05 May, 2026 - 13:15

PalaTerni, Melasecche incalza Comune e Regione: "Ora i seggiolini sono indispensabili". Il piano da 400mila euro

PalaTerni, Melasecche incalza Comune e Regione: "Ora i seggiolini sono indispensabili". Il piano da 400mila euro

Cinquemila spettatori giunti da tutta l’Umbria e dalle regioni vicine hanno trasformato il PalaTerni in una platea senza un posto libero per Gianni Morandi. L’indomani del tutto esaurito, però, a occupare la scena non sono soltanto gli applausi, ma un dossier concreto che punta a cambiare il volto della struttura: quello dei seggiolini. A rilanciarlo, con la determinazione di chi segue la creatura anche fuori dai ruoli ufficiali, è Enrico Melaseccheex assessore regionale alle Infrastrutture e padre politico dell’impianto. Definisce l’intervento indispensabile e urgente ” . E ha già pronta una proposta tecnica, un costo stimato e una doppia strada per trovare le risorse.

Una seduta che non ruba spazio e cancella la vertigine dei gradoni

Il progetto, affinato insieme ai progettisti, rovescia l’idea che mettere sedili in una struttura nata per essere polifunzionale significhi sacrificare capienza o libertà di movimento. La soluzione prevede schienali fissati direttamente sulla parete verticale del gradone, in modo da non intaccare il piano di calpestio. “Non ne occupa il piano” , spiega Melasecche, rimarcando il primo vantaggio: la pedata resta libera, e il pubblico non rischia di inciampare in ingombri imprevisti durante l’accesso ai posti. Le sedute sono a scomparsa, automaticamente ribaltabili. Quando una fila di spettatori già accomodati deve lasciar passare qualcuno, il movimento è lo stesso di qualsiasi teatro: ci si alza, il sedile si richiude, si transita senza ostacoli.

C’è poi un aspetto legato alla sicurezza e al benessere di chi siede in alto. Il senso di vertigine che alcuni avvertono sui gradoni nudi, ha osservato l’ex assessore, spinge spesso a cercare scorciatoie pericolose: scendere saltando da un livello all’altro invece di usare le scale. Con uno schienale alle spalle, quel disagio viene meno, il corpo trova un riferimento stabile e la permanenza sulle gradinate diventa più serena anche per chi non ha dimestichezza con le altezze. La seduta ha una profondità di 40 centimetri, più accogliente del cemento, e il colore scelto per i rivestimenti è un verde brillante che riprende le linee esterne dell’edificio. “Il colpo d’occhio mi sembra gradevole” , aggiunge con soddisfazione, lasciando intendere che l’intero impianto è già stato pensato in ogni dettaglio.

Quattrocentomila euro e un precedente che pesa: la palla passa alla Regione

Il costo dell’intervento, Iva compresa, è stimato intorno ai 400mila euro. A questo punto si apre il capitolo delle responsabilità finanziarie. Melasecche non ha dubbi nel tracciare un primo perimetro: “Innanzitutto dovrebbe comunque pensarci il Comune, visto che il PalaTerni è un’opera pubblica ” . Lo ricorda con una punta di orgoglio, rivendicando la formula del project financing che ha permesso di realizzare la struttura senza oneri diretti per le casse municipali, “con buona pace dei negazionisti che ignorantemente demonizzano questa tipologia di operazione che si sta diffondendo sempre più”.

Ma l’ex assessore regionale sa bene che le disponibilità immediate di Palazzo Spada potrebbero non bastare. E così ha già scritto una interrogazione destinata alla Giunta regionale per chiedere un finanziamento di 500mila euro. La cifra non è casuale e coprirebbe integralmente le lavorazioni, lasciando un margine. La motivazione politica, e prima ancora di principio, poggia su un precedente difficile da ignorare: il PalaBarton di Perugia. Nel corso degli anni, il palasport del capoluogo ha ottenuto dalla Regione circa 1,5 milioni di euroMelasecche lo sottolinea con precisione, ricordando che nel 2019, quando era assessore comunale a Terni, una richiesta analoga rivolta alla presidente Catiuscia Marini rimase senza risposta.

Da Palazzo Donini finanziamenti al Palabarton di Perugia: "Necessaria equità"

Ora il contesto è diverso, ma la disparità di trattamento, secondo lui, non è più tollerabile. “Sarebbe quanto mai doveroso, per ragioni evidenti di equità, assegnare un contributo anche a Terni ” , scandisce, scegliendo la parola che più di ogni altra può pesare nei futuri passaggi istituzionali. Il PalaTerni, incalza Melasecche, è ormai stabilmente inserito nel circuito nazionale degli eventi: le date si rincorrono, la prossima vedrà arrivare Patty Pravo - in quel caso all’aperto, grazie alle due enormi pareti posteriori che si aprono elettricamente e consentono al palco di affacciarsi verso l’esterno. “Tutti gli impresari venuti per gli spettacoli hanno fatto i complimenti per il nostro PalaTerni ” , rivela. Un consenso che, dopo la serata con Morandi, si è ulteriormente rafforzato.

Dal suo osservatorio, Melasecche lascia filtrare un cauto ottimismo, quasi un manifesto personale: “L’ottimismo della ragione aiuta a fare passi avanti”. Per il momento, però, il passo da compiere è nelle mani di due amministrazioni. Da un lato il Comune, chiamato a riconoscere la necessità dell’arredo come tassello di una gestione matura. Dall’altro la Regione, a cui Terni guarda con una domanda secca: se un contributo pubblico ha accompagnato la crescita del PalaBarton, perché non dovrebbe farlo ora con il PalaTerni, che viaggia verso il tutto esaurito a ripetizione? La struttura dà già da sola una risposta in termini di presenze. Ora, nella logica di chi l’ha voluta, merita anche la stessa dotazione di comfort e sicurezza che spetta a un luogo divenuto, nei fatti, patrimonio di un territorio vasto.

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Federico Zacaglioni
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