05 Aug, 2026 - 17:30

Papillomavirus, l’Umbria estende la vaccinazione gratuita ai ragazzi nati nel 2005

Papillomavirus, l’Umbria estende la vaccinazione gratuita ai ragazzi nati nel 2005

L’Umbria amplia la campagna di prevenzione contro il Papillomavirus umano e introduce la vaccinazione gratuita anche per i ragazzi nati nel 2005.

La decisione, approvata dalla Giunta regionale, colma il vuoto che aveva escluso questa generazione dalla chiamata attiva avviata nel 2017 per i maschi nati dal 2006 in poi.

Il provvedimento punta a rafforzare la protezione contro i tumori correlati all’Hpv, intervenendo su una fascia di popolazione che presenta ancora una copertura vaccinale molto bassa. La Regione ha stanziato fino a 500 mila euro, destinati alle aziende Usl Umbria 1 e Umbria 2, che dovranno informare i cittadini interessati e promuovere attivamente l’adesione.

Papillomavirus, perché è importante vaccinare anche i ragazzi

Il Papillomavirus umano, comunemente indicato con la sigla Hpv, è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa. Nella maggior parte dei casi viene eliminata spontaneamente dall’organismo, senza conseguenze cliniche. Quando però l’infezione persiste, alcuni ceppi del virus possono determinare lesioni precancerose e diverse forme tumorali.

L’Hpv non riguarda soltanto le donne e il tumore della cervice uterina. Può essere associato anche a tumori dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e del distretto testa-collo. Per questo, negli ultimi anni, le strategie di prevenzione hanno progressivamente coinvolto anche la popolazione maschile.

In Italia vengono stimate ogni anno oltre 6 mila nuove diagnosi tumorali riconducibili all’Hpv. La vaccinazione rappresenta quindi uno degli strumenti più efficaci per ridurre la circolazione del virus e prevenire le conseguenze più gravi dell’infezione.

Il divario tra i nati nel 2005 e le generazioni successive

I dati regionali mostrano con particolare evidenza l’effetto prodotto dalla gratuità e dalla chiamata attiva. Tra i ragazzi umbri nati nel 2005, che non erano stati inizialmente inseriti nel programma, la copertura con ciclo vaccinale completo si ferma infatti all’8,46%.

La percentuale sale invece al 72,67% tra i nati nel 2006 e raggiunge il 77,83% tra quelli del 2007. La distanza tra le diverse coorti dimostra quanto l’informazione istituzionale e l’offerta gratuita possano incidere sull’adesione.

La Regione ha quindi scelto di intervenire per recuperare la generazione rimasta esclusa e ridurre una disuguaglianza determinata non da ragioni sanitarie, ma dalla data di avvio della campagna vaccinale maschile.

Umbria sopra la media nazionale per copertura Hpv

Secondo il monitoraggio del ministero della Salute, aggiornato al 2024, l’Umbria registra livelli di copertura superiori alla media nazionale e si colloca tra le regioni più avanzate nella prevenzione dei tumori Hpv-correlati.

Tra le ragazze, la copertura vaccinale raggiunge l’82,66% nella coorte delle quindicenni e il 77,42% tra le dodicenni. Risultati che confermano l’efficacia di un sistema fondato sulla collaborazione tra servizi sanitari, famiglie, medici e strutture scolastiche.

La vaccinazione in giovane età è particolarmente importante perché offre la massima efficacia quando viene somministrata prima dell’eventuale esposizione al virus. Ciò non significa, tuttavia, che nelle età successive perda ogni utilità: l’opportunità viene valutata sulla base delle indicazioni sanitarie e dei programmi vaccinali previsti.

Proietti: “Un’opportunità in più di prevenzione”

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato il valore del provvedimento nel quadro della strategia regionale di sanità pubblica.

“L’Umbria ha costruito negli anni un sistema di prevenzione che sta dando risultati importanti. I dati dimostrano che quando la vaccinazione è gratuita e viene proposta attivamente l’adesione cresce in modo significativo”, ha dichiarato.

“Con questo provvedimento rafforziamo un percorso che punta a proteggere la salute delle persone attraverso la vaccinazione, lo screening e l’informazione, offrendo anche ai ragazzi nati nel 2005 un’opportunità in più di prevenzione”, ha aggiunto la presidente.

Vaccinazione, screening e informazione contro l’Hpv

L’estensione gratuita ai nati nel 2005 si inserisce in una strategia più ampia, coerente con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale e con gli obiettivi indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

La prevenzione dell’Hpv non si esaurisce infatti nella vaccinazione. Restano essenziali anche gli screening, l’informazione sui rischi dell’infezione e la sensibilizzazione della popolazione maschile, ancora troppo spesso portata a considerare il Papillomavirus come un problema esclusivamente femminile.

Con il nuovo provvedimento, l’Umbria tenta dunque di recuperare una fascia rimasta ai margini della campagna e di consolidare un modello di prevenzione che ha già prodotto risultati significativi.

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Mario Farneti
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