Il futuro della Pallacanestro Trieste si tinge di scuro, con il rischio concreto che il glorioso club giuliano possa scomparire del tutto dal panorama cestistico italiano. Questa pesante crisi societaria è esplosa in seguito alla decisione ufficiale del proprietario, Paul Matiasic, di mettere in vendita la società con l'obiettivo specifico di avviare e concentrare un nuovo e ambizioso progetto sportivo nella città di Roma.
Matiasic non ha intenzione di trasferire o sfruttare il titolo sportivo della squadra triestina nella capitale, ma preferisce cercare nuovi acquirenti sul mercato. Il vero ostacolo attuale consiste nel capire chi possieda la reale volontà e, soprattutto, la necessaria solidità economica per rilevare le quote. Le indiscrezioni parlano chiaro: per avviare una trattativa formale serve una base finanziaria di almeno cinque milioni di euro. Nel frattempo, la Pallacanestro Trieste naviga in un pericoloso limbo burocratico. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Piccolo infatti, la rosa della prima squadra è ormai ridotta ai minimi termini, con due soli giocatori professionisti ancora legati da un contratto ufficiale, ossia Michele Ruzzier e Markel Brown.
Anche per loro, tuttavia, la netta sensazione degli addetti ai lavori è che il futuro cestistico sarà lontano da Trieste. La piazza sportiva sta vivendo settimane di profonda e comprensibile angoscia. I tifosi aspettano con grandissima ansia notizie certe sul domani, ma dalla dirigenza arriva solo un silenzio totale e assordante. Questo scenario rievoca i drammatici fantasmi del fallimento societario avvenuto nel lontano 2004, quando il club fu costretto a ripartire dalla serie B2. Dopo i grandi successi e il ritorno stabile ai massimi livelli della serie A ottenuto nelle ultime stagioni, nessuno si aspettava una fine così imminente ed improvvisa per la squadra.
Tra chi sta vivendo momenti non facili, pensando al proprio futuro e a quello della società triestina, c’è anche il tecnico eugubino Francesco Taccetti, protagonista da febbraio nelle vesti di primo allenatore, dopo essere subentrato a coach Gonzalez con ottimi risultati ed essersi legato emotivamente alla piazza. "È stata una stagione incredibile, abbiamo lottato fino alla fine per voi tifosi e per questa città -aveva affermato nella serata dei saluti con i tifosi Taccetti-. Aver avuto la possibilità di esordire da capo allenatore proprio a Trieste, in una piazza così speciale, è un privilegio che non scorderò mai". Parole che sembrano quasi pronunciare un addio imminente, quasi scontato. Certo è, che quel silenzio assordante della società citato prima, non è affatto rassicurante e tutto fa pensare che il gioco sia davvero finito.
Eugubino classe 1977, Francesco Taccetti inizia la sua carriera da allenatore a 35 anni. L’amore per la palla a spicchi gli fa scegliere la strada dello sport professionistico. Così, dopo aver mosso i primi passi da coach nel settore giovanile del Basket Ravenna Piero Manetti, nella stagione 2016/2017 passa alla prima squadra, dove riveste il ruolo di assistente allenatore prima con coach Antimo Martino, poi con Andrea Mazzon e infine con Massimo Cancellieri. L’ottimo lavoro svolto in terra romagnola non passa inosservato e gli vale una chiamata importante, alla corte di Attilio Caja, in quella Reggio Emilia che nel 2022 è arrivata a giocarsi la finale di FIBA Europe Cup con i turchi del Bahcesehir.
Nella stagione 2022/2023 Taccetti mette a disposizione le sue competenze alla Pallacanestro Brescia, sotto la guida di coach Alessandro Magro, portando i biancoblù al primo trofeo della loro storia, la Coppa Italia conquistata da outsider nel febbraio 2023, dopo essersi qualificati come ottavi nella griglia delle final eight. Le esperienze di altissimo livello maturate in pochi anni sono un chiaro indizio della profonda dedizione al lavoro e del talento dell’allenatore eugubino. Oltre al grande bagaglio tecnico, l’umbro porta anche un particolare focus sulla video analysis. Approda a Trieste nell’estate 2024, in qualità di assistente dell’allenatore. A febbraio 2026 invece, è promosso a head coach di Trieste dopo l’esonero di Gonzalez.