15 Mar, 2026 - 17:30

Parchi eolici a Gubbio: stop della Soprintendenza a due progetti, si profila lo scontro legale

Parchi eolici a Gubbio: stop della Soprintendenza a due progetti, si profila lo scontro legale

La questione dei parchi eolici nel territorio di Gubbio continua a essere uno dei temi più controversi del dibattito politico e amministrativo locale.

Negli ultimi tempi sono state presentate quattro proposte di installazione di impianti eolici in diverse aree del comprensorio eugubino, con l’obiettivo dichiarato di incrementare la produzione di energia rinnovabile.

Il tema, tuttavia, ha subito generato forti divisioni tra istituzioni, forze politiche e opinione pubblica, soprattutto per il possibile impatto paesaggistico in una zona che rappresenta uno dei contesti naturalistici e storici più delicati dell’Umbria.

Nelle ultime settimane la vicenda ha registrato un primo sviluppo significativo.

Il parere negativo della Soprintendenza

Secondo le informazioni emerse, la Soprintendenza ha espresso parere negativo su due dei quattro progetti presentati, in particolare su quelli relativi all’area della Contessa e alla zona sud del territorio eugubino.

Il pronunciamento rappresenta un primo risultato dell’offensiva politica condotta dalle forze locali contrarie agli impianti, che nelle ultime settimane hanno intensificato le iniziative istituzionali e i contatti con gli uffici ministeriali.

In particolare, l’azione politica ha visto una singolare convergenza tra la destra di governo e settori della sinistra tradizionalmente sensibili ai temi ambientalisti, entrambi schierati contro l’installazione delle grandi pale eoliche nel territorio eugubino.

Il parere negativo della Soprintendenza riguarda dunque due delle quattro operazioni previste, mentre si attende ancora il pronunciamento sulle altre due richieste presentate dalle società proponenti.

Una vicenda complessa tra norme e pianificazione

La questione si presenta tutt’altro che semplice dal punto di vista giuridico e amministrativo.

Oltre alle normative nazionali sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, entrano infatti in gioco anche gli strumenti di pianificazione locale, che in alcuni casi prevedono la possibilità di realizzare impianti eolici.

In particolare, il Piano regolatore generale di Gubbio contempla la presenza di tali infrastrutture, così come alcune normative provinciali e regionali che disciplinano la localizzazione degli impianti energetici sul territorio.

Questo intreccio di norme potrebbe rendere la vicenda particolarmente delicata sotto il profilo legale, soprattutto nel caso in cui le società richiedenti decidessero di contestare i pareri negativi.

Non è escluso, infatti, che la partita possa spostarsi nei tribunali amministrativi, con possibili ricorsi da parte delle aziende interessate alla realizzazione degli impianti.

Il viaggio a Roma del sindaco Fiorucci

La questione dei parchi eolici è stata anche al centro di un recente viaggio istituzionale a Roma, promosso dall’amministrazione comunale.

Alla trasferta hanno partecipato il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci, il consigliere comunale Sara Rinaldini di Fratelli d’Italia, che ha seguito la vicenda fin dall’inizio, e l’ingegnere Francesca Rogari, dirigente del settore comunale Lavori pubblici, patrimonio, manutenzioni e aree interne.

L’incontro nella capitale aveva l’obiettivo di approfondire gli aspetti tecnici e normativi legati ai progetti eolici, oltre a rappresentare alle istituzioni centrali le preoccupazioni espresse da parte della comunità eugubina.

Il confronto con gli uffici ministeriali e con gli organismi competenti rientra in una strategia più ampia volta a difendere il paesaggio e il patrimonio storico del territorio, considerato uno degli elementi identitari più forti della città.

Tra transizione energetica e tutela del paesaggio

Il caso dei parchi eolici di Gubbio riflette un dilemma che riguarda ormai molte aree italiane: come conciliare la transizione energetica con la tutela del paesaggio e dei territori storici.

Da un lato, la produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un obiettivo strategico nazionale ed europeo, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Dall’altro lato, la realizzazione di grandi impianti eolici solleva interrogativi sull’impatto ambientale, paesaggistico e culturale, soprattutto in contesti di particolare valore storico e naturalistico.

Nel caso eugubino il confronto appare destinato a proseguire ancora a lungo, anche perché le decisioni finali sulle altre due richieste di installazione non sono ancora state rese note.

Le prossime tappe

Nei prossimi mesi si attendono quindi i pronunciamenti definitivi sulle altre due proposte di parco eolico.

Da queste decisioni dipenderà il futuro dell’intera vicenda.

Se i pareri negativi dovessero essere confermati o estesi anche agli altri progetti, la questione potrebbe chiudersi sul piano amministrativo. In caso contrario, o in presenza di ricorsi da parte dei promotori, la battaglia potrebbe trasferirsi davanti ai tribunali amministrativi, aprendo una fase nuova e potenzialmente lunga della disputa.

Per il territorio eugubino si tratta dunque di una partita ancora aperta, nella quale si intrecciano energia, ambiente, diritto e politica locale.

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Mario Farneti
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