Il futuro della nuova struttura ospedaliera di Terni rimane incagliato al centro di una dura contesa politica che travalica le mura del Consiglio comunale e investe direttamente le linee d'indirizzo dell'amministrazione regionale. Il Patto Avanti Terni ha attaccato con fermezza il recente voto d'aula espresso da Alternativa Popolare e dal centrodestra, sostenendo che l'atto approvato non acceleri affatto l'iter, non anticipi l'apertura del cantiere e non indichi soluzioni alternative, configurandosi piuttosto come il tentativo di bruciare il confronto con i media previsto per la giornata di oggi. Nel mirino del fronte progressista è finito anche l'operato del precedente governo regionale guidato da Donatella Tesei, segnato – secondo la ricostruzione della coalizione – dal fallimento di due distinte proposte di project financing e da un percorso programmatico rimasto immobile per cinque anni.
A rintuzzare la narrazione delle sinistre ternane è Marco Iapadre, ingegnere ed ex assessore all’Urbanistica e alle manutenzioni, che sottolinea come la delibera regionale non approvi il DOCFAP ma si limiti a una semplice adozione dopo ben due anni di amministrazione, rinviando le decisioni fondamentali su modello realizzativo e quadro economico-finanziario. Per Iapadre, dopo una campagna elettorale di promesse e quasi due anni di governo regionale, i cittadini si aspettavano scelte concrete, non un percorso ancora da costruire.
La votazione registrata nell'aula consiliare di Terni ha riaccese le polemiche tra le forze politiche cittadine. Secondo il Patto Avanti Terni, la convergenza strategica tra Alternativa Popolare e il centrodestra rappresenterebbe la prosecuzione di un'asse tattico volto a trasformare l'infrastruttura sanitaria in un terreno di scontro permanente contro la Regione Umbria. L'atto votato, secondo la forza di centrosinistra, esprime rilievi critici sulla tenuta tecnica del documento di fattibilità e richiede passaggi di partecipazione che risultano già normati all'interno del Codice degli appalti.
I progressisti hanno richiamato quanto accaduto nel corso della passata legislatura regionale. Tra il 2019 e il 2024 sono state vagliate due distinte proposte di finanza di progetto: la prima è stata dichiarata non fattibile nell'agosto 2023, mentre la seconda è stata definitivamente bocciata nel settembre 2024 dall'organismo interdirezionale di valutazione designato dalla medesima amministrazione. Le relazioni tecniche avevano evidenziato profonde criticità: un livello progettuale ritenuto inadeguato, uno sbilanciamento del rischio d'impresa interamente a carico della sfera pubblica, tempistiche non realistiche e la complessa gestione di un cantiere adiacente a un presidio ospedaliero destinato a rimanere in funzione. A ciò si aggiungeva l'assenza nel piano di dotazioni essenziali come arredi, apparecchiature sanitarie e sistemi logistici, con il rischio di vincolare l'Azienda ospedaliera al pagamento di canoni decennali milionari.
“L’atto votato da centrodestra e Alternativa Popolare non aggiunge e non anticipa di un giorno il cantiere e non presenta alcuna soluzione alternativa. Chi ha lasciato due project financing bocciati e chi non ha consegnato il progetto promesso non può impartire lezioni alla città”, hanno dichiarato i rappresentanti del Patto Avanti Terni.
Nel dibattito politico si inserisce anche la figura del sindaco Stefano Bandecchi. Il Patto Avanti ne ha censurato le modalità di azione, ricordando l'episodio del 5 febbraio 2026, quando il primo cittadino si presentò presso l'Assemblea legislativa a Perugia sollecitando il trasferimento al Comune dei circa 180 milioni di euro derivanti dalla manovra fiscale regionale, con la promessa di edificare il nuovo nosocomio nell'arco di un quadriennio.
In quel medesimo contesto, alla richiesta avanzata dalla presidente della Regione Stefania Proietti di redigere un DOCFAP incentrato sul sito di Colle Obito, il sindaco garantì che il documento sarebbe stato redatto entro un mese. Di quel piano alternativo, tuttavia, non è mai stata presentata né pubblicata alcuna stesura. Il fronte progressista accusa Stefano Bandecchi di aver esasperato i toni istituzionali arrivando a definire la presidente regionale una “bugiarda seriale” nel corso delle sedute cittadine, anziché produrre elaborati tecnici.
Sul piano formale, la trattazione dell'opera conta oggi su un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali che ha preso in esame otto opzioni territoriali, valutate secondo parametri di funzionalità sanitaria, sostenibilità economica, impatto urbanistico e geologico. Dalla graduatoria tecnica, la localizzazione di Sabbione è risultata al primo posto, seguita dall'area di Campitello e dalla soluzione integrata di Colle Obito. La decisione sull'ubicazione definitiva rimarrà comunque vincolata agli esiti del percorso di dibattito pubblico previsto dalla legge.
“Non accetteremo che il nuovo ospedale venga sequestrato da un’alleanza tra centrodestra e Alternativa Popolare che tenta di cancellare le proprie responsabilità. Il percorso va controllato, migliorato e accelerato, non sabotato da chi ha già fatto perdere alla città cinque anni”, ribadisce la nota del Patto Avanti Terni.
Sull'effettivo valore giuridico ed esecutivo dei recenti atti della Giunta regionale è intervenuto l'ingegner Marco Iapadre, già assessore all'Urbanistica e alle manutenzioni del Comune di Terni, il quale ha analizzato il testo del provvedimento e i relativi allegati.
L'esame della documentazione evidenzia come la delibera non costituisca un'approvazione del DOCFAP, bensì un'adozione preliminare. L'attivazione del dibattito pubblico e l'individuazione della soluzione finale vengono demandate a successivi provvedimenti. L'aspetto cruciale rilevato da Marco Iapadre risiede nell'assenza di indicazioni sul modello di realizzazione e sul quadro economico-finanziario, lasciando indefinito l'impianto di copertura delle risorse necessarie alla costruzione.
"Studiare le alternative è indispensabile - afferma Iapadre - realizzare un ospedale è un'altra cosa. Per questo, leggendo le carte, ciò che nella comunicazione politica viene presentato come un punto di svolta appare ancora soltanto un punto di partenza. E questa non è un'opinione politica: è ciò che emerge nero su bianco dalla delibera. Non entro volutamente nel merito della nuova localizzazione, del futuro dell'attuale struttura o del nodo relativo all'ospedale di Narni-Amelia (la cui realizzazione incide direttamente sul dimensionamento stesso del nosocomio di Terni), questioni già giustamente sollevate da altri in questi giorni".
L'analisi dell'ex assessore sottolinea lo scarto esistente tra i messaggi diffusi dagli organi di comunicazione e i contenuti dei testi amministrativi: ciò che viene descritto come un traguardo appare, alla prova delle carte, come la fase iniziale di un iter complesso, nel quale rimangono aperte anche le questioni relative al ridimensionamento dell'ospedale di Narni-Amelia e alla destinazione d'uso della struttura attuale.
“Quando un'opera viene definita prioritaria, dopo quasi due anni ci si aspetta che gli atti individuino il percorso definitivo e le risorse per finanziarla. Qui, invece, le scelte fondamentali vengono ancora una volta posticipate. I cittadini di Terni non hanno bisogno di illusioni: meritano chiarezza, tempi certi e impegni concreti”, conclude Marco Iapadre.