29 Jun, 2026 - 16:30

Omicidio Hekuran Cumani a Perugia: udienza preliminare a settembre, la difesa punta sulla perizia di Roberta Bruzzone

Omicidio Hekuran Cumani a Perugia: udienza preliminare a settembre, la difesa punta sulla perizia di Roberta Bruzzone

Una notte di violenza consumata in pochi istanti nel parcheggio di un locale notturno si appresta a varcare la soglia dell'aula giudiziaria per il primo, decisivo riscontro davanti al giudice. La Procura della Repubblica di Perugia, attraverso il sostituto procuratore Gemma Miliani, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per l'omicidio di Hekuran Cumani, il ventitreenne rimasto ucciso da un fendente al petto la notte tra il 17 e il 18 ottobre dello scorso anno nei pressi del 100 Dieci Caffè. L'udienza preliminare davanti al gip del Tribunale di Perugia è stata fissata per il prossimo 10 settembre, segnando un punto di svolta drammatico in un caso che ha scosso nel profondo l'opinione pubblica locale. La notizia, diffusa stamane in prima battuta dal Corriere dell'Umbria in un articolo a firma della giornalista Francesca Marrucco, conferma che l'impianto accusatorio ha superato indenne la fase di chiusura delle indagini, lasciando immutato il quadro delle contestazioni a carico dei principali indagati.

La ricostruzione dettagliata della Procura sulla dinamica del delitto e la scintilla della lite

Al centro del complesso fascicolo processuale figura la posizione del ventunenne Yassin Hassen Amri, attualmente ristretto nel carcere di Siena e assistito dall'avvocato Vincenzo Bochicchio. Il giovane deve rispondere dell'ipotesi di reato di omicidio volontario, aggravato dai futili motivi e dalla minorata difesa, oltre che di lesioni personali aggravate. Secondo la ricostruzione dei magistrati, sarebbe stato lui a sferrare il colpo letale con un coltello a serramanico, colpendo la vittima all'emitorace e recidendo strutture cardiache vitali. L'azione delittuosa non si sarebbe esaurita in quel frangente: l'indagato è infatti accusato anche del grave ferimento del fratello della vittima, Samuele Cumani, colpito ripetutamente alle gambe durante i concitati momenti della colluttazione e costretto successivamente a subire un delicato intervento chirurgico.

La ricostruzione offerta dagli inquirenti delinea una genesi drammaticamente banale, scaturita da un alterco verbale legato a un commento su una squadra di calcio all'esterno del locale. La discussione avrebbe visto contrapporsi un gruppo di ragazzi del posto e i fratelli Cumani, inizialmente del tutto estranei alla contesa. Negli atti giudiziari viene rimarcato come l'indagato diciannovenne “aveva iniziato a minacciare gravemente i presenti con un coltello a seguito di un alterco verbale scaturito da una battuta su una squadra di calcio, alterco al quale era rimasto del tutto estraneo sia Hekuran Cumani che il fratello Samuele”. La situazione sarebbe precipitata poco dopo con l'intervento di Yassin Hassen Amri, armatosi a sua volta e scagliatosi contro la vittima. Il ventitreenne, dopo aver tentato disperatamente di proteggersi con le mani, si è accasciato al suolo dopo pochi passi.

Le contestazioni ai coindagati e i successivi episodi di minaccia all'ospedale cittadino

Il procedimento non si focalizza esclusivamente sul presunto autore materiale del delitto. Sul banco degli imputati a settembre siederanno anche il diciannovenne Mohamed Abid, detto “Simo”, difeso dai legali Giuseppe Gasparri e Beatrice Ronchetti, e la sua fidanzata, assistita dall'avvocato Franco Libori. Entrambi devono rispondere delle accuse di porto abusivo di armi e minacce aggravate. La Procura contesta loro non solo l'aver innescato la catena di eventi nel parcheggio, ma anche un analogo episodio di intimidazione avvenuto la notte precedente. Inoltre, le condotte violente sarebbero proseguite persino presso l'ospedale Santa Maria della Misericordia, dove il gruppo degli aggressori avrebbe raggiunto e ulteriormente minacciato con le armi i ragazzi feriti che stavano ricevendo le cure mediche del caso.

La strategia della difesa tra perizie criminologiche e la costituzione delle parti civili

In vista dell'appuntamento del 10 settembre, le strategie processuali iniziano a delinearsi in modo netto tra le parti. Sebbene l'ipotesi di accedere a un rito alternativo, come il giudizio abbreviato che garantirebbe lo sconto di un terzo della pena, appaia al momento remota per l'imputato principale, la difesa affila le proprie armi. L'avvocato Bochicchio ha infatti depositato una dettagliata consulenza tecnica di parte firmata dalla nota criminologa Roberta Bruzzone. La relazione punta a offrire una rilettura alternativa e divergente degli elementi probatori e scientifici raccolti dalla Procura, contestando la linearità della ricostruzione accusatoria. Sul fronte opposto, la famiglia Cumani ha già annunciato la formale costituzione di parte civile per chiedere che vengano accertate tutte le responsabilità.

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Federico Zacaglioni
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