08 Mar, 2026 - 12:15

Parità di genere, Proietti e Ferdinandi: “L’8 marzo sia ogni giorno. Contro la violenza potenziati i consultori”

Parità di genere, Proietti e Ferdinandi: “L’8 marzo sia ogni giorno. Contro la violenza potenziati i consultori”

L'8 marzo è quel giorno che vibra di storie femminili potenti, un mosaico di lotte silenziose e vittorie urlate, dove la memoria si fa trampolino per il futuro. Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, lo celebra come un inno alla parità vera - quella che non si ferma a slogan, ma si misura nelle scelte quotidiane, nei diritti conquistati e nelle battaglie ancora aperte contro discriminazioni e violenza. Un'eredità, quella delle suffragette prima e dei movimenti degli anni Settanta poi, che oggi si intreccia con le sfide contemporanee: il gender pay gap, la maternità come presunto ostacolo di carriera, la libertà di camminare per strada senza paura. Da palazzo Donini a palazzo dei Priori, passando per l'Anci, il messaggio è unitario: l'uguaglianza sostanziale non è un traguardo statico, ma un cantiere permanente che riguarda la qualità stessa della vita democratica del Paese.

La memoria che diventa responsabilità: "Così rafforziamo i consultori"

A Perugia, come nel resto d'Italia, la ricorrenza dell'8 marzo arriva in un momento storico in cui i diritti faticosamente conquistati sembrano dover essere continuamente riaffermati. "L'8 marzo tiene insieme memoria e responsabilità: la memoria delle donne che hanno aperto strade nuove e conquistato spazi e la responsabilità di proseguire, con coerenza, nella difesa della parità come principio costituzionale", scandisce la presidente Stefania Proietti. Il riferimento corre all'articolo 3 della Costituzione, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'eguaglianza dei cittadini. Un principio che, per la governatrice, va tradotto in azioni amministrative precise e misurabili.

Tra queste, il potenziamento della rete dei consultori familiari rappresenta una delle priorità. Luoghi che per decenni sono stati presidi di prossimità, informazione e salute, e che oggi la Regione intende rilanciare come hub di ascolto e autonomia"All'interno del nuovo piano sanitario regionale – spiega Proietti – stiamo lavorando per potenziare e sostenere i consultori, presìdi fondamentali di prossimità, ascolto, prevenzione e accompagnamento. Rafforzarli significa offrire alle donne, alle ragazze e alle famiglie luoghi pubblici capaci di intercettare bisogni, sostenere percorsi di autonomia, tutela e salute". Un impegno che si inserisce nel progetto più ampio "Umbria contro ogni genere di violenza", un sistema strutturato e permanente per prevenire e contrastare ogni forma di violenza maschile sulle donne. Un'iniziativa che mira a superare la logica dell'emergenza per costruire una rete di protezione quotidiana, fatta di sportelli, case rifugio e percorsi di recupero per chi è vittima di abusi.

Il welfare che libera: lavoro equo e linguaggio pubblico

Ma la parità, per essere tale, deve attraversare anche le stanze dei bottoni e i luoghi del potere economico. La presidente regionale non ha dubbi: il divario retributivo e la difficoltà di accesso ai ruoli decisionali sono ferite aperte. "L'8 marzo deve essere tutti i giorni dell'anno – sottolinea Proietti – perché una società è davvero giusta quando una donna non deve arretrare per essere accettata, quando il talento non viene frenato, quando la maternità non diventa un ostacolo, quando il lavoro non si trasforma in rinuncia". Una riflessione che si lega a doppio filo con un altro tema cruciale: la qualità del dibattito pubblico e la rappresentazione mediatica delle donne. Spesso i messaggi veicolati dai media, dalla politica e dalla pubblicità rischiano di normalizzare stereotipi o, peggio, di giustificare comportamenti violenti. "Le istituzioni hanno il dovere di usare un linguaggio che riconosca, rispetti, non riduca, non giustifichi, non normalizzi", è l'appello della presidente.

A fare eco a queste parole, dal cuore pulsante della città, è la sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunitàVittoria Ferdinandi. Per la prima cittadina, l'8 marzo non è solo una ricorrenza, ma un test sulla tenuta dei valori repubblicani. "La qualità democratica di un Paese si misura anche nella libertà delle donne e nella capacità delle istituzioni di garantire condizioni reali di autonomia, sicurezza e partecipazione", afferma Ferdinandi, ricordando un anniversario importante: "80 anni fa le donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali contribuendo alla costruzione della Repubblica e ampliando l'orizzonte della nostra democrazia". Da allora, il cammino è stato lungo e complesso. Oggi, i numeri raccontano una presenza femminile in crescita nelle amministrazioni locali: oltre 44 mila amministratrici, più di un terzo del totale. Un segnale incoraggiante, ma non sufficiente.

La sfida dell'autonomia economica e il ruolo delle città

L'autonomia economica resta il vero spartiacque per l'emancipazione femminile. Essere indipendenti dal punto di vista finanziario significa poter scegliere, e spesso poter dire di no. È qui che si gioca la partita più dura. "Il tema della parità salariale rappresenta ancora una delle sfide più importanti per il nostro Paese – ribadisce la sindaca Ferdinandi –. Ridurre il divario retributivo e garantire pari riconoscimento professionale significa rafforzare l'indipendenza delle donne e rendere più giusta e dinamica l'intera società". Un tema che incrocia anche quello demografico: una donna che non deve scegliere tra carriera e figli è una donna che può contribuire più liberamente al futuro del paese.

In questo scenario, le città sono il laboratorio dove sperimentare nuove forme di welfare e di prevenzione. Contro la violenza di genere, che resta "una delle più gravi ferite sociali e democratiche", la risposta deve essere corale. "Le città sono il primo luogo in cui questo impegno prende forma – conclude Ferdinandi –. Nei territori si costruiscono reti tra amministrazioni, servizi sociali, scuole, centri antiviolenza e associazioni per prevenire la violenza, sostenere le donne nei percorsi di uscita dalle situazioni di abuso e rafforzare le condizioni di autonomia e dignità". In un mondo ferito da guerre che colpiscono in modo sproporzionato la popolazione civile e le donne, l'8 marzo diventa allora un grido universale: libertà piena, ogni giorno dell'anno. Perché la dignità delle donne, come ricordano Proietti e Ferdinandi, è il termometro di una civiltà.

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Federico Zacaglioni
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