04 Aug, 2026 - 15:15

Nuovo Ospedale di Terni, lo strappo di Latini apre la partita nel centrodestra: tutte le posizioni in campo

Nuovo Ospedale di Terni, lo strappo di Latini apre la partita nel centrodestra: tutte le posizioni in campo

Nel dibattito sulla costruzione del nuovo ospedale di Terni si registra una svolta politica di prim'ordine. Leonardo Latini, ex sindaco della città e oggi referente di Fratelli d’Italia, rompe gli indugi e sposta l'asse della discussione, ammettendo che l’ipotesi di un restyling sul sito di Colle Obito non è più praticabile e che Terni deve guardare ad altre soluzioni. Se la Giunta regionale ha indicato Sabbione tramite il Docfap, Latini lancia la controproposta dell'area di Campitello.

Attorno a questa presa di posizione si accende un confronto corale: Umbria Civica sollecita decisioni immediate sollevando interrogativi sulle risorse e sul destino del presidio di Narni-Amelia, mentre Forza Italia chiede indennizzi fiscali per i quartieri più impattati. Sul fronte del centrosinistra, il Partito Democratico con Cristian Betti e i Giovani Democratici difendono la solidità tecnica del percorso pubblico da 550 milioni di euro, affiancati da Sinistra Italiana, che attacca le vecchie ipotesi di finanza di progetto. Contestualmente, la Lega e il Comune di Amelia tornano a rivendicare la piena complementarità e l'urgenza delle strutture sanitarie del territorio.

Lo strappo dell'ex sindaco Leonardo Latini: l'addio definitivo a Colle Obito e l'ipotesi Campitello

L'intervento firmato da Leonardo Latini, ex sindaco di Terni e oggi esponente di Fratelli d'Italia, segna un punto di svolta nel confronto sulle infrastrutture sanitarie cittadine. Latini riconosce il superamento del passato: “Riconosco con franchezza che in passato ho creduto molto nell'opzione Colle Obito, sostenendo con forza la strada del project financing per trovare una soluzione finanziaria solida. Quella strada non è networks and andata a buon fine e la realtà ora richiede maturità: dobbiamo guardare avanti, non indietro”. L'ex primo cittadino chiarisce come inserire una piastra tecnologica moderna a Colle Obito comporterebbe costi superiori ai 750 milioni di euro e un cantiere di oltre dieci anni in un sito operativo.

Al contempo, Latini giudica l'area di Sabbione una scelta penalizzante per l'immaginario collettivo e per l'impatto ambientale su una zona già carica di servitù, indicando una rotta alternativa: “Mi sono convinto che la scelta migliore sia quella di realizzare il nuovo ospedale a Campitello. Con un'estensione pianeggiante di quasi 17 ettari e un costo complessivo stimato attorno ai 550 milioni di euro, Campitello ci permetterebbe di applicare le migliori tecniche dell'ingegneria sanitaria contemporanea: con tempi di realizzazione certi previsti in 8 anni”. Nel disegno dell'ex sindaco, Colle Obito diventerebbe la cittadella della salute territorializzata per accentrare i servizi ASL e la riabilitazione.

Il centrodestra tra richiesta di fatti immediati, indennizzi ambientali e la difesa del polo Narni-Amelia

Di segno differente la posizione espressa da Umbria Civica Terni, che con il Segretario Marco Ravasio e il Direttivo Comunale denuncia il rischio di una discussione senza fine: “La Giunta regionale, invece di assumersi la responsabilità di una scelta chiara e definitiva, sembra scegliere ancora una volta la strada del rinvio, aprendo l'ennesimo dibattito infinito di cui Terni non ha bisogno”. Per la lista civica, qualora la scelta definitiva su Sabbione venisse confermata, occorrerebbe superare il progetto del nuovo ospedale di Narni-Amelia in favore di un’unica grande struttura, concentrando intanto le risorse immediate sul potenziamento dell'oncologia e delle liste d'attesa a Colle Obito.

Sul versante delle criticità urbanistiche si inserisce la proposta di Francesco Maria Ferranti, consigliere comunale di Forza Italia, incentrata sulla tutela dei residenti: “Ho proposto di prevedere indennizzi e ristori per i cittadini che risiedono in aree urbane con significativi elementi che arrecano disagi, mi riferisco in modo specifico proprio a Sabbione, a Prisciano ma anche a chi abita nei pressi della discarica di Valle. Ritengo sarebbe equo prevedere aliquote comunali calmierate”.

A difesa dell'ospedale di Narni-Amelia intervengono in maniera congiunta la Lega e l'amministrazione amerina. Gianni Daniele, consigliere comunale della Lega a Narni, contesta il depotenziamento del progetto: “Le realizzazioni dei due ospedali sono entrambi urgenti essendo tra loro complementari e non alternative: Terni per l’alta specialità, Narni-Amelia per la bassa e media complessità. Per Narni-Amelia esiste un progetto esecutivo, è stata da tempo individuata l’area e si è raggiunto uno stato di avanzamento mai toccato prima”. Gli fa eco Avio Proietti Scorsoni, sindaco di Amelia: “I due presidi non vanno pensati come alternativi, ma come strutture complementari e integrate. Dopo anni di attese, con risorse già stanziate, un sito definito e oltre 6 milioni di euro già spesi, è indispensabile procedere con rapidità”.

Il centrosinistra difende il Docfap e la scelta di Sabbione: investimento pubblico da 550 milioni e stop alle privatizzazioni

A sostegno del percorso intrapreso dalla Giunta regionale guidata dalla Presidente Stefania Proietti interviene Cristian Betti, capogruppo del Partito Democratico nell'Assemblea Legislativa dell'Umbria: “La presentazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per il nuovo ospedale 'Santa Maria' di Terni fissa un point fermo. Con l'azione promossa dalla Giunta siamo finalmente passati ad una fase nuova; un piano d'azione trasparente, solido e vincolante”. Betti ricorda che l'individuazione di Sabbione nasce da un'analisi comparativa su otto opzioni per realizzare un presidio Dea di II livello da 600 posti letto con 550 milioni di euro di investimento complessivo.

Sulla stessa linea si attestano i Giovani Democratici di Terni, che rispediscono al mittente le critiche sollevate dalle opposizioni e dal sindaco Stefano Bandecchi, ricordando che la valutazione poggia su una matrice analitica multifattoriale e che da settembre prenderà il via una fase partecipativa di quattro mesi prevista dal Codice dei contratti pubblici: “Invitiamo le forze politiche locali di destra e Dimensione Bandecchi ad evitare la solita demagogia populista e campanilista indirizzando il dibattito pubblico alla partecipazione e alla condivisione”.

A chiudere il quadro politico è la nota di Sinistra Italiana Terni, che contesta la passata gestione del dossier basata sul project financing sostenuto dal sindaco Stefano Bandecchi e dall'ex assessore regionale Enrico Melasecche: “Per anni hanno provato a convincere Terni che la finanza di progetto fosse l’unica strada. Quella proposta prevedeva canoni pubblici superiori ai 27 milioni all’anno e un costo complessivo stimato in 2,3 miliardi di euro. Con l’approvazione del Docfap esiste finalmente un percorso pubblico, trasparente e orientato al diritto alla salute della collettività”.

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Federico Zacaglioni
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