07 May, 2026 - 09:40

Ospedale Narni-Amelia: ecco perché l’INAIL frena sul progetto e stoppa (per ora) il finanziamento. È bufera politica

Ospedale Narni-Amelia: ecco perché l’INAIL frena sul progetto e stoppa (per ora) il finanziamento. È bufera politica

Lì non è cantierabile”. La frase attribuita ai tecnici INAIL e che sarebbe stata pronunciata dall'assessore regionale alle infrastrutture Francesco De Rebotti alla maggioranza di centrosinistra, riportata da Umbria7, ha fatto esplodere il caso politico del nuovo ospedale di Narni-Amelia e aperto una frattura dentro la narrazione costruita finora dagli enti coinvolti sullo stato dell'opera.

Nelle carte ufficiali, per quanto riguarda il progetto esecutivo del nuovo ospedale Narni-Amelia, il rapporto finale di verifica redatto da PCQ srl, organismo accreditato incaricato dei controlli, esprime un giudizio “conforme”, con successiva validazione del RUP dell’Usl Umbria 2 ai sensi del nuovo Codice dei contratti pubblici.

E allora perché INAIL continua a frenare sul finanziamento dell’ospedale di Narni-Amelia? La risposta sta nel ruolo stesso dell’istituto. INAIL non è soltanto un soggetto chiamato a prendere atto di un progetto tecnico. È il soggetto finanziatore che dovrebbe acquisire l’intervento nel proprio piano di investimenti per l’edilizia sanitaria. E quando valuta un’opera non guarda solo al fabbricato ospedaliero, ma all’intero pacchetto composto da area, accessibilità, sostenibilità economica, opere esterne, rischi tecnici e tempi di realizzazione. È dentro questo quadro che assume significato la frase circolata ieri sera.

Cosa deve avere un progetto ospedaliero perché INAIL lo acquisisca e finanzi davvero la costruzione

Per gli ospedali finanziati attraverso il programma di edilizia sanitaria INAIL, il percorso è molto rigido. La Regione o l’Azienda sanitaria devono presentare all’istituto un progetto completo sotto ogni profilo. Non basta che l’edificio sia progettato. Serve che tutto ciò che ruota attorno all’ospedale sia già definito, sostenibile e concretamente realizzabile. Il primo requisito riguarda l’area. Deve essere idonea, libera o liberabile, urbanisticamente compatibile e priva di criticità tali da compromettere la gestione del cantiere. INAIL valuta quindi accessibilità, vincoli, problematiche geologiche, espropri e interferenze. Poi c’è il progetto esecutivo. Deve essere completo, verificato da un organismo terzo e formalmente validato dal RUP.

Su Narni-Amelia questo requisito, almeno formalmente, risulta soddisfatto. PCQ ha verificato il 100% degli elaborati e almeno il 70% dell’importo lavori, arrivando a un giudizio finale di conformità. Ma il punto decisivo è un altro. INAIL non acquista soltanto un fascicolo progettuale. Acquista un investimento immobiliare pluriennale che deve risultare sostenibile e immediatamente funzionante. Questo significa che il nuovo ospedale deve poter entrare realmente in esercizio al termine dei lavori. Non solo il fabbricato, quindi, ma anche viabilità, parcheggi, reti tecnologiche, allacciamenti e opere esterne devono avere coperture finanziarie certe e un cronoprogramma coerente.

Ed è qui che emergono le criticità del progetto Narni-Amelia. Nel rapporto di verifica si legge chiaramente che la rotatoria e parte della strada di accesso all’ospedale sono escluse dall’appalto principale e demandate a un altro intervento finanziato attraverso fondi FSC 2021-2027. La conseguenza è evidente. L’ospedale può essere progettato, ma la sua piena funzionalità dipende da un secondo cantiere, con altri soggetti attuatori e altri tempi. Per un ente finanziatore prudente come INAIL questo rappresenta un elemento di rischio. Nel documento viene specificato che il coordinamento tra i due appalti sarà demandato alla stazione appaltante e dovrà garantire la piena funzionalità dell’intervento nel rispetto della norma UNI 21500:2021. In altre parole: oggi non esiste ancora la certezza assoluta che ospedale e infrastrutture di accesso arriveranno insieme alla conclusione del percorso.

La tensione politica cresce anche a Terni: Francescangeli attacca la Regione sulla gestione della sanità dell’Umbria del Sud

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Il caso del nuovo ospedale Narni-Amelia ha assunto subito un peso politico più rilevante, soprattutto dopo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore e il dibattito acceso sul futuro sanitario del territorio ternano.

A intervenire è stata immediatamente la presidente del Consiglio comunale di Terni, Sara Francescangeli, che già lunedì scorso, durante il confronto in aula sulla costituzione delle commissioni speciali, aveva lanciato un avvertimento destinato oggi ad assumere un significato ancora più pesante. “Non faranno nemmeno l’ospedale di Narni e Amelia”, aveva detto nel corso del dibattito consiliare. Parole che, alla luce delle tensioni tra Regione e INAIL, sono tornate al centro dello scontro politico.

Se quanto sta emergendo dovesse trovare conferma saremmo davanti all’ennesimo segnale di una gestione approssimativa della sanità nell’Umbria del Sud”, afferma Francescangeli. “Serve cautela, perché le verifiche tecniche sono ancora in corso e le carte vanno lette integralmente, ma il quadro che emerge è comunque preoccupante”.

La presidente del Consiglio comunale punta il dito contro quella che definisce “una strategia senza visione”. “Dall'insediamento della giunta Proietti assistiamo a scelte che penalizzano Terni e l’intero territorio meridionale della regione. Prima le liste d’attesa fuori controllo, poi il piano di razionalizzazione delle Asl che rischia di spostare tutte le funzioni verso Foligno. Infine lo stallo, i continui rinvii, i percorsi lenti e volutamente dilatori sul nuovo ospedale di Terni. Ora emergono problemi anche sul nuovo ospedale Narni-Amelia. È difficile non vedere un filo conduttore”.

Francescangeli aggiunge poi un passaggio politico molto duro nei confronti della giunta regionale. “La sanità umbra avrebbe bisogno di programmazione seria, trasparenza e capacità amministrativa. Invece continuiamo a rincorrere emergenze e correzioni in corsa. Se davvero un’opera strategica come questa presenta ancora criticità così rilevanti dopo anni di iter, significa che qualcosa nella macchina regionale non ha funzionato”.

Le osservazioni aperte su idraulica, sicurezza e quadro economico pesano nella valutazione dell’ente finanziatore

Accanto alla questione viabilità, il fascicolo tecnico contiene un lungo elenco di osservazioni ancora aperte. PCQ chiarisce che tali criticità non impediscono il giudizio di conformità, ma vengono rinviate alle successive fasi di gara ed esecuzione. Le aree più delicate riguardano idraulica, reti tecnologiche, sicurezza e strutture. Nel comparto idraulico i verificatori evidenziano criticità sulle pendenze di alcune reti, sul dimensionamento del sistema pluviale e sulla documentazione delle interferenze tra acquedotto, acque bianche e acque nere. In ambito sicurezza rimangono rilievi sul piano di coordinamento del cantiere e sulla gestione delle interferenze operative. Anche sul fronte strutturale resta almeno un’osservazione non completamente risolta da trasferire agli atti di gara. Tutti elementi che, per la Regione Umbria e l’Usl Umbria 2, risultano compatibili con l’avvio della procedura di affidamento. Ma che per INAIL incidono sulla valutazione del rischio complessivo dell’investimento. C’è poi il tema economico. Il rapporto segnala che la voce “imprevisti” del quadro economico non rispetta pienamente le percentuali previste dal D.Lgs. 36/2023. Il RUP ha chiarito che l’allineamento sarà garantito successivamente, anche attraverso l’utilizzo dei ribassi d’asta. Formalmente il percorso resta possibile. Ma dal punto di vista finanziario significa che una parte dell’equilibrio economico dell’intervento non è ancora completamente blindata. Ed è proprio qui che si inserisce la valutazione di INAIL. L’istituto deve verificare che il rapporto costi-benefici dell’operazione rientri nei parametri previsti dal proprio regolamento sugli investimenti di elevata utilità sociale. Tra questi c’è anche il rispetto dei limiti di rendimento dell’investimento e la sostenibilità dei futuri canoni che il sistema sanitario dovrà corrispondere. Se uno di questi elementi viene ritenuto troppo incerto o troppo esposto a rischio, INAIL può fermarsi o chiedere ulteriori garanzie.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE