22 Aug, 2025 - 18:16

Orvieto, un consiglio comunale compatto per lo Stato palestinese

Orvieto, un consiglio comunale compatto per lo Stato palestinese

Orvieto si è stata lanciata come teatro di un raro esperimento di unità politica. Destra e sinistra, solitamente divise, si sono ritrovate fianco a fianco per sostenere la causa del riconoscimento dello Stato di Palestina. In un’aula consiliare gremita e vibrante, maggioranza e opposizione hanno cavalcato insieme la stessa mozione, approvandola all’unanimità.

Un ordine del giorno che impegna le istituzioni italiane a riconoscere formalmente la Palestina come Stato indipendente. L’iniziativa, accolta da applausi e commozione, è partita dai gruppi di minoranza ed è stata subito fatta propria dalla sindaca Roberta Tardani e dai consiglieri di maggioranza, in uno slancio di convergenza raramente visto in politica locale.

Anche Orvieto, dunque, si inserisce nel coro di istituzioni italiane che in queste settimane hanno dato un segnale concreto di solidarietà al popolo palestinese e in particolare a Gaza.

Orvieto, consiglio comunale unanime per il riconoscimento della Palestina

L’ordine del giorno è stato presentato dai consiglieri di opposizione del Partito Democratico, del Gruppo Misto e di Proposta Civica, ed è stato poi emendato e sottoscritto dalla sindaca Roberta Tardani, esponente del centrodestra, prima di ottenere il via libera unanime dall’intero Consiglio Comunale. A firmare la mozione, tra gli altri, i consiglieri Federico Giovannini (PD), Cristina Croce, Stefano Biagioli, Daniele Di Loreto, Mauro Caiello e Roberta Palazzetti, provenienti da schieramenti diversi ma uniti dal medesimo intento.

Il documento approvato condanna fermamente "le gravi violenze avvenute e in corso nei territori palestinesi e israeliani, che hanno provocato un numero inaccettabile di vittime civili e una drammatica crisi umanitaria". Allo stesso tempo, richiama la necessità urgente di "sostenere ogni iniziativa politica e diplomatica" per giungere a una pace giusta in Medio Oriente basata sulla soluzione dei due popoli, due Stati, garantendo sicurezza e diritti sia ai palestinesi sia agli israeliani.

Destra e sinistra insieme: un voto storico per la causa palestinese

Secondo i promotori della risoluzione, riconoscere lo Stato di Palestina è "un atto politico fondamentale per garantire pari autorevolezza e legittimità nei negoziati di pace tra Israele e Palestina, rafforzando le tutele del diritto internazionale e sostenendo le legittime aspirazioni del popolo palestinese". L’unanimità raggiunta a Orvieto su un tema così delicato assume un forte valore simbolico. "La pace non è un’astrazione, ma il frutto di decisioni concrete, assunte con senso di responsabilità e spirito di unità", recita il testo approvato, sottolineando come sia significativo che tutte le forze politiche abbiano saputo convergere su questo obiettivo comune.

Tale compattezza – rarissima in materia di politica estera – viene letta come segno di maturità democratica e di attenzione al sentire diffuso tra i cittadini orvietani, che più volte negli ultimi mesi hanno manifestato la loro solidarietà verso la causa palestinese.

"È un segnale autorevole e responsabile che la nostra comunità invia alle istituzioni nazionali", hanno commentato i consiglieri proponenti, evidenziando come il consiglio comunale abbia voluto assumere un ruolo anche etico e civile, oltre che amministrativo, in sintonia con i principi costituzionali e i valori democratici del Paese.

Il riconoscimento dello Stato di Palestina in Italia e in Europa

L’iniziativa di Orvieto si inserisce in un più ampio contesto di mobilitazione istituzionale sia in Italia che all’estero a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina. A livello internazionale, oltre tre quarti dei Paesi membri delle Nazioni Unite (146 su 193) hanno già riconosciuto la Palestina come Stato sovrano. Negli ultimi mesi, diverse nazioni europee hanno compiuto passi storici in questa direzione: Spagna, Norvegia, Slovenia e Irlanda hanno annunciato il riconoscimento formale dello Stato palestinese, contribuendo ad allargare il fronte diplomatico pro-Palestina nel continente.

Escalation di violenze nei territori occupati e demolizioni in Cisgiordania

A dare maggiore slancio e urgenza morale all’azione trasversale di Orvieto è la drammatica situazione attuale nei territori palestinesi. Mentre la politica discute, sul campo si continua a morire. Negli ultimi mesi le cronache riportano un escalation di violenze sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania: attacchi armati, bombardamenti e scontri a fuoco si susseguono quasi quotidianamente, con un tributo altissimo di vite civili, inclusi molti bambini.

Dallo scoppio del nuovo conflitto a Gaza a oggi, migliaia di palestinesi sono rimasti uccisi e vaste aree della Striscia versano in condizioni umanitarie disperate, strette in un assedio che organizzazioni internazionali e ONG di tutto il mondo hanno definito senza mezzi termini come una catastrofe umanitaria. Nel cuore della Cisgiordania, intanto, alle violenze si aggiunge la minaccia costante di demolizioni e sgomberi forzati a danno delle comunità palestinesi.

Proprio in queste settimane le autorità israeliane hanno proceduto, con il supporto dell’esercito, alla demolizione di una scuola nel villaggio di Al-Aqaba – struttura ancora in costruzione e finanziata da fondi dell’Unione Europea e della cooperazione francese. L’episodio, che avrebbe dovuto ospitare un centinaio di bambini palestinesi, ha suscitato sdegno internazionale: l’UE si è detta "sconcertata" per l’abbattimento di un edificio scolastico realizzato a scopi umanitari, mentre la Francia ha condannato fermamente l’accaduto ricordando che il proseguimento delle colonie e delle demolizioni nei territori occupati costituisce "una grave violazione del diritto internazionale" e minaccia direttamente la prospettiva della soluzione dei due Stati.

L’appello di Orvieto alle istituzioni italiane ed europee

Scene analoghe si ripetono anche altrove: villaggi palestinesi a macchia di leopardo in Cisgiordania subiscono demolizioni “a tappeto” di case e infrastrutture, mentre gruppi di coloni estremisti aggrediscono civili e distruggono proprietà palestinesi, alimentando un clima di paura e tensione crescente.

Queste realtà sul terreno danno concretezza all’allarme lanciato dal consiglio comunale di Orvieto e da tante altre voci della società civile: senza un intervento deciso della comunità internazionale, il rischio è di vedere smantellata ogni speranza di pace. Sul fronte di Gaza, il primo ministro Netanyahu prosegue l’offensiva militare incurante delle proteste internazionali, respingendo finora gli appelli a una tregua umanitaria nonostante le denunce – arrivate perfino da ONG israeliane – di un vero e proprio genocidio in atto contro la popolazione palestinese.

Di fronte a questo scenario desolante, la città di Orvieto ha voluto far sentire la propria voce di solidarietà e speranza. La mozione approvata non ha solo un valore simbolico, ma rappresenta un appello concreto affinché le istituzioni italiane ed europee si facciano carico delle proprie responsabilità verso il popolo palestinese. Nel dispositivo, il consiglio orvietano chiede infatti di trasmettere il testo a Governo, Parlamento, Presidenza della Repubblica e Unione Europea, affinché la voce della comunità umbra contribuisca al dibattito in corso sul riconoscimento dello Stato di Palestina e sul rilancio di un autentico processo di pace.

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Francesca Secci
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