22 Jan, 2026 - 19:00

Parco Ranghiasci riapre il 31 gennaio: sicurezza, storia e nuovi progetti per uno dei luoghi simbolo di Gubbio

Parco Ranghiasci riapre il 31 gennaio: sicurezza, storia e nuovi progetti per uno dei luoghi simbolo di Gubbio

Sabato 31 gennaio Parco Ranghiasci tornerà finalmente ad aprire i propri cancelli al pubblico, restituendo agli eugubini uno dei luoghi più suggestivi e identitari della città. La chiusura, resa necessaria nei mesi scorsi, era stata disposta per consentire urgenti interventi di messa in sicurezza legati allo stato di salute delle alberature, compromesso dal tempo e da eventi climatici sempre più estremi.

La riapertura rappresenta un passaggio fondamentale: consente oggi una fruizione del parco in condizioni di piena sicurezza e offre ai visitatori la possibilità di riscoprire nuovi e inediti scorci paesaggistici, emersi proprio grazie agli interventi effettuati.

Un giardino ottocentesco unico nel suo genere

Parco Ranghiasci nasce alla metà dell’Ottocento per volontà del marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, figura centrale della vita culturale e politica eugubina. Il progetto, influenzato dalla visione della celebre paesaggista Matilde Hobhouse, introdusse a Gubbio il modello allora innovativo del giardino all’inglese, completamente diverso dai giardini formali di tradizione italiana.

Viali sinuosi, rampe elicoidali, punti di osservazione studiati come veri e propri “cannocchiali ottici” accompagnano il visitatore lungo un percorso in continuo movimento visivo, pensato per incorniciare la città medievale dall’alto.

Cuore simbolico del parco è il giardino del Tempietto, dominato da una raffinata architettura neoclassica su cui campeggia il motto “Virtus omnia vincit”, emblema dell’identità civile e morale della famiglia Ranghiasci Brancaleoni.

Dalla decadenza al recupero

Dopo la morte del marchese, avvenuta nel 1877, il parco conobbe una lunga fase di progressivo abbandono. Solo negli anni Ottanta del Novecento, grazie all’acquisizione da parte della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio, l’area venne recuperata e restituita alla collettività.

Negli ultimi anni, tuttavia, la componente vegetale e architettonica ha mostrato segnali evidenti di sofferenza, aggravati da nubifragi, vento e sbalzi climatici sempre più frequenti. Da qui la necessità di un intervento profondo e strutturato.

Lo studio fitosanitario e la messa in sicurezza

La riapertura del 31 gennaio è stata resa possibile grazie a un accurato lavoro di ricognizione fitosanitaria affidato all’agronomo Mauro Frattegiani. Lo studio ha interessato ben 520 alberi, analizzati singolarmente attraverso un censimento dettagliato.

L’indagine ha permesso di individuare con precisione le piante a rischio e le criticità strutturali, consentendo al Comune di intervenire in modo mirato, evitando abbattimenti indiscriminati e garantendo al tempo stesso la sicurezza dei visitatori.

Come sottolineato dai tecnici, «la tutela del patrimonio verde richiede oggi competenze scientifiche e interventi programmati, non soluzioni emergenziali».

Il riconoscimento FAI “I Luoghi del Cuore”

La riapertura del parco coincide con l’avvio di una nuova fase di valorizzazione. La prima importante novità è rappresentata dalla vittoria del bando FAI “I Luoghi del Cuore” 2025, che ha premiato il progetto di riqualificazione presentato dal Comune di Gubbio.

Il finanziamento, pari a 25 mila euro, consentirà il recupero del giardino del Tempietto, delle scarpate e di alcune strutture storiche, oltre alla messa a dimora di nuovi ippocastani lungo lo storico viale, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla qualità paesaggistica.

Un riconoscimento che assume anche un forte valore simbolico, perché nasce dal sostegno diretto dei cittadini che hanno votato il parco come luogo del cuore.

Il restauro del Villino storico

La seconda novità riguarda l’avvio, già dal 12 gennaio, dei lavori di riqualificazione e restauro del Villino di Parco Ranghiasci. L’intervento, per un importo complessivo di circa 150 mila euro, è stato affidato alla ditta Ikuvium e si concluderà, salvo imprevisti, entro giugno 2026.

I lavori prevedono il rifacimento degli infissi, dei pavimenti, l’impermeabilizzazione dei piani, la ridistribuzione degli spazi interni e il completo rifacimento dei servizi igienici. Un intervento strutturale che consentirà di restituire piena funzionalità a uno degli edifici più caratteristici del parco.

Un percorso di rigenerazione a lungo termine

La riapertura di Parco Ranghiasci non rappresenta soltanto la restituzione di un bene pubblico alla cittadinanza, ma segna l’avvio concreto di un percorso di rigenerazione e valorizzazione di lungo periodo.

Un percorso fondato su competenze tecniche, capacità di intercettare finanziamenti e visione strategica, che vede lavorare insieme strutture comunali e componente politica per garantire sicurezza, sostenibilità e fruizione nel tempo.

Un nuovo inizio per un luogo caro agli eugubini, destinato a tornare protagonista della vita culturale e sociale della città.

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Mario Farneti
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