Nuovo round e nuovo strappo istituzionale tra Comune di Terni e Regione Umbria sul nuovo ospedale. L’incontro al Palazzo del Broletto tra il sindaco Stefano Bandecchi e la presidente Stefania Proietti, convocato per discutere dell’Accordo di programma, si chiude senza un’intesa condivisa su tempi e competenze. Bandecchi rivendica la “conferenza propedeutica” convocata dal Comune e il faccia a faccia di oggi come secondo passaggio di un percorso che, nelle sue intenzioni, dovrebbe portare alla firma dell’Accordo “il prima possibile” e annuncia una relazione formale sull’esito del confronto, preludio a un nuovo appuntamento.
La Regione Umbria ribalta la prospettiva e richiama l’iter codificato: l’Accordo di programma, “ottimo strumento ma non un atto unilaterale”, per Proietti potrà arrivare solo dopo la scelta concertata del sito, la chiusura del Docfap entro luglio 2026 e il reperimento del quadro finanziario necessario, come già avvenuto per le Acciaierie di Terni. Sullo sfondo, la presidente non nasconde il disagio per il clima politico e per quanto accaduto in Consiglio comunale a Terni, con il varo delle due commissioni speciali proprio sull’ospedale e sulla gestione della Ternana da parte della famiglia Rizzo.
Al termine del confronto, il sindaco Stefano Bandecchi ha inquadrato l’incontro come la prosecuzione di un percorso già avviato e ha parlato apertamente di divergenze sul metodo: “Abbiamo fatto il secondo appuntamento della conferenza che avevamo convocato per quanto riguarda la possibilità di creare l’accordo di programma, abbiamo parlato dell’accordo di programma, abbiamo trovato delle dissonanze sulla procedura”.
Per Bandecchi la distanza riguarda soprattutto la tempistica: “Un accordo di programma prima o poi ci potrà stare, per loro potrebbe avvenire nel 2028, forse prima, per noi deve avvenire prima”. Il nodo più urgente, ha aggiunto, resta la legittimità della conferenza propedeutica da lui indetta: “La Presidente della Regione ancora ritiene che la conferenza propedeutica all’accordo di programma non possa essere convocata dal Sindaco. Per me invece è la seconda conferenza che si è tenuta e quindi si è parlato di fatto di accordo di programma, quindi per me la conferenza va avanti”. Bandecchi ha quindi annunciato che il Comune di Terni produrrà una relazione sull’esito del confronto e la trasmetterà anche alla stampa. Quando sarà fissato il terzo incontro, al momento, non è stato comunicato.
Sul fronte opposto, la presidente Stefania Proietti ha rivendicato la posizione già espressa in passato dalla Regione Umbria, richiamando un comunicato stampa precedente: l’Accordo di programma non può essere convocato unilateralmente da una sola amministrazione. La Regione, ha spiegato, condivide lo strumento ma lo ritiene praticabile solo a valle di un percorso condiviso. “L’accordo di programma, che è lo strumento tipico di coordinamento tra amministrazioni per la realizzazione di opere di rilevante interesse pubblico. Noi siamo assolutamente d’accordo con l’accordo di programma. Quello che abbiamo detto per due ore qui al sindaco è che l’accordo di programma, che è un accordo tra le parti, cioè noi, Comune, le parti interessate, è una firma tra di noi, ma il nuovo ospedale non si fa con le firme tra di noi”.
Proietti ha scandito i passaggi che, secondo la Regione Umbria, devono precedere qualsiasi firma. Il primo è la scelta del sito, da condividere con il Comune di Terni e con tutti gli stakeholder. “Si fa con la scelta più oculata e più attenta possibile del sito dove deve essere realizzato, che vogliamo fare in maniera concertata”, ha detto, ricordando che a ottobre 2025, in un Consiglio comunale aperto, aveva annunciato l’incarico all’azienda ospedaliera per uno studio sulle localizzazioni. Studio consegnato entro il 15 dicembre e ora al centro dei passaggi procedurali gestiti dall’assessore De Rebotti per arrivare a una rosa ristretta di ipotesi. L’obiettivo dichiarato è concludere il Docfap – primo step di progettazione obbligatorio – entro luglio 2026.
“Noi stiamo facendo quello che nessuno ha mai fatto per il nuovo ospedale di Terni. Nessuno l’ha mai fatto: in tanti l’hanno detto da vent’anni, ma nessuno l’ha mai fatto dando date, con giorni e mesi precisi, portando i dati alla mano”, ha rivendicato la presidente. Il tassello decisivo, però, resta il quadro finanziario. E qui Proietti ha usato un’espressione destinata a pesare: “Al di là che noi le firme ne possiamo fare duemila, dobbiamo avere un budget consistente, risorse finanziarie. Non la fuffa. Ci interessa dare comunicazione a voi di fatti concreti”. Ha quindi richiamato il modello delle Acciaierie di Terni, dove l’Accordo di programma tra ministeri, Regione e Comune è stato siglato solo dopo la definizione del quadro finanziario e concessorio. Per il nuovo ospedale di Terni, ha aggiunto, bisognerà anche incrociare il quadro esigenziale sanitario con il Piano sociosanitario e la nuova rete ospedaliera, guardando al dibattito nazionale sugli ospedali strategici: “E noi abbiamo l’ambizione che Terni sia qualificato come tale”.
Infine, Proietti ha legato la tensione del confronto al clima politico cittadino, citando quanto accaduto il giorno prima in Consiglio comunale a Terni con l’istituzione delle due commissioni speciali: “Io non posso esimermi dal dire, nella mia sincerità, che a fronte di quello che è accaduto anche ieri al Consiglio comunale di Terni, di cui io sono costernata, ma non per me, Stefania Proietti, quanto per il ruolo che ha un presidente di Regione e per il rispetto che il ruolo istituzionale dovrebbe esigere in qualsiasi società civile”. Epiteti che, ha precisato, non intende ripetere in pubblico.
Al momento, il Comune di Terni prepara la relazione formale sull’esito del confronto, che Bandecchi considera il secondo passaggio della conferenza propedeutica, mentre la Regione Umbria prosegue lungo il cronoprogramma tecnico-amministrativo già delineato.