18 Aug, 2025 - 19:00

Orvieto, arrestate due persone per truffe agli anziani: bottino da 9 mila euro

Orvieto, arrestate due persone per truffe agli anziani: bottino da 9 mila euro

La lotta alle truffe ai danni degli anziani continua senza sosta. Non si tratta solo di una campagna di prevenzione, ma di una vera e propria emergenza sociale che negli ultimi anni ha assunto dimensioni preoccupanti. A Orvieto, negli scorsi giorni, la Polizia di Stato ha messo a segno un importante intervento, fermando due ragazzi di 19 e 21 anni sospettati di essere responsabili di un raggiro ai danni di una signora anziana.

Il metodo usato dai truffatori: la finta cauzione per il marito

Il modus operandi seguito dai malintenzionati non è nuovo: sfruttare la vulnerabilità e la paura delle vittime attraverso telefonate ingannevoli. Questa volta, la scusa utilizzata è stata quella del presunto coinvolgimento del marito della donna in una vicenda giudiziaria. Per evitare conseguenze legali, la vittima avrebbe dovuto versare una cauzione immediata, corrisposta in gioielli e preziosi per un valore complessivo di circa 9 mila euro.

Gli agenti della Polizia Stradale, dopo aver intercettato il veicolo con a bordo i due sospetti, hanno avviato una perquisizione accurata. All’interno della macchina sono stati ritrovati gli oggetti sottratti alla donna, successivamente sequestrati e riconsegnati alla legittima proprietaria. Un gesto che ha ridato non solo un valore economico, ma soprattutto un forte significato affettivo. I due giovani, già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati a piede libero. Tra loro, uno in particolare risulta indiziato per almeno cinque truffe simili compiute nel solo mese di luglio.

Cosa rischiano i due giovani: la legge e le possibili conseguenze penali

Il caso di Orvieto porta a una riflessione necessaria: cosa rischiano i due sospettati e quali sono le conseguenze previste dalla legge italiana per reati di questo tipo? La normativa è chiara: la truffa è disciplinata dall’articolo 640 del Codice Penale, che punisce chiunque, con artifizi o raggiri, induca qualcuno in errore procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno. La pena base va da sei mesi a tre anni di reclusione, con una multa che può arrivare fino a 1.032 euro.

Ma nei casi in cui le vittime siano persone particolarmente vulnerabili, come gli anziani, le circostanze aggravanti diventano determinanti. L’articolo 61 del Codice Penale prevede infatti un aumento della pena quando il reato viene commesso approfittando dell’età o della condizione di fragilità della vittima. Questo significa che per i due indagati, se le accuse verranno confermate in sede processuale, la condanna potrebbe essere più severa rispetto al minimo edittale.

Non va dimenticato che, secondo l’articolo 649-bis del Codice Penale, le aggravanti legate alla “minorata difesa” della vittima sono ritenute di particolare gravità sociale. In tal caso, la reclusione può arrivare fino a cinque anni, con pene accessorie che includono l’interdizione dai pubblici uffici e la possibilità di misure cautelari più stringenti. Inoltre, qualora venisse accertata la serialità delle condotte - come indicano gli elementi raccolti sulla possibile responsabilità di almeno cinque episodi analoghi - i due giovani potrebbero essere accusati di una condotta abituale, configurando così un aggravamento ulteriore.

Come difendersi dalle truffe agli anziani

Il fenomeno delle truffe agli anziani non accenna a diminuire. Ogni anno migliaia di persone cadono vittima di raggiri che, oltre al danno economico, lasciano profonde ferite psicologiche e un senso di insicurezza. La prevenzione diventa quindi fondamentale.

Le forze dell’ordine, in particolare la Polizia di Stato e i Carabinieri, da anni promuovono campagne informative rivolte agli anziani e alle loro famiglie. Alcune regole semplici ma efficaci possono fare la differenza:

  • Non fidarsi di telefonate sospette: nessuna autorità giudiziaria o forza dell’ordine chiede denaro per risolvere problemi legali.
  • Verificare sempre: in caso di dubbi, contattare direttamente i numeri ufficiali della Polizia o chiamare un familiare.
  • Non aprire la porta a sconosciuti: i truffatori spesso si spacciano per tecnici, funzionari o operatori sanitari.
  • Segnalare subito: denunciare ogni episodio sospetto può aiutare a individuare e fermare i responsabili.

Fondamentale è anche il ruolo dei familiari, che devono mantenere un dialogo costante con i propri cari anziani, informandoli sui rischi e spiegando come comportarsi in caso di contatti sospetti. Allo stesso modo, le comunità locali possono contribuire creando reti di solidarietà e sorveglianza di quartiere. La lotta alle truffe non è solo un compito delle forze dell’ordine, ma una responsabilità condivisa. Solo così si può proteggere davvero chi, più di altri, rappresenta la memoria e la fragilità della nostra società.

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Lorenzo Farneti
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