01 Apr, 2025 - 19:44

Ordigno nella facoltà di Narni: il gruppo anarchico Kyriakos Xymitiris firma la rivendicazione

Ordigno nella facoltà di Narni: il gruppo anarchico Kyriakos Xymitiris firma la rivendicazione

La scoperta di un ordigno artigianale all’interno della facoltà di Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza di Narni, sede universitaria dell’Ateneo perugino, ha fatto saltare ogni equilibrio. La rivendicazione è arrivata rapida e feroce, firmata dal gruppo anarchico "Kyriakos Xymitiris", che ha rivestito l’attacco di toni violenti e ideologici. Sul tavolo, accuse allo Stato, alla cooperazione internazionale e al sistema penitenziario.

Un manifesto incendiario che ha spinto le autorità a classificare il caso come terrorismo e a trasferire l'inchiesta alla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Perugia. Nel frattempo, in città si moltiplicano le richieste di presidio e prevenzione. Il clima, da queste parti, è cambiato di colpo.

Carabinieri, artificieri e unità cinofile in azione a palazzo sacripanti

L'intervento è scattato nel pomeriggio di lunedì, quando diverse pattuglie dell'Arma si sono dislocate in una delle principali piazze del borgo medievale. All'operazione hanno preso parte anche le unità cinofile specializzate e un nucleo di artificieri antiesplosivo arrivato da Perugia.

L'involucro, una scatola contenente bottiglie piene di benzina e un innesco composto da cerini, è stato individuato nel laboratorio di analisi forense che si trova a Palazzo Sacripanti, cuore operativo del corso di laurea in Scienze dell'investigazione. L'ordigno non ha preso fuoco, ma bastava poco per trasformare la stanza in una trappola infuocata.

Le parole del sindaco Lucarelli e del rettore Oliviero dopo l’attacco

Il sindaco Lorenzo Lucarelli ha commentato l’accaduto con toni netti, parlando di una provocazione priva di senso, lontana anni luce dalla storia democratica di Narni. Ha ribadito piena fiducia nel lavoro degli investigatori e ha parlato di una città che non intende farsi intimidire. In una nota congiunta con il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, si legge che istituzioni civiche e accademiche sono al fianco delle forze dell’ordine per fare chiarezza e assicurare alla giustizia chi ha messo a rischio la sicurezza degli studenti e di tutta la comunità.

Anarchici rivendicano il gesto con un testo diffuso online

Dietro la firma "Kyriakos Xymitiris" si nasconde un collettivo che ha diffuso online un testo incendiario, rivendicando il posizionamento dell’ordigno nella stanza dedicata alla scena del crimine della facoltà di Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza. Il comunicato, apparso su un sito anarchico, accusa lo Stato italiano di complicità in azioni internazionali, denuncia il regime del 41-bis e tira in ballo la gestione delle carceri e delle migrazioni. Una lista di accuse condita da toni durissimi, che ha portato gli inquirenti a scandagliare ogni dettaglio del messaggio, anche per risalire all’identità degli autori. Il nome scelto dal gruppo è un chiaro riferimento a un militante anarchico greco morto nell’esplosione di un appartamento ad Atene, circostanza che aggiunge un ulteriore tassello all’indagine sul fronte internazionale.

Vertice in prefettura: istituzioni compatte sulla linea della fermezza

A poche ore dal ritrovamento dell’ordigno, il Palazzo del Governo di Terni ha ospitato un vertice straordinario sulla sicurezza. Intorno al tavolo, il prefetto Antonietta Orlando, i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine del territorio, il sindaco di Terni e presidente della Provincia Stefano Bandecchi, esponenti dell’amministrazione comunale di Narni e i referenti dei poli universitari coinvolti. Una convocazione urgente, per mettere nero su bianco le contromisure da attivare e alzare l’asticella del controllo nei punti sensibili del territorio.

Sorveglianza potenziata e nuove tecnologie nei luoghi sensibili

Il Comitato per l’ordine pubblico ha messo in moto una stretta concreta e immediata: più pattuglie nei pressi della struttura universitaria, occhi elettronici da installare dentro e fuori i locali, e un coordinamento costante tra Comune, Ateneo e forze di polizia. L’ateneo dovrà valutare l’introduzione di telecamere interne, mentre l’amministrazione comunale è chiamata ad ampliare la rete di videosorveglianza nei punti considerati più delicati.

Oltre agli strumenti, però, si punta anche sulle persone. Il personale dell’università e gli addetti alla vigilanza saranno coinvolti in un percorso di formazione e responsabilizzazione per riconoscere e segnalare con prontezza situazioni sospette. Una strategia che punta a fare rete, mettendo al centro la sicurezza come responsabilità collettiva.

Indagini sul fronte antiterrorismo, la politica ringrazia le forze dell’ordine

Le indagini avviate dalla Procura di Terni, con il sostituto Giorgio Panucci alla guida del fascicolo, sono state instradate verso Perugia, dove se ne occuperà la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo coordinata da Raffaele Cantone. Gli investigatori passano al setaccio ore di registrazioni e stanno raccogliendo testimonianze utili a identificare chi ha materialmente collocato il dispositivo.

Sull’episodio è intervenuto anche Emanuele Prisco, sottosegretario all’Interno, parlando di "atto gravissimo" e ringraziando le forze dell’ordine per la reazione immediata. Secondo Prisco, colpire l’università significa toccare un presidio di cultura, libertà e confronto.

Duro anche il commento di Riccardo Augusto Marchetti, segretario umbro della Lega, che ha frequentato proprio quella facoltà. Ha definito l’azione un attacco vigliacco a un luogo simbolico, ricordando gli anni spensierati trascorsi tra quelle mura e sottolineando la necessità di potenziare i controlli su tutto il territorio ternano. "L’Umbria non si piega" ha dichiarato, ringraziando i carabinieri per l’impegno costante.

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Francesca Secci
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