L’edizione invernale di Umbria Jazz Winter ad Orvieto, non è stata solo una rassegna musicale, ma una vera e propria celebrazione della cultura e del territorio. Con un bilancio che parla di 7.000 biglietti venduti e un’affluenza complessiva stimata intorno alle 12.000 presenze, il festival ha ribadito il suo ruolo centrale nel panorama degli eventi internazionali, confermando un trend di crescita che prosegue inarrestabile negli ultimi anni.
Il successo di questa "kermesse" risiede in quella che gli organizzatori definiscono la "ricetta UJW". Non si tratta solo di note su uno spartito, ma di un’alchimia perfetta che fonde la musica di altissimo livello con l’ospitalità umbra, l’arte millenaria, la storia dei vicoli orvietani e l’eccellenza della cucina locale. Il festival è ormai parte integrante del tessuto sociale e urbano di Orvieto: la città non si limita a ospitare l’evento, ma lo indossa, trasformando ogni piazza e palazzo storico in un palcoscenico vibrante.
Durante i cinque giorni di programmazione, il cartellone ha offerto un ritmo serrato: ottanta eventi distribuiti su cinque location strategiche, che hanno visto alternarsi ventitré band per un totale di centocinquanta musicisti di fama mondiale. I luoghi simbolo della cultura orvietana hanno risposto con una partecipazione entusiastica:
Uno dei momenti più intensi e sentiti della manifestazione è stata la Messa della Pace del primo gennaio. All'interno della maestosa cornice del Duomo di Orvieto, la musica si è fatta preghiera, richiamando una folla immensa di fedeli e turisti. In un periodo storico complesso come quello attuale, il messaggio di speranza lanciato dalle note gospel e jazz sotto le navate gotiche ha assunto un valore simbolico ancora più profondo.
Parallelamente alla tradizione, il festival guarda al futuro con UJ4Kids. I cinque appuntamenti dedicati ai più piccoli hanno riscosso un successo straordinario, dimostrando che il linguaggio del jazz è universale e capace di affascinare anche le nuove generazioni. Vedere famiglie e bambini partecipare attivamente ai laboratori e ai concerti è la prova tangibile che il format è vincente e garantisce continuità culturale al progetto.
L'impatto di Umbria Jazz Winter non è solo culturale, ma anche economico. Le strutture ricettive del territorio hanno registrato il sold-out, confermando il festival come un motore trainante per il turismo invernale in Umbria. La capacità di attrarre visitatori da ogni parte d'Italia e dall'estero trasforma Orvieto in una vetrina internazionale d'eccellenza.
A chiusura dei battenti, gli organizzatori hanno espresso profonda gratitudine verso le istituzioni, gli sponsor e i numerosi volontari il cui contributo è stato fondamentale per la riuscita logistica della manifestazione. Mentre i riflettori su Orvieto si spengono lentamente, l'attenzione si sposta già verso il capoluogo. Il testimone passa ora a Perugia, dove la magia di Umbria Jazz tornerà a infiammare l'estate dal 3 al 12 luglio 2026. Se la sessione invernale è stata un trionfo, le aspettative per l'evento estivo sono, se possibile, ancora più elevate.