25 Feb, 2026 - 17:30

Parchi eolici a Gubbio, il sindaco Fiorucci: “Nessuna decisione calata dall’alto”. Il Comune e il GAU alzano il muro a difesa del paesaggio

 Parchi eolici a Gubbio, il sindaco Fiorucci: “Nessuna decisione calata dall’alto”. Il Comune e il GAU alzano il muro a difesa del paesaggio

La questione dei progetti per l’installazione di grandi impianti eolici nel territorio comunale di Gubbio è ormai al centro del dibattito pubblico locale.

L’Amministrazione comunale segue con “la massima attenzione e apprensione” le istanze presentate da diverse società per la realizzazione di quattro impianti eolici di grande taglia, con sistemi di accumulo, che interesserebbero i crinali dell’area eugubina.

I progetti in campo sono quelli denominati Gubbio Nord (9 pale), Gubbio Sud (5 pale), La Contessa (8 pale) e Monteleto, quest’ultimo al momento archiviato. In totale si parla di 22 pale eoliche, ciascuna con un’altezza che arriverebbe fino a 200 metri, una presenza imponente destinata a incidere in modo significativo sul profilo paesaggistico del territorio.

L’improcedibilità regionale e il presidio del Comune

Nei giorni scorsi la Direzione regionale Governo del Territorio, Ambiente e Protezione Civile ha comunicato l’improcedibilità di due domande presentate dalle società proponenti. Un passaggio definito importante, ma che non chiude la vicenda, perché alcuni procedimenti restano in valutazione a livello ministeriale.

Proprio per questo il Comune di Gubbio ha deciso di mantenere attivo un presidio tecnico-amministrativo permanente, consapevole che il quadro normativo nazionale rende la partita ancora aperta. L’obiettivo dichiarato è uno solo: valutare con rigore l’impatto potenziale sull’equilibrio paesaggistico, ambientale e identitario del territorio.

Il regolamento comunale e la tutela dei crinali

Già nel 2024, a conferma di un’attenzione costante sul tema, il Consiglio comunale aveva approvato con la deliberazione n. 106 del 14 novembre il “Regolamento per la disciplina delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile”. Uno strumento pensato per definire criteri localizzativi chiari e per tutelare in modo puntuale paesaggio, crinali e aree di maggiore sensibilità storico-ambientale.

Ora l’Amministrazione ha chiesto agli uffici una valutazione tecnica preliminare sull’eventuale attivazione di tutti gli strumenti disponibili per rafforzare la protezione dei crinali che costituiscono la cornice panoramica della città. La richiesta comprende un inquadramento normativo dettagliato, l’individuazione delle possibili soluzioni procedurali e una stima delle tempistiche e dell’efficacia degli strumenti attivabili.

Il coinvolgimento della Soprintendenza e degli enti

Parallelamente, è stato avviato un confronto tecnico-istituzionale con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, con la Regione e con la Provincia di Perugia. L’obiettivo è valutare in modo coordinato gli effetti degli interventi proposti, con particolare attenzione a:

  • Impatto sul sistema monumentale e sul centro storico

  • Tutela delle visuali panoramiche e dello skyline

  • Effetto cumulativo delle pale, anche in relazione a progetti nei comuni limitrofi

  • Possibili interferenze con aree vincolate o di interesse archeologico

In questo senso è stata trasmessa una formale richiesta di valutazione tecnica alla Soprintendenza, con riferimento specifico agli effetti diretti e indiretti sul contesto monumentale del centro storico, alla percezione visiva del Palazzo dei Consoli e del complesso urbano medievale, nonché alla compatibilità con il sistema dei vincoli esistenti e con i valori identitari riconosciuti.

Il tavolo con la Regione e l’istruttoria al Ministero

Sul piano regionale, il Comune ha inoltrato una richiesta formale all’assessore competente affinché venga recepita e valorizzata la cartografia delle aree non idonee e sensibili già trasmessa dal Comune, ritenuta essenziale per una pianificazione equilibrata. Il sindaco Vittorio Fiorucci incontrerà l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca per approfondire il quadro normativo e procedurale.

Intanto è stata disposta un’analisi tecnica approfondita dei progetti depositati, finalizzata alla predisposizione di osservazioni strutturate da inviare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. L’istruttoria valuterà in modo integrato impatto paesaggistico e visuale, interferenze archeologiche, tracciati dei cavidotti, viabilità di cantiere, impatti infrastrutturali e compatibilità urbanistica complessiva. A occuparsene sarà un gruppo di lavoro tecnico-istituzionale dedicato.

Le parole del sindaco Fiorucci: linea ferma e chiara

L’Amministrazione ribadisce che la tutela del sistema paesaggistico, monumentale e identitario eugubino è un interesse pubblico primario. Il sindaco Vittorio Fiorucci lo ha chiarito senza mezzi termini: “Il Comune sostiene la transizione energetica, ma riteniamo che la produzione di energia, anche da fonti rinnovabili, debba essere governata con equilibrio, nel rispetto dei territori, delle comunità con cui va condivisa, e dei valori paesaggistici che costituiscono un patrimonio non riproducibile”.

E soprattutto ha aggiunto una frase destinata a diventare il perno politico della vicenda: Gubbio non subirà decisioni calate dall’alto: il Comune eserciterà fino in fondo le proprie prerogative istituzionali affinché ogni valutazione sia fondata su dati tecnici e tutela dell’interesse pubblico.

La posizione del GAU: “Il paesaggio è economia”

Sulla stessa linea, ma con un accento fortemente legato al mondo produttivo, si colloca il Consorzio Turistico Gubbio Alta Umbria (GAU). La presidente Gloria Margaret Pierini ha espresso una preoccupazione netta: “Il Consorzio ribadisce con fermezza che la tutela del paesaggio coincide con la tutela dell’economia e dell’occupazione. Il futuro turistico di Gubbio non può essere messo a rischio senza un confronto vero e trasparente”.

Secondo il GAU, il paesaggio non è solo un valore culturale, ma il principale motore economico della destinazione. Pale alte 200 metri sui crinali significherebbero inquinamento visivo, compromissione dell’immagine iconica della città medievale e rischi anche sul piano acustico, con effetti diretti sulla qualità dell’offerta turistica.

I timori per turismo, infrastrutture e indotto

Il Consorzio mette in guardia anche dall’industrializzazione forzata delle valli: non solo pale sui crinali, ma adeguamento della viabilità per mezzi eccezionali, sbancamenti, chilometri di cavidotti e sottostazioni elettriche. Un processo che, secondo il GAU, trasformerebbe un territorio “vergine” in un’area a forte impronta industriale, allontanando chi cerca un’esperienza turistica autentica.

Nel mirino ci sono in particolare i segmenti in crescita: cicloturismo, escursionismo, turismo slow e cammini storici come il Cammino di Francesco. Senza dimenticare il rischio di perdita di valore delle strutture ricettive panoramiche, che puntano proprio su quiete e integrità ambientale.

La richiesta di un confronto pubblico

Alla luce della recente archiviazione di alcune istanze, il GAU parla di una “finestra temporale preziosa” e chiede: apertura immediata di un tavolo pubblico di confronto, una valutazione indipendente sull’impatto economico e turistico e la sospensione di ogni iter che non garantisca una tutela rigorosa dei crinali e dei coni visivi.

La partita è tutt’altro che chiusa, ma una cosa appare chiara: su questo fronte Comune e mondo del turismo viaggiano nella stessa direzione, con un messaggio condiviso: la transizione energetica sì, ma non a costo di snaturare l’anima e l’economia di Gubbio.

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Mario Farneti
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