Una vicenda spinosa quella del grande parco eolico Phobos che, secondo i piani, dovrebbe sorgere tra Orvieto e Castel Giorgio, nel cuore della campagna umbra. Lungo il braccio di ferro partito nel 2021, fra Regione e governo nazionale con la prima che chiede da tempo di rivedere in autotela l'autorizzazione al progetto. La vicenda prosegue, dopo le bocciature dei ricorsi presentati dall'amministrazione Proietti, ieri ad Orvieto l'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia Thomas De Luca ha chiamato a raccolta i parlamentari umbri aprendo a una nuova fase del confronto istituzionale. Un'iniziativa che ha riscosso un'adesione bipartisan e che ha messo in luce come la tutela del territorio Orvietano sia una priorità che va oltre ogni colore politico.

La sala Digipass del Comune di Orvieto ha accolto l'appuntamento che De Luca ha voluto per fare il punto sulla pianificazione territoriale e sul caso Phobos in particolare. Un incontro molto partecipato a cui hanno preso parte, oltre allo stesso De Luca per la Regione Umbria e all'amministrazione comunale di Orvieto, tra cui il sindaco Roberta Tardani e l'assessore Andrea Sacripanti, la vicepresidente della Camera, l'onorevole Anna Ascani, il senatore Walter Verini, l'onorevole Emma Pavanelli e l'onorevole Raffaele Nevi. Un'adesione trasversale che ha messo in luce come la questione sia molto sentita. Nessuna risposta, spiega una nota regionale, è arrivata da parte degli altri parlamentari eletti nei collegi umbri.
L'assessore De Luca ha sottolineato come i rappresentati istituzionali abbiano dimostrato "oltre gli schieramenti, di avere a cuore il proprio territorio". Nel corso del pomeriggio il focus si è concentrato su due argomenti complementari. Da un lato, ha spiegato l'assessore regionale "è stata affrontata la questione Phobos su cui la Regione Umbria ha già avviato un'impegnativa azione di riesame amministrativo". Dall'altro, è stato approfondito il nodo relativo al "quadro normativo generale e della recente impugnativa del Governo contro la legge regionale dell'Umbria. Ho ribadito - ha aggiunto - come la definizione delle 'aree non idonee' non rappresenti un blocco alla transizione energetica, ma anzi uno strumento di accelerazione a tutela degli stessi proponenti. Senza pianificazione, la Regione rischia di subire una totale deregulation e una compromissione irreversibile del proprio patrimonio artistico, culturale e ambientale".
L'incontro ha portato ad un risultato condiviso. Il senatore Verini, in particolare, ha proposto di istituire un tavolo di concertazione a Roma, uno strumento la cui necessità è stata riscontrata dalla platea dei presenti. Su questo, l'onorevole Nevi si è fatto carico dell'impegno di facilitarne l'organizzazione presso il Governo. Speranzoso l'assessore De Luca. "Attendiamo fiduciosi - ha dichiarato - che sia dato velocemente seguito a tale impegno per dare risposte concrete ai cittadini orvietani e umbri".
I presupposti sembrano esserci tutti perché da Palazzo Chigi rivedano la delibera. "Nelle scorse settimane - ha concluso De Luca - a pochi chilometri di distanza, nel viterbese, il Governo ha revocato un decreto VIA (Valutazione Impatto Ambientale ndr) rilasciato per un parco eolico simile, chiediamo che venga data la stessa attenzione al territorio dell'Alfina".
Nel frattempo, domenica scorsa nella Città della Rupe si è tenuto un partecipato sit-in promosso dal Comitato 'Buon Respiro e dintorni', un'occasione per informare e sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze dei progetti agrivoltaici, fotovoltaici ed eolici previsti sul territorio. Anche in questa sede l'amministrazione comunale ha ribadito il proprio no "alle speculazioni che rischiano di trasformare il nostro paesaggio in una gigantesca area industriale", queste le parole dell'assessore comunale all'Ambiente, Andrea Sacripanti. Forte la preoccupazione espressa dal sindaco Roberta Tardani, "perché ciò che sta accadendo rischia di trasformare profondamente la struttura e la fisionomia di questo territorio, fino a convertire un'area di pregio in un'area industriale".