Da questa potente immagine nasce Operai, storia di un lavoratore italiano, l'ultima pièce teatrale scritta, diretta e interpretata da Germano Rubbi. Attraverso gli occhi di un operaio qualunque – un uomo nato e cresciuto all’ombra della fabbrica – lo spettacolo racconta la saga di una famiglia operaia, tra lotte, sacrifici e speranze.
Quella dell'operaio è una figura che qui diventa simbolo universale: uno dei tanti lavoratori anonimi e invisibili che hanno prestato la propria opera nelle fabbriche italiane del Novecento, e la cui vita è segnata da un "filo rosso" comune. Con un linguaggio accattivante, Operai porta in scena uno spaccato di vita italiana, coinvolgendo il pubblico in un viaggio emozionante tra passato e presente.
Il protagonista di Operai è un figlio della fabbrica, cresciuto con il rumore dei macchinari come sottofondo e un futuro già scritto. Fin da bambino, osservando il nonno e il padre operai, comprende che il suo destino sarà lo stesso. Studia quel tanto che basta – "perché un operaio non ha bisogno della laurea" – e imbocca una strada quasi obbligata, tracciata dalla famiglia e dalla società attorno a lui. La pièce ripercorre tutte le tappe della sua vita, dall’infanzia all’età adulta. Ogni fase della vita, privata e collettiva, è rappresentata in scena, dipingendo un quadro fedele di cosa significasse nascere negli anni ’60, nel pieno passaggio dall’Italia contadina a quella industriale. La storia personale dell’operaio diventa così lo specchio di un’intera generazione.
Martedì 19 agosto lo spettacolo debutta al Calvi Festival di Calvi dell’Umbria. A seguire, la compagnia Magazzini Artistici porterà la pièce in altre tre tappe regionali: mercoledì 20 agosto ad Amelia (presso Palazzo Petrignani), giovedì 21 ad Avigliano Umbro (Teatro Comunale) e venerdì 22 a Lugnano in Teverina, nella piazza Santa Maria – con eventuale spostamento al chiuso nel teatro Spazio Fabbrica in caso di maltempo. Questo mini-tour interamente umbro offre l’opportunità agli spettatori di diverse località di immergersi in una storia che, pur essendo ambientata qualche decennio fa, parla un linguaggio ancora attuale.
Germano Rubbi sul palco veste i panni dell’operaio protagonista, trasformando la propria storia familiare in un racconto universale. Accanto a lui, Fabrizio Bordignon dà vita ai molteplici personaggi della storia; la colonna sonora dal vivo è affidata a Ivo Cibocchi (fisarmonica), Andrea Pagliacci (contrabbasso) e Fabio D’Isanto (percussioni). Le musiche originali di Francesco Verdinelli accompagnano la narrazione, mentre ogni tappa della vita del protagonista è scandita da un suono familiare: la campanella della scuola, la tromba del servizio militare, la sirena della fabbrica. Questa combinazione di elementi scenici e sonori immerge il pubblico nell'esperienza del protagonista e dà l’impressione di assistere non solo a uno spettacolo teatrale, ma anche a un documentario storico sulla vita operaia. In realtà Operai è una vera e propria indagine sociologica che descrive uno spaccato della classe operaia italiana.
Il testo di Operai nasce da un intenso lavoro di ricerca sul campo: interviste a veri operai, sia in attività sia in pensione, che hanno condiviso ricordi ed emozioni della loro vita in fabbrica. Pur mantenendo un tono leggero e mai eccessivamente drammatico, la pièce affronta temi di grande peso: soprusi e ingiustizie sociali, sacrifici personali e un desiderio di riscatto che tarda ad arrivare. Anche oggi, tra precarietà del lavoro e continue trasformazioni dell’industria, Operai invita a riflettere sulle radici comuni della condizione operaia e sulle sfide che i lavoratori ancora affrontano.