“L'ostensione delle spoglie di San Francesco, per la prima volta accessibile ai fedeli per un mese intero, è il momento più atteso' dell'ottavo centenario dalla sua morte e trasforma Assisi in un grande luogo di pellegrinaggio". Lo sottolinea sui social la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, evidenziando il valore storico, culturale e spirituale di una manifestazione destinata a segnare profondamente le celebrazioni francescane.
Per l’intera durata dell’ostensione, la città serafica registrerà un flusso continuativo di fedeli, con presenze già significative rilevate nelle prime ore di apertura.
Dalle prime ore della mattina di domenica, la presidente ha seguito da vicino l’avvio dell’ostensione, coordinandosi con le strutture operative. Proietti è stata infatti “insieme alla squadra della Protezione civile regionale, alle forze dell'ordine, al personale sanitario e a tutto il dispositivo di sicurezza coordinato anche con il Sacro Convento”.
Il piano predisposto coinvolge istituzioni civili e religiose, con il supporto del Comune di Assisi e delle autorità provinciali. Tra gli enti impegnati figurano la Prefettura di Perugia e la Questura di Perugia, in un dispositivo integrato volto a garantire sicurezza e gestione ordinata dei flussi.
Nel suo intervento, Proietti ha rimarcato il profilo identitario dell’evento. "È questo il volto dell'Umbria che mi rende orgogliosa. L'Umbria sa accogliere e lo fa con organizzazione, cuore e responsabilità, per permettere a ciascuno di vivere un momento importante in serenità" ha dichiarato la Presidente della Regione.
Parole che richiamano la tradizione di ospitalità della regione e la volontà di coniugare dimensione spirituale e rigore organizzativo. L’obiettivo dichiarato è consentire ai pellegrini di vivere l’esperienza dell’ostensione in un clima di raccoglimento e sicurezza.
La presidente Stefania Proietti ha sintetizzato l’afflusso con parole che restituiscono la dimensione umana dell’evento: "un flusso continuo di persone che entra in Basilica: famiglie, bambini, anziani, pellegrini arrivati da ogni parte del mondo". È un’immagine che sottolinea la portata internazionale dell’ostensione e la pluralità delle presenze, dal pellegrino in arrivo da lontano alla famiglia locale in visita.
Nel dettaglio, la presidente ha inoltre fornito i numeri del dispositivo attivo sul territorio, sottolineandone la complessità organizzativa: "In campo ci sono 50 volontari, 36 della Protezione civile e 14 sanitari, insieme a 15 funzionari regionali. Un lavoro silenzioso e preciso che garantisce sicurezza e accoglienza. Il sistema di controllo agli accessi è di ultima generazione, supportato da intelligenza artificiale".
Nel messaggio diffuso sui social, la presidente ha espresso un ringraziamento corale a tutte le realtà coinvolte. "Ringraziamo tutto il dispositivo: il Comune di Assisi, la Prefettura di Perugia, la Questura, le forze di polizia in campo, tutti i nostri volontari e sanitari, e tutte le persone che stanno cooperando, insieme ai cittadini di Assisi, per la riuscita di questo evento storico" scrive ancora Stefania Proietti.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto al mondo francescano: "Un ringraziamento particolare - aggiunge - alla famiglia francescana conventuale per l'accoglienza che sta riservando".
Nel richiamare il significato più profondo dell’ostensione, la presidente ha legato l’organizzazione alla testimonianza concreta del messaggio francescano. "Siamo noi, sono questi volontari, sono queste persone che offrono oggi braccia, sorrisi e volti, e il loro operato dà corpo a un'accoglienza così come l'avrebbe voluta San Francesco".
L’evento rappresenta per la Regione Umbria non solo un appuntamento religioso ma anche un banco di prova organizzativo e istituzionale. Assisi, per un mese, si conferma centro mondiale di spiritualità e meta privilegiata di pellegrinaggio, con una macchina operativa che punta a garantire ordine, sicurezza e qualità dell’accoglienza.