Offese sessiste, cyberbullismo, aggressività e odio dispiegati sulla bacheca Facebook dell'ex assessore che da qualche mese ha preso ad atteggiarsi a novello Pasquino. Vittima degli attacchi social stavolta (e tanto per cambiare) è una donna impegnata in politica, la presidente del consiglio comunale di Terni Sara Francescangeli. All'indomani dell'8 marzo, nel giorno in cui era appena andato in scena una riunione tranquilla e produttiva dell'assemblea cittadina, si è ritrovata presa di mira dai seguaci di Lucio Nichinonni, candidato con Alternativa Popolare alle ultime amministrative ed ex assessore per quattro mesi della giunta Bandecchi.
"Una persona perbene, perché ne esistono ancora per fortuna, mi segnala commenti di bassa lega nei miei confronti sul post dell'amico Lucio Nichinonni - scrive su Facebook la presidente del consiglio comunale, allegando gli screenshot di alcuni dei messaggi offensivi - Vi invito a leggerli tutti, io mi sono fatta una cultura... Una bella e variegata platea di fini critici politici, complimenti! Aspetto di vedere la solidarietà delle femministe di sinistra...".
Nel contenuto pubblicato online dal professionista ternano, protagonista in due anni di diversi cambi di partito dopo l'esperienza terminata anzitempo a Palazzo Spada, viene diffusa una breve sequenza estrapolata dal video in streaming del consiglio comunale in cui si vede la presidente Francescangeli ridere dopo una mezza gaffe del sindaco Bandecchi. Il primo cittadino, infatti, era intervenuto fuori tempo massimo in consiglio sulla vicenda dell'IMU contestata a conventi e enti di beneficenza, quando l'ordine del giorno era già stato approvato ed era stato aperto un altro punto all'ordine del giorno. Probabilmente irritato da qualche intervento proveniente dall'opposizione, Bandecchi - che aveva dato l'ok a trovare una soluzione al problema e votato con il suo gruppo l'atto di Roberto Pastura di FdI - aveva annunciato di farsi carico personalmente di pagare l'IMU arretrata delle suore di clausura, salvo poi essere richiamato proprio da Francescangeli all'ordine del giorno. Il sindaco se ne era uscito con una battuta piuttosto greve ("scusate, pensavo avessimo ancora le suore tra i c...", ndr) che, in realtà, era stata sdrammatizzata dall'intera assemblea.
Il fatto è che la platea dell'ex assessore Nichinonni non si è limitata a stigmatizzare la pur censurabile battuta del sindaco Bandecchi. Ma il post è diventato uno sfogatoio di bassi istinti di rivalsa politica, di sublimazione di odio sessista e di gratuite offese personali. Il tutto è rimasto online per ore, tanto da spingere Francescangeli a raccogliere gli screenshot e a minacciare di adire le vie legali non solo nei confronti degli autori dei commenti offensivi. Ma anche del titolare della bacheca che - forse in maniera inconsapevole - non rimuovendo tempestivamente i messaggi ha ospitato un'escalation di offese da parte di un consesso di odiatori seriali.
"Ritengo che ci sia una responsabilità nel dare spazio a un certo tipo di comportamenti - afferma Francescangeli, raggiunta telefonicamente da Tag24 Umbria -. Non ho mai contestato a Nichinonni il suo diritto a criticare, anche aspramente, l'operato di questa amministrazione o del partito in cui ha militato e si è candidato. Ma ciò che sta avvenendo negli ultimi tempi è molto grave, perché così si rischia di legittimare la pletora degli hater. Oggi, siccome ho letto online che il titolare della bacheca Facebook in cui erano stati espressi dei giudizi gravemente lesivi della mia dignità personale si fosse avvicinato al Partito Democratico, ho chiesto al segretario comunale del PD, Leopoldo Di Girolamo, se questo soggetto è davvero iscritto, come si dice, al suo partito. Non soddisfatto dei commenti, gravemente ingiuriosi rivolti alla mia persona sul suo post di ieri, questa mattina ha addirittura rilanciato, dichiarando solidarietà a non meglio precisate suore e non a me, ribadendo la bontà delle sue critiche".
Le prime espressioni di solidarietà verso Francescangeli sono arrivate proprio dal capogruppo PD, Pierluigi Spinelli, e dalla consigliera regionale Maria Grazia Proietti. "Con Sara ormai da quasi 3 anni non c'è Consiglio comunale nel quale non battibecchiamo, spesso animatamente ma sempre civilmente e con rispetto reciproco... Le frasi che leggo su di lei sono vergognose e inaccettabili. Non dobbiamo rassegnarci a questo scadimento del confronto politico. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio Comunale da parte del sottoscritto e del gruppo consiliare del PD". Un messaggio di civiltà e correttezza istituzionale al quale fa eco quello della consigliera regionale DEM: "Condivido ogni tua parola caro Pierluigi e mi associo la solidarietà che esprimi come gruppo consiliare del PD alla presidente del Consiglio Comunale".
Elena Proietti Trotti, consigliera comunale di Fratelli d'Italia e segretaria particolare del ministro della Cultura Giuli, rilancia ricordando la recente festa della donna. "Eppure festeggiamo con trasporto questa ricorrenza - afferma insistendo sul paradosso - . Tutto questo è inaccettabile".
"Esprimo la massima vicinanza e solidarietà - dichiara il consigliere comunale del gruppo Masselli Sindaco, Valdimiro Orsini - alla presidente del Consiglio Comunale, Sara Francescangeli, bersaglio di vili offese e attacchi personali veicolati attraverso i social media.
Il dibattito politico, per quanto acceso, non deve mai travalicare il confine del rispetto umano e della dignità personale. L'uso dei social come megafono per l'insulto e la denigrazione è un fenomeno che va contrastato con forza. Per quanto mi riguarda, ritengo che nessuna divergenza politica possa giustificare l'uso di un linguaggio violento o offensivo. La presidente Francescangeli ha il mio pieno sostegno e quello di chiunque creda in un confronto civile e democratico".
Insomma, una levata di scudi bipartisan per chiudere la porta in faccia al cyberbullismo e all'uso molesto, diffamatorio e offensivo dei social network. Nulla a che vedere con il dibattito politico o anche con lo scontro dialettico aspro e franco tra opposte fazioni che pure anima e ha animato il confronto cittadino, anche in tempi recenti. La vicenda fa il paio con i meme che ritraevano la governatrice Proietti inseguita per le strade di Terni, con l'effigie del sindaco Bandecchi appesa a testa in giù davanti a Palazzo Spada, con altri episodi che in questi ultimi mesi si sono ripetuti sul territorio, fotografando un imbarbarimento della dialettica politica.