01 Jan, 2026 - 17:00

Nuovo Ospedale di Terni, il Pd sfida il Comitato: "Basta polemiche, si segua lo studio delle aree"

Nuovo Ospedale di Terni, il Pd sfida il Comitato: "Basta polemiche, si segua lo studio delle aree"

Il percorso verso il nuovo ospedale di Terni segna una linea di divisione netta all’interno del centrosinistra umbro. Da un lato, il Comitato per la tutela e la salvaguardia dell’Azienda ospedaliera, animato da personalità come l’ex assessore regionale Federico Di Bartolo e l’ex direttore generale Gianni Giovannini. Dall’altro, i segretari del Partito Democratico ternanoCarlo Emanuele Trappolino e Leopoldo Di Girolamo, che scelgono di posizionarsi pubblicamente a sostegno dell’azione della presidente della Regione Umbria, StefaniaProietti. Il nodo centrale non è più solo dove costruire, ma come decidere. Per il Pd, l’unico riferimento tecnico credibile è lo studio sulle aree idonee affidato alla società di ingegneria Binini & Partners di Reggio Emilia, su incarico della stessa Azienda ospedaliera di Terni. Uno studio che apre alla delocalizzazione da Colle dell’Obito verso altre aree nella stessa zona, e che il Comitato contesta con forza, vedendovi il rischio di un depotenziamento della struttura cittadina.

La presa di posizione di Trappolino e Di Girolamo arriva come una replica circostanziata alle recenti critiche mosse dal Comitato, che aveva parlato di incongruenze e tattiche dilatorie da parte della Regione. Le parole dei due esponenti dem non lasciano spazio a interpretazioni: “Il tono e gli argomenti usati nel corso della conferenza stampa dai rappresentanti del comitato ci lasciano profondamente sconcertati e sono assolutamente da respingere”. Per il Partito Democratico locale, la discussione deve abbandonare il terreno della polemica e ancorarsi saldamente ai contenuti dello studio Binini, considerato l’unico strumento professionale e aggiornato a disposizione.

Il nodo tecnico: lo studio Binini & Partners come pietra di paragone

Il cuore dell’argomentazione del Pd ruota attorno alla volontà di inquadrare la questione come una scelta tra un approccio superato e uno moderno e scientifico. Trappolino e Di Girolamo elaborano un confronto serrato tra i due documenti in campo. Da una parte pongono lo studio della Binini & Partners, caratterizzato da “esperienze nazionali e internazionali nella progettazione di ospedali” e dalla valutazione di “parametri rigorosi: estensione idonea, collegamenti infrastrutturali adeguati, densità abitativa, sicurezza idrogeologica, qualità ambientale”. Dall’altra, sminuiscono come mera “documentazione cartacea” il documento redatto nel 2024 dalla direzione regionale Governo del territorio, a cui il Comitato fa riferimento.

Questo studio, per accuratezza e competenza specifica, non può essere assolutamente paragonato”, affermano i due segretari, chiudendo ogni tentativo di equiparazione. Il dato più concreto su cui fanno leva è quello dei tempi di realizzazione: secondo la loro lettura, l’ipotesi di riqualificazione in sito indicata nel documento regionale comporterebbe “tempi di realizzazione di circa 14 anni”, un arco temporale giudicato incompatibile con le esigenze del territorio. “La rifunzionalizzazione e l’ampliamento della struttura esistente non sia all’altezza della sfida”, insistono, promuovendo invece il modello di “ospedale del futuro”: sostenibile, digitale, con camere singole e capace di rigenerare il tessuto urbano.

La difesa del metodo Regione e la chiusura sulle polemiche

Oltre al merito tecnico, il Pd deve gestire la delicata accusa politica lanciata dal Comitato: che dietro le scelte regionali si nasconda l’intenzione di favorire un progressivo depotenziamento dell’Azienda ospedaliera di Terni per avvantaggiare il progetto di Azienda ospedaliera regionale unica. Su questo punto, Trappolino e Di Girolamo replicano con durezza, definendo “assurde e immotivate” tali affermazioni. Spostano l’attenzione sul prossimo Piano sanitario regionale, il cui iter partecipativo, assicurano, definirà ogni aspetto della rete ospedaliera.

Ribaltano poi l’argomento economico: l’Azienda di Terni, ricordano, ha già dimostrato di poter attrarre pazienti da fuori regione, fatturando “oltre 20 milioni di euro all’anno per mobilità attiva extraregionale”. Un nuovo ospedale, efficiente e moderno, potrebbe consolidare e persino aumentare questa capacità, generando risorse utili a sostenere i costi dell’opera. La chiusura è un atto di schieramento politico preciso: “Siamo e saremo al fianco della presidente Proietti per cogliere questo obiettivo, cruciale per il futuro di Terni e dell’Umbria”.

Con questa presa di posizione, il Partito Democratico ternano sancisce una frattura visibile con una parte significativa della sua stessa base storica, rappresentata dal Comitato. La vicenda del nuovo ospedale esce così dall’ambito tecnico-amministrativo e diventa il teatro di uno scontro politico aperto, che vede due anime del centrosinistra sostenere due visioni opposte sul futuro della sanità nel ternano. La palla passa ora alla Regione Umbria, chiamata a trasformare le indicazioni dello studio Binini in decisioni operative, sotto lo sguardo vigile e ormai diviso della sua maggioranza.

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Federico Zacaglioni
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