28 Feb, 2026 - 10:40

Giovani e “Intelligenza Naturale”: a Terni gli Oscar Green 2025 premiano il futuro dell’agricoltura umbra

Giovani e “Intelligenza Naturale”: a Terni gli Oscar Green 2025 premiano il futuro dell’agricoltura umbra

Un pomeriggio di futuro, tra antichi filari e pascoli hi-tech. Il Mercato Coperto di Campagna Amica in Largo Manni a Terni, solitamente cuore pulsante della spesa a chilometro zero, si è trasformato ieri in un laboratorio delle ambizioni agricole umbre. La cornice era quella consueta dei banchi ricolmi di prodotti, ma il protagonista è stato un altro: lo sguardo dei giovani imprenditori under 35 che, con le loro start-up rurali, stanno riscrivendo il lessico della tradizione.

La finale regionale degli Oscar Green 2025, il premio nazionale di Coldiretti Giovani Impresa giunto alla sua 19ª edizione, ha celebrato a Terni il connubio tra innovazione e territorio. Il titolo scelto per quest'anno, “Intelligenza Naturale”, non è stato uno slogan a effetto, ma una sintesi precisa delle cinque storie salite sul podio. Storie di chi ha scelto di non abbandonare la campagna, ma di abitarla con gli strumenti del presente.

Dai sensori ai social, i cinque progetti che guardano al domani

La giuria ha premiato modelli d'impresa che sembrano usciti da un manuale di economia circolare applicata. Non semplici aziende agricole, ma progetti integrati che spaziano dalla robotica alla comunicazione digitale, dalla salvaguardia genetica all'ospitalità. A conquistare la categoria “Custode di Biodiversità” è stata LumiLuna - Casa Vinicola di Perugia. Il loro lavoro silenzioso ma prezioso è un'opera di archeologia vegetale: il recupero di vecchie vigne abbandonate e di vitigni autoctoni a rischio estinzione. Una scommessa che restituisce valore non solo a un grappolo d'uva, ma a un'intera identità territoriale.

Spostandosi in provincia di Terni, a Guardea, l’Azienda Agricola Selva di Medori e Muzi ha vinto il premio per l’“Impresa Digitale e Sostenibile”. Qui l’allevamento bovino fa rima con intelligenza artificiale: sensori e tecnologie all’avanguardia monitorano costantemente il benessere animale e ottimizzano l'alimentazione, dimostrando che l'etica e l'efficienza produttiva possono viaggiare sulla stessa lunghezza d'onda. “Non si tratta di sostituire l’occhio dell’allevatore, ma di potenziarlo con dati che ci permettono di prevenire problemi e garantire una vita migliore agli animali”, tengono a precisare i soci, sottolineando come la tecnologia sia al servizio di un’antica sapienza contadina.

Ma l'innovazione passa anche attraverso la didattica e la memoria. La Fattoria Didattica Abc Rurale di Todi, guidata da Nancy Cerroni, è stata insignita del premio “Coltiviamo Insieme”. Il suo frutteto didattico è un piccolo scrigno di biodiversità, dove vengono custodite e raccontate varietà autoctone e razze animali che rischiano di scomparire. Un’opera di alfabetizzazione ambientale che coinvolge centinaia di bambini, gettando le basi per una coscienza ecologica diffusa.

Se un tempo il "passaparola" si fermava al cancello della fattoria, oggi varca i confini nazionali grazie al web. Lo dimostrano Giulia e Francesco Trabalza Marinucci della Fonte Azienda Agricola di Bevagna, premiati come Agri-Influencer. Con il loro agriturismo e la produzione biologica, hanno saputo utilizzare i social network come una vetrina trasparente, raccontando la quotidianità del lavoro nei campi e conquistando nuovi mercati. Infine, il premio “+Impresa” è andato a Miriam Cinaglia di Centumbrie MC Società Agricola di Perugia, capace di creare un modello integrato virtuoso che unisce produzione, trasformazione, ristorazione e accoglienza, massimizzando il valore della filiera senza dispersioni.

“Non basta essere giovani, serve visione”: il workshop sul ricambio generazionale

Oltre alla consegna dei premi, la giornata ternana è stata l'occasione per un confronto a tutto tondo sul futuro del settore primario. Il workshop dedicato al ricambio generazionale ha visto susseguirsi gli interventi dei vertici di Coldiretti e delle istituzioni, in un dibattito che ha messo in fila le sfide del presente: dalla burocrazia all'accesso al credito, fino alla difesa del Made in Italy in un contesto internazionale turbolento.

Sul palco, a dialogare con i giovani imprenditori, c'erano il presidente regionale di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti, e il direttore, Mario Rossi. Con loro il vicesindaco di Terni, Paolo Tagliavento, che ha sottolineato il ruolo strategico dell'agricoltura anche per le aree periurbane, e Deborah Salvatori Rinaldi, responsabile comunicazione della Ternana Women, a testimoniare il legame tra sport, territorio e stili di vita sani.

Questi ragazzi non sono solo agricoltori, sono imprenditori a tutti gli effetti. Hanno la forza di guardare al mercato globale partendo dalle radici”, ha commentato a margine dell’evento Francesco Panella, delegato di Coldiretti Giovani Impresa Umbria. Un concetto ripreso dal presidente Agabiti, che ha voluto sottolineare la portata collettiva di questi successi individuali: “L’intelligenza naturale di cui parliamo è proprio questa: la capacità di interpretare i segni dei tempi senza stravolgere l’ambiente, anzi, valorizzandolo. Ogni azienda premiata è un pezzo di futuro che diventa presente per la nostra regione”.

La cerimonia si è conclusa con un aperitivo contadino, dove i prodotti del Mercato Coperto - dai formaggi ai salumi, dalle olive al vino - hanno raccontato, nel piatto, la stessa qualità e biodiversità appena celebrata sul palco. Un brindisi collettivo che ha riunito istituzioni, cittadini e under 35, sugellando l'idea che l'agricoltura umbra non è solo un deposito di memorie, ma un cantiere aperto di innovazione.

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Federico Zacaglioni
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