Il rettilineo finale verso il 23 maggio si infiamma: il Coni Umbria si prepara a eleggere il suo nuovo Presidente, ma il clima è tutt’altro che disteso. Con le candidature che scadranno l’8 maggio, la griglia di partenza vede attualmente un testa a testa serrato. Da una parte Fabio Moscatelli, figura di spicco come vicepresidente uscente ed ex delegato ternano; dall’altra Andrea Arena, numero uno della Fijlkam regionale, pronto a sfidarlo colpo su colpo. Il post-commissariamento di Riccardo Giubilei, arrivato dopo il passo indietro di Aurelio Forcignanò, sembrava aver tracciato la strada verso una transizione ordinata. E invece, la vera scossa arriva fuori dal campo. Domenico Ignozza, storico ex presidente regionale, ha deciso di rompere il silenzio inviando una lettera aperta, indirizzata anche ai vertici nazionali. Ignozza denuncia apertamente presunte ingerenze romane che starebbero condizionando la corsa elettorale, sporcando l'autonomia del comitato umbro. È un affondo pesante che trasforma una competizione amministrativa in un vero "caso politico" sportivo. Mentre Moscatelli e Arena affilano le armi per convincere le federazioni, l’ombra dei condizionamenti esterni rischia di pesare come un macigno sul voto. Gli sportivi umbri osservano: il traguardo è vicino, ma la gara per la poltrona più alta del Coni regionale non è mai stata così incerta e spigolosa. (Foto di copertina Facebook)
"Mi trovo a scrivere queste righe con il cuore colmo di sdegno. Vedere quel patrimonio di rapporti umani che ho costruito e curato con estrema dedizione, impegno e passione, calpestato da logiche di potere che ignorano l’etica, è una ferita aperta che non posso ignorare. Il patrimonio di rapporti umani di cui parlo -ha sottolineato Ignozza- non è una lista di contatti in un’agenda, ma un mosaico di strette di mano, di fatiche condivise “a bordo campo“ e di problemi risolti insieme, spesso lontano dai riflettori. È la fiducia che un tecnico, un dirigente di periferia o un genitore ripone nell’istituzione che rappresentiamo. Quando queste relazioni vengono sacrificate per logiche di schieramento, si sta commettendo un furto ai danni dello sport.
Vedere colleghi di lungo corso costretti a voltare le spalle per timore di ritorsioni -ha continuato Ignozza-, o assistere a legami storici che si spezzano sotto il peso di una promessa di poltrona, non è solo una sconfitta politica: è una sconfitta antropologica. Si sta passando dal “noi“ sportivo all’"io" del potere. L’etica, che dovrebbe essere il binario su cui corre la nostra azione, viene derubricata a fastidioso ostacolo burocratico. Una struttura che calpesta le persone è autoreferenziale, ha già smesso di educare in partenza. Se il dirigente non è più un esempio di lealtà, con quale faccia chiederemo a un giovane atleta di rispettare le regole della gara? Questa ferita brucia perché non colpisce la mia persona, ma l’idea stessa di comunità che abbiamo difeso per mezzo secolo. Non si può costruire il futuro dello sport sulle macerie della dignità umana".
In seguito alle dimissioni di Aurelio Forcignanò di fine novembre dalla presidenza del comitato regionale, il vertice del CONI nazionale, Luciano Buonfiglio, ha designato Riccardo Giubilei nel ruolo di Commissario straordinario. Giubilei, figura di spicco nel panorama sportivo nazionale, ricopre attualmente gli incarichi di Presidente della Federazione Italiana Triathlon (FITRI) e di Vicepresidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP). L’insediamento ufficiale del dirigente ternano è programmato per l’inizio della prossima settimana. Giubilei avrà il compito di traghettare l’ente verso la prossima tornata elettorale, garantendo la continuità amministrativa e gestionale necessaria in questa fase di transizione. La scelta di un profilo di tale esperienza riflette la volontà di assicurare una guida solida e autorevole al comitato regionale fino alla nomina del nuovo direttivo.