Quattro progetti di parchi eolici, circa trenta pale alte fino a 200 metri e un impatto potenziale su uno dei paesaggi più caratteristici dell’Umbria.
È su questo scenario che interviene l’Associazione Iridium, che in una lettera aperta ha espresso preoccupazione per le trasformazioni che potrebbero interessare il territorio eugubino.
Secondo l’associazione, il tema richiede un’analisi approfondita e un confronto pubblico con la comunità locale, soprattutto in una fase storica in cui il territorio sta registrando una crescente valorizzazione turistica e ambientale.
Iridium chiede alle istituzioni competenti la massima trasparenza nei processi autorizzativi, oltre a una valutazione complessiva degli effetti che l’installazione dei parchi eolici potrebbe avere sul paesaggio e sull’economia locale.
Il dibattito si inserisce in un momento particolarmente significativo per la città. L’anno in corso coincide infatti con l’ottocentesimo anniversario legato alla figura di San Francesco, simbolo universale di un rapporto armonioso tra uomo e natura.
Un legame che in Umbria assume una valenza ancora più forte e che, secondo l’associazione, rende necessario riflettere con responsabilità sulle trasformazioni del territorio.
Il paesaggio eugubino rappresenta infatti un patrimonio di grande valore ambientale, culturale e storico, caratterizzato da un equilibrio delicato tra natura, attività agricole, biodiversità e tradizione.
In questo contesto, la prospettiva di installare numerosi impianti eolici di grandi dimensioni solleva interrogativi sulla compatibilità tra sviluppo energetico e tutela del territorio.
I progetti in fase di valutazione riguardano quattro distinti parchi eolici nell’area eugubina, che prevederebbero complessivamente l’installazione di circa trenta aerogeneratori.
Le pale eoliche ipotizzate raggiungerebbero un’altezza di circa 200 metri, dimensioni che, secondo Iridium, potrebbero determinare un impatto significativo sul paesaggio.
L’associazione sottolinea come il territorio interessato sia un’area di straordinario valore naturalistico e identitario, e che eventuali interventi di questa portata debbano essere valutati con grande attenzione.
Iridium chiarisce di non mettere in discussione l’importanza della transizione energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili.
L’associazione riconosce infatti la necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e promuovere modelli energetici sostenibili.
Tuttavia ritiene fondamentale che ogni progetto venga analizzato tenendo conto delle caratteristiche specifiche del territorio.
La sfida, secondo Iridium, consiste nel conciliare la produzione di energia rinnovabile con la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità, evitando interventi che possano compromettere equilibri ambientali consolidati.

La questione si inserisce anche nel contesto delle recenti modifiche normative introdotte nel novembre 2025 al decreto che disciplina l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Le nuove disposizioni riconoscono a questi interventi un interesse pubblico prevalente, qualificandoli come opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
Questo significa che la realizzazione degli impianti può essere autorizzata anche in aree agricole, ampliando le possibilità di sviluppo delle infrastrutture energetiche.
Allo stesso tempo, però, la normativa stabilisce che la scelta dei siti deve tutelare il patrimonio culturale, il paesaggio rurale, la biodiversità e le attività agricole.
Un equilibrio che richiede una valutazione attenta da parte della pubblica amministrazione.
Uno dei punti centrali sollevati dall’Associazione Iridium riguarda la necessità di analizzare l’impatto complessivo dei progetti.
Secondo l’associazione, infatti, non è sufficiente esaminare ogni intervento singolarmente.
È necessario valutare gli effetti cumulativi dell’installazione di quattro parchi eolici nello stesso territorio, considerando le possibili conseguenze sull’ambiente, sul paesaggio e sulla percezione visiva dell’area.
Questo approccio permetterebbe di comprendere meglio la portata reale delle trasformazioni previste.
Un altro elemento evidenziato riguarda il ruolo crescente del turismo nel territorio eugubino.
Negli ultimi anni la città ha registrato un aumento significativo dei flussi turistici, attratti non solo dal patrimonio storico e artistico ma anche dalla qualità del paesaggio e dell’ambiente naturale.
Il territorio circostante è infatti caratterizzato da ampie aree ancora incontaminate, biodiversità e attività agricole tradizionali, elementi che rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo locale.
Secondo Iridium, proprio questa identità paesaggistica costituisce uno dei principali fattori di attrattività del territorio.
Alla luce di queste considerazioni, l’Associazione Iridium chiede alle istituzioni competenti di:
garantire la massima trasparenza nei processi autorizzativi,
promuovere un confronto pubblico con cittadini e comunità locali,
valutare attentamente l’impatto cumulativo dei progetti eolici previsti.
L’associazione ribadisce inoltre la propria disponibilità a collaborare con enti locali, istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di individuare soluzioni energetiche realmente sostenibili.
Soluzioni che, secondo Iridium, dovrebbero essere in grado di coniugare la necessaria transizione ecologica con la tutela del paesaggio e delle risorse naturali, elementi che da sempre caratterizzano l’identità del territorio eugubino.