“Ci eravamo tanto amati”, verrebbe da dire, parafrasando il titolo di un vecchio film e seguendo a distanza il botta e risposta tra Raffaele Nevi e Stefano Bandecchi. Dopo una fase di sintonia tra il politico ternano e l'allora imprenditore - poi prestato alla politica -, il rapporto tra i due torna su un crinale conflittuale proprio sul tema che dovrebbe unire la città: il futuro del nuovo ospedale di Terni.
Ieri il portavoce nazionale di Forza Italia, deputato umbro, in un’intervista esclusiva al "Corriere dell’Umbria" ha sollecitato Regione e Comune a "non buttarla in caciara" e a decidere in fretta se imboccare la strada dei fondi Inail. Ricordando che lo stanziamento da 280 milioni non resterà disponibile a lungo. Bandecchi, sindaco di Terni e leader di Alternativa Popolare, ha replicato alzando l’asticella dello scontro: parla di "sconcerto e incredulità" per le parole di Nevi, giudicate "arroganti" e "faziose", respinge come insulto l’accusa di "fare caciara" e accusa il deputato di non conoscere i meccanismi finanziari e i parametri di ritorno dell'investimento dei prestiti Inail.
La reazione di Stefano Bandecchi è arrivata prima con un post su Instagram e poi con un comunicato ufficiale del Comune di Terni. Il primo cittadino ha replicato punto per punto alle dichiarazioni di Raffaele Nevi, esprimendo un netto "sconcerto ed incredulità". Le parole del deputato forzista sono state bollate dal sindaco come “arroganti poco intelligenti e chiaramente faziose e offensive, oltre la normale dialettica politica”.
Centrale, nella replica di Bandecchi, è il rigetto dell’etichetta di "caciara" attribuita al lavoro del Comune di Terni.
“Dire che il Comune di Terni la butta in caciara è offensivo e scarsamente intelligente politicamente parlando”, afferma il sindaco. Ma il cuore della risposta è un attacco tecnico alla competenza dell’interlocutore. Bandecchi contesta radicalmente la definizione di "soldi pubblici" data da Nevi ai fondi Inail. “Sostenere, per il nuovo Santa Maria, che i prestiti Inail sono soldi pubblici è la palese dimostrazione dell’incapacità politica e amministrativa dell’onorevole stesso”, scrive, aggiungendo che Nevi “dimostra di non conoscere la natura assicurativa dell’Inail”.
Il sindaco argomenta la sua critica: “L’Inail costruisce affitta e alla fine vende prodotti vecchi di 25 anni a cifre il triplo più care rispetto al sistema bancario. Lecito perché l’Inail assicura tutti i lavoratori e quindi deve garantire sicurezza e ricchezza, ma non può essere confuso dall’onorevole Nevi con la Caritas”.
La chiusa è un invito sarcastico a documentarsi: “Solo un umile suggerimento al Nevi, prima di parlare di edilizia Sanitaria si documenti si informi e sia più rispettoso delle istituzioni della sua città. Il rodimento non consente di dire sciocchezze, con l'occasione ci saluti il consigliere Ferranti". Una battuta, quest'ultima, dedicata alle vicissitudini interne di Forza Italia e alla sospensione del capogruppo inconsiglio comunale e vicepresidente della Provincia, di cui parliamo a parte.
A scatenare la reazione del sindaco era stata l’intervista rilasciata da Raffaele Nevi al Corriere dell’Umbria di ieri. Il deputato, portavoce nazionale di Forza Italia e vicecapogruppo alla Camera, aveva lanciato un preciso "allarme tempo" sul futuro del nuovo ospedale di Terni. Il suo messaggio era un pressing sulla Regione Umbria e sul Comune di Terni perché si giunga rapidamente a una decisione operativa sulla fonte di finanziamento.
Nevi aveva confermato l’esistenza dello stanziamento Inail da 280 milioni di euro per il Santa Maria, ma aveva avvertito: “Se la scelta è fare il nuovo ospedale con i soldi pubblici dell’Inail occorre decidere e avviare la progettazione entro il 2026, altrimenti perderemo questa possibilità”.
Il parlamentare aveva illustrato le tre opzioni tecniche (project financing a Colle Obito, fondi Inail per una nuova struttura a Colle Obito o in altra sede), spingendo per una valutazione rapida e sostenibile. La stoccata che ha irritato Palazzo Spada è arrivata sul metodo.
Nevi ha esortato il Comune di Terni a “fare meno ‘caciara’” e a “interloquire in maniera più seria, riservata e costante” con la Regione, per costringerla a decisioni veloci. Una critica accompagnata dall’accusa di utilizzo politico della vicenda: “La tentazione che vedo serpeggiare di sfruttare l’ospedale per fare propaganda politica fa solo male alla città”. Parole che, cadute nell’orecchio del sindaco, hanno prodotto la risposta infuocata di ieri, riaprendo una frattura nella maggioranza e lasciando la città in attesa di una svolta concreta sul suo nuovo ospedale.