19 Mar, 2026 - 09:45

Orvieto diventa città cardioprotetta. Via all'installazione dei primi defibrillatori

Orvieto diventa città cardioprotetta. Via all'installazione dei primi defibrillatori

Un progetto importante per la salute pubblica che fa di Orvieto una città cardioprotetta. Dopo l'annuncio a dicembre 2025, nei prossimi giorni prenderà il via l’installazione dei primi defibrillatori. Non un semplice atto "tecnico" bensì la nuova tappa di un più ampio percorso che nei mesi scorsi ha messo in campo i primi corsi sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l'uso del defibrillatore semiautomatico su adulti e bambini, che si sono conclusi.

Si comincia dalle frazioni

In totale è prevista la consegna di 12 defibrillatori in punti strategici della città. In questa fase i primi sette dispositivi troveranno casa nelle frazioni del territorio comunale di Orvieto secondo un preciso calendario. La prima consegna nella giornata di venerdì 20 marzo sarà per le 15:00 a Ciconia, al Centro Sociale di via degli Aceri, mentre alle 16:00 si passerà alla Farmacia Camilli in Piazza Olona a Sferracavallo.

Giornata intensa quella di sabato 21 marzo. Si parte alle 10 dal Centro Sociale di Canale, alle 11 a quello di Torre San Severo e alle 12 aancora al Centro Sociale di Sugano. Nel pomeriggio si passa alle 15 allo strudio medico di Morrano e alle 16 alla Farmacia Frisoni di via Monte Nibbio a Orvieto Scalo. I restanti cinque verranno installati nelle rispettive teche non appena saranno definite le pratiche autorizzatorie da parte della Soprintendenza. Si tratta infatti di postazioni individuate nel centro storico - Piazza Cahen, Piazza della Repubblica, Torre del Moro, San Giovenale e Piazza Duomo - che, data la connotazione di pregio, dovranno seguire un in iter diverso.

Già 28 i rianimatori formati

Accanto alla diffusione dei defibrillatori l'altro aspetto cruciale del progetto orvietano è la formazione dei cittadini per imparare ad usarli efficacemente poiché la presenza dei dispositivi da sola non basta. Al momento sono già 28 i laici rianimatori formati - sia all'uso del defibrillatore che alle manovre di rianimazione cardiopolmonare - con i primi corsi organizzati dall’amministrazione comunale in collaborazione con la società 'Salute&Sicurezza – Td Consulting', che si occuperà anche della manutenzione degli apparecchi. 

L'intero progetto è il risultato di un accurato lavoro di rete realizzato grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Orvieto e la Cassa di Risparmio di Orvieto che ha finanziato l’acquisto dei dodici dispositivi Dae e dei corsi di formazione. Alla consegna dei defibrillatori saranno presenti anche i rappresentanti della Cassa di Risparmio e dell’associazione 'Il Cerchio' che ha lavorato con il Comune di Orvieto nel processo di individuazione delle persone da formare per garantire sin da subito una rete capillare di cittadini pronti a intervenire in caso di emergenza. Una comunità consapevole e preparata che può fare la differenza tra la vita e la morte in situazione di emergenza.

Una città cardioprotetta e pronta a gestire eventuali emergenze

Una città cardioprotetta rappresenta un ambiente urbano organizzato per prevenire e gestire prontamente le emergenze cardiache. Una città più inclusiva ed attenta al benessere dei suoi abitanti e dei tanti che la attraversano e vivono ogni giorno. Orvieto in questo senso si sta orientando verso un modello di sanità preventiva e partecipata dove le istituzioni, il tessuto associativo ed economico, collaborano attivamente per salvare vite e rafforzare il tessuto sociale. 

In caso di arresto cardiaco improvviso ogni secondo è essenziale e più si allungano i tempi, minori sono le possibilità di sopravvivenza. Considerata la massiccia diffusione delle patologie cardiovascolari, tra le principali cause di morte nel mondo, azioni come questa assumono un'importanza fondamentale. 

Secondo i dati dell'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, le malattie cardiovascolari sono responsabili di oltre 6 milioni e mezzo di decessi prematuri ogni anno. Patologie che nella sola Europa colpiscono 62 milioni di persone generando un costo annuale di circa 282 miliardi di euro.

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Sara Costanzi
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