"Mi ha abbracciato e mi ha detto che gli dispiaceva" così racconta Flamur Sula, padre di Ilaria, raggiunto telefonicamente dalla trasmissione 'Chi l'ha visto' di Rai 3 a proposito di Mark Anthony Samson. L'assassino di sua figlia l'ha conosciuto quando si è recato a Roma per denunciarne la scomparsa al commissariato di San Lorenzo, sabato 29 marzo, dopo che di lei si erano perse le tracce dalla sera di lunedì 25.
Quando Flamur Sula ha incontrato Samson, Ilaria era già morta. Lui, l'ex fidanzato 23enne di origine filippina, studente di Architettura, l'ha accoltellata nell'appartamento dove vive con i genitori, in via Homs, nel quartiere Africano. Il corpo fatto a pezzi e rinchiuso in quella grande valigia gettata in un dirupo a Poli, a una quarantina di chilometri dalla Capitale. Eppure, quando la famiglia di Ilaria è giunta a Roma, lui c'era, li ha conosciuti ed è apparso dispiaciuto.
"Me lo sentivo, sapevamo che era sparita, lei non stava mai senza tranquillizzarci. Ci sentivamo quasi tutti i giorni" ha detto ancora Flamur Sula. C'era un esame imminente ma la ragazza sabato mattina sarebbe dovuta tornare a Terni dalla famiglia, aveva già fatto il biglietto. La laurea prevista ad ottobre, le mancavano pochi esami.
Prima di sabato, la famiglia di Ilaria non aveva mai visto questo ragazzo. "Sapevamo che stavano insieme da un anno e mezzo. Lui l'abbiamo incontrato per la prima volta sabato e ci abbiamo parlato domenica. Ci ha detto che gli dispiaceva, mi ha dato anche un abbraccio".
E poi quei messaggi dal telefono della figlia. "Abbiamo ricevuto dei messaggi da Ilaria ma non era lei. Ci diceva di non preoccuparci, che stava bene e che sarebbe tornata dopo un mese, un mese e mezzo".
"Andate a prenderla, l'ho gettata in un dirupo, il suo corpo l'ho chiuso in una valigia". Nella notte tra martedì 1 e mercoledì 2 aprile, negli uffici della Questura capitolina, Mark Anthony Samson ha confessato il brutale assassinio di Ilaria Sula.
Stando a quanto riferito dagli inquirenti, lui l'avrebbe uccisa la sera stessa della scomparsa, nell'appartamento dove vive con i genitori, mentre anche loro erano in casa. Un dettaglio che rende le circostanze ancora più inquietanti. I due al momento non sono indagati ma si sta cercando di capire se abbiano avuto un ruolo nella vicenda tale da far scattare l'accusa del concorso nell'omicidio.
Samson non ha fornito dettagli sul movente. Dopo aver ucciso Ilaria, con la quale aveva avuto una storia sentimentale durata alcuni mesi, il 23enne ha infilato il corpo in una valigia che ha trascinato fino alla sua auto. Da via Homs ha raggiunto la zona di Poli dove ha provato a sbarazzarsi del corpo lanciandolo in un burrone. Subito dopo Samson è risalito in auto. Tornato in città - così avrebbe raccontato - ha gettato il coltello in un cassonetto e il telefono della ragazza in un tombino nella zona di Montesacro.
Gli inquirenti al momento stanno cercando l'arma e, soprattutto, il cellulare. Come confermato anche da Flamur Sula, lui l'ha infatti utilizzato per cercare di depistare le ricerche, cancellando i profili social di Ilaria e inviando messaggi di rassicurazione ai parenti e alle amiche con cui divideva un appartamento nel quartiere di San Lorenzo, a poca distanza dalla università.
La tragica morte di Ilaria ha scioccato l'Umbria intera, la comunità di Terni è in lutto. Il sindaco, Stefano Bandecchi, ieri ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia della ragazza. "La notizia che arriva da Roma del ritrovamento del corpo della studentessa ternana Ilaria Sula - così si legge in una nota - getta nello sconforto e nel dolore una intera città. Si tratta di un atto di grande crudeltà nei confronti di una giovane donna, di una ragazza fortemente impegnata negli studi e nella vita sociale. Alla famiglia le più partecipate condoglianze e la vicinanza di tutta la città che condanna ogni gesto di violenza nei confronti delle donne".
Nel frattempo da Terni Donne hanno indetto una manifestazione in Piazza della Repubblica per le 18:30 di oggi chiedendo che venga proclamato il lutto cittadino.