La sanità continua a essere un campo di confronto politico ad alta tensione e il nuovo ospedale di Terni si conferma uno dei dossier più sensibili nei rapporti tra Palazzo Donini e la seconda città dell’Umbria. La politica regionale si divide nettamente in due fronti contrapposti. Da un lato centrodestra e Alternativa Popolare, che accusano la Giunta regionale di rallentare le decisioni su tempi, risorse e localizzazione dell’opera. Dall’altro il Patto Avanti, che a Terni trova la sua rappresentanza in Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, deciso a difendere il percorso avviato dalla Regione e la linea della presidente Stefania Proietti.
Una frattura che va oltre il singolo intervento infrastrutturale e assume un valore politico più ampio, perché intreccia il tema della sanità con quello del metodo decisionale e del rapporto tra Regione e territori. Il nuovo ospedale resta così non solo una priorità sanitaria, ma anche uno snodo strategico per gli equilibri istituzionali.
A fare quadrato sulla Regione sono i capigruppo comunali ternani del Patto Avanti, Claudio Fiorelli, capogruppo Movimento 5 Stelle, e Pierluigi Spinelli, capogruppo Partito Democratico, che rivendicano l’esito positivo dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi con la terza commissione regionale, riunita a Terni presso la sede dell’Arpa.
“Siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro di ieri che ha visto la terza commissione regionale riunirsi presso la sede dell’Arpa a Terni. Questo momento di confronto con i capigruppo del consiglio comunale rappresenta un passo avanti importante per il futuro della sanità locale”, sottolineano Fiorelli e Spinelli, respingendo l’idea di una Regione immobile o attendista.
Per i due esponenti del centrosinistra, il cuore della partita non è la velocità delle decisioni, ma la loro qualità. “Crediamo che la Regione Umbria stia lavorando nel verso giusto. Lo dimostra il percorso scelto che è partito con lo studio accurato delle aree idonee e sta proseguendo ora con una fase fondamentale di approfondimento e ascolto”, spiegano.
Nel ragionamento del Patto Avanti, il nuovo ospedale di Terni non può essere letto come un intervento isolato o meramente locale. Al contrario, rappresenta un tassello centrale dell’architettura sanitaria regionale. Una visione che chiama in causa direttamente il ruolo della presidente Stefania Proietti e quello della terza commissione consiliare, guidata dal presidente Luca Simonetti.
“In questo contesto è prezioso il lavoro, oltre a quello della presidente Proietti, che il presidente della terza commissione Luca Simonetti sta portando avanti nel dialogo costante”, osservano Fiorelli e Spinelli, rivendicando un metodo basato sulla partecipazione e sul confronto istituzionale. “Si tratta di un approccio che permette di analizzare ogni aspetto tecnico e sociale prima di prendere decisioni definitive”.
Una linea che il centrosinistra considera imprescindibile, anche alla luce del peso che Terni esercita su un bacino di utenza ben più ampio dei confini comunali. “Dobbiamo ricordare che il nuovo ospedale di Terni non è solo una necessità per la nostra città, ma rappresenta un pilastro fondamentale per tutto il sistema sanitario pubblico regionale”, ribadiscono.

La prospettiva si allarga così ai territori limitrofi, in particolare al versante laziale. “Il nostro ospedale è da sempre un punto di riferimento attrattivo per l’area del laziale, a partire da Rieti e dai comuni limitrofi. Grazie alla facilità di collegamento e alla vicinanza geografica, investire sulla qualità del nosocomio ternano significa potenziare un presidio che serve un bacino di utenza vastissimo”, sottolineano i capigruppo comunali.
Nel finale, il messaggio politico è chiaro e diretto. “La realizzazione di una struttura moderna e funzionale serve a garantire il diritto alla cura per tutti i cittadini umbri e a far tornare il presidio ternano un’eccellenza del Centro Italia”, concludono Spinelli e Fiorelli. Un’affermazione che, al di là delle polemiche, rimette al centro una certezza: sul nuovo ospedale di Terni si gioca una partita che intreccia sanità, territorio e futuro politico della Regione.