Non c’è tregua per le piazze di spaccio nascoste tra le gole e le radure dell’Umbria sud-occidentale. Nella settimana che ha segnato l’inizio della primavera, i boschi intorno a Orvieto, Baschi e Castel Viscardo sono stati teatro di un’imponente operazione di bonifica da parte dell’Arma, culminata con l’arresto di due pusher ventunenni e la denuncia di un terzo, tutti di nazionalità marocchina. A finire nel mirino dei militari non sono state solo le consuete rotte cittadine, ma le aree più impervie del territorio, quelle gole e quei crinali dove i pusher pensavano di poter operare indisturbati, protetti dalla fitta vegetazione e dai sentieri sterrati.
I controlli, disposti dal Comando Provinciale di Terni, hanno rivelato un sistema organizzato e ben attrezzato: i giovani spacciatori indossavano passamontagna per non essere riconosciuti, si muovevano armati di roncole, machete e coltelli, e avevano con sé tutto il necessario per confezionare le dosi sul posto. L’operazione, che ha visto convergere pattuglie in borghese e in uniforme della Compagnia di Orvieto supportate dagli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, ha strappato via uno dei tasselli del traffico di stupefacenti che si annida nelle aree collinari, restituendo quei luoghi alla legalità.

L’attività repressiva, condotta nella seconda decade di marzo, non è stata lasciata al caso. I militari hanno prima effettuato una serie di sopralluoghi mirati, individuando i possibili bivacchi improvvisati già emersi in passato come punti di riferimento per lo smercio. La complessità del territorio, caratterizzato da gole profonde e pendii scoscesi, ha richiesto l’impiego di reparti specializzati.
Sono così entrati in azione i Cacciatori Sardegna, un’unità d’élite del Carabinieri addestrata specificamente per il pattugliamento di zone impervie e la ricerca di latitanti. In coordinamento con i Nuclei Forestali di Orvieto e Allerona e con numerose pattuglie della linea territoriale, è stato predisposto un piano operativo congiunto. L’obiettivo era chiaro: cinturare le aree sospette, impedire vie di fuga e sorprendere gli spacciatori in flagranza, mentre erano intenti a gestire il giro d’affari nascosto tra gli alberi.
Il primo episodio significativo risale al 16 marzo, quando l’attenzione si è concentrata sulla suggestiva e impervia località Gole del Forello, nel comune di Baschi. Qui, i Carabinieri hanno accerchiato un’area boschiva dove due giovani marocchini di 21 anni stavano “operando”. Alla vista delle divise, il tentativo di fuga è stato fulmineo ma vano. I due hanno cercato di dileguarsi tra la vegetazione, disfacendosi di una roncola e abbandonando un marsupio, ma sono stati immediatamente bloccati dai militari che avevano già chiuso ogni via d’uscita.
All’interno del marsupio recuperato, gli operanti hanno trovato un vero e proprio “banco” di spaccio: 29 dosi di cocaina già pronte alla vendita, per un peso complessivo di circa 20 grammi; 29 dosi di eroina per un totale di 10 grammi; e un panetto di hashish da 21 grammi. Accanto alla droga, la somma in contanti di circa 700 euro, suddivisa in banconote di vario taglio, ritenuta provento dell’attività illecita. A completare il quadro, il sequestro di due roncole e tre coltelli, a testimonianza della pericolosità del contesto in cui i due agivano.
L’attività non si è fermata. Due giorni dopo, il 18 marzo, i controlli si sono spostati in località Viceno di Castel Viscardo. Qui, un altro 21enne marocchino, risultato irregolare sul territorio nazionale, è stato intercettato e deferito in stato di libertà (poi denunciato). Anche in questo caso, il giovane indossava un passamontagna per celare le proprie generalità. I militari lo hanno trovato in possesso di due dosi di cocaina, del peso complessivo di circa 2 grammi, oltre 300 euro in contanti, un machete e un coltello. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.
I due arrestati in flagranza, su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Terni in attesa dell’udienza di convalida. Al termine del processo per direttissima, il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) ha convalidato gli arresti, disponendo per entrambi la misura cautelare del divieto di dimora nella regione Umbria. Per il 21enne irregolare, inoltre, è scattato un ordine di espulsione: la Prefettura di Terni ha emesso il relativo decreto, e il Questore ha intimato al giovane di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.
Al termine delle operazioni, i Comuni competenti hanno provveduto a bonificare i bivacchi trovati nei boschi, rimuovendo i rifugi improvvisati e restituendo decoro e sicurezza alle aree verdi che costellano l’Orvietano. I procedimenti penali, si precisa, sono attualmente nella fase delle indagini preliminari.