ha evitato che la colluttazione potesse avere conseguenze peggiori per il vigilante e ha consentito il recupero immediato di tutta la merce.

Nel giro di poche ore, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il fermato è stato prima accompagnato nella Casa Circondariale di Terni e, dopo la convalida dell’arresto richiesta dalla Procura della Repubblica di Terni, il GIP ha disposto per lui la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. La scelta di concedere i domiciliari anziché la custodia in carcere tiene conto della natura del fatto e del valore contenuto della refurtiva, ma allo stesso tempo l’imposizione del dispositivo elettronico rivela la necessità di un controllo stringente su un soggetto già gravato da misure di prevenzione.

Il procedimento penale è ancora pendente nella fase del giudizio di primo grado e, come impone la legge, l’imputato non può essere considerato colpevole prima di una condanna definitiva. Resta la lezione di un pomeriggio qualunque in un centro commerciale della provincia italiana, dove otto pezzi di formaggio sono bastati a innescare una catena di reati che ha condotto un uomo dalle corsie di un supermercato alla restrizione domiciliare con braccialetto elettronico.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE