26 May, 2026 - 14:23

Orvieto FC, Lorenzotti: "Biagioli ha dato tanto in 22 anni. Il calcio nella città della Rupe non sparirà"

Orvieto FC, Lorenzotti: "Biagioli ha dato tanto in 22 anni. Il calcio nella città della Rupe non sparirà"

A Terni si lavora al progetto di Stefano Bandecchi per far rinascere il calcio locale in serie D tramite l'unione tra Orvietana e Ternana Tip Futsal. Dalla città della Rupe, il presidente dell’Orvieto FC  Roberto Lorenzotti difende la propria identità calcistica: un progetto alternativo, radicato nel territorio e focalizzato sul vivaio e sull'equilibrio finanziario. Lorenzotti nella lettera, si è schierato apertamente a favore di Roberto Biagioli numero uno dell'Orvietana, ricordando i suoi vent'anni di sacrifici e investimenti per il calcio della città. Una risposta senz'altro politica, anche a chi cerca di mettere i bastoni tra le ruote alla possibile fusione e inoltre, un messaggio agli sportivi orvietani che non hanno ancora ben chiaro il fatto, che nella città della Rupe il calcio e lo sport in generale non sparirà.

La nota ufficiale a firma di Lorenzotti

Nel dettaglio alcuni passaggi della lunga lettera pubblicata sui social dell’Orvieto FC:

“Ritengo corretto e che sia giunto il momento che anche la ASD Orvieto FC si esprima su una vicenda che è nelle cronache, che non definirei propriamente sportive, delle due ultime settimane.

L’ASD Orvieto FC è stata fino ad ora alla finestra ad assistere al circo mediatico conseguente alle scelte lecite del Presidente dell’Orvietana Calcio srl Roberto Biagioli. Solo dopo che lo stesso Biagioli si è espresso ufficialmente ed ha reso i giusti chiarimenti e le motivazioni di una scelta sofferta, dura, ma preannunciata e più volte manifestata ed a cui nessuno voleva credere, mi sento in dovere di fare alcuni chiarimenti e precisazioni ad un’intera comunità.

L’impegno, la passione e le risorse che ha messo a disposizione Biagioli in 22 anni di calcio non possono essere cancellate dalle affermazioni di chi solo oggi esce allo scoperto, da chi oggi si permette di commentare ciò che non conosce, dalle posizioni moraliste e perbeniste dell’ultima ora, né dalle tante posizioni e dichiarazioni ingrate e irriconoscenti di chi ha vissuto all’ombra di Biagioli e che fino a poche ore prima si trovava a gioire dei risultati sportivi ottenuti, che a Biagioli vanno riconosciuti.

Purtroppo forse è finito un ciclo, forse vanno rivisti i modelli di fare sport anche in ragione della recente riforma. Ma quello che è successo ad Orvieto oggi non è una novità, i momenti di crisi e di rifondazione anche con nomi diversi dall’originaria Unione Sportiva Orvietana (USO), oggi Orvietana Calcio srl, fanno parte della vita e della storia, sebbene si voglia far credere che dal 1910 ad oggi ci sia stata una continuità. Così non è.

Ma voglio rassicurare che il calcio a Orvieto c'è stato, c’è e ci sarà. Le posizioni negazioniste e denigratorie assunte da molti, tra cui molti organi di stampa, che hanno ignorato, a loro comodo, una realtà nuova, ma con ormai 10 anni di vita e di successi sociali e sportivi, che ha portato il nome di Orvieto in giro per la nostra regione e per l'Italia, ritengo debbano essere riviste.

A Orvieto c’è un’altra società sportiva di prima squadra che milita nel campionato regionale di Promozione conquistato con un percorso graduale che ha messo al centro del progetto Orvieto, i ragazzi della città delle Rupe e dintorni proprio a rappresentare un territorio, un contesto.

Vorrei ricordare ai molti che la prima squadra storica di Orvieto, l’Orvietana, in cui anche io ho fatto le mie esperienze indossando la maglia di lana che mi mise Vittorio Michelangeli & C, ha militato molte volte in Promozione, ma anche in Prima categoria, ed anche in quelle esperienze non tutti i giocatori erano di Orvieto e dintorni. La necessità di avere “stranieri” era legata all’ambizione di avere qualcosa di più, quel più che Roberto Biagioli ha dato per anni e che ora ha deciso di non dare più, ma che forse avrebbe ancora dato, in altro modo, se non fosse stato attaccato, denigrato ed offeso da un’intera comunità. Da persona intelligente come è ha capito e aveva capito che il modello che si era costruito poteva camminare ancora poco ed ha colto l’attimo”.

 

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Emanuele Giacometti
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