Sono stati i numeri, prima ancora delle mappe, a catalizzare l’attenzione della Terza commissione regionale durante l’audizione dedicata allo studio di fattibilità del nuovo ospedale di Terni, elaborato da Binini Partners. La seduta, richiesta dalla consigliera Eleonora Pace (FdI), ha offerto una panoramica puntuale su costi e tempi delle cinque ipotesi localizzative, con un investimento che oscilla dai 500 ai 770 milioni di euro e una durata stimata tra i 7 e i 9 anni a seconda dell’area individuata. Un confronto che, come ha sottolineato il presidente della commissione Luca Simonetti, rappresenta solo il primo passo di un percorso di approfondimenti tecnici e territoriali destinati a proseguire anche a Terni.

La terza commissione consiliare dell’Umbria ha messo i numeri al centro del tavolo. Quelli, ingombranti e necessari, che disegnano la cornice di una delle opere pubbliche più attese nel cuore verde d’Italia: il nuovo ospedale di Terni. Davanti ai commissari, alla presidente della Giunta Stefania Proietti, all’assessore Francesco De Rebotti e ai vertici sanitari (la direttrice Daniela Donetti), gli ingegneri dello studio Binini Partners hanno snocciolato dati, proiezioni, criticità e opportunità dello “Studio per le Aree idonee alla localizzazione”, consegnando alla politica un ventaglio di scelte destinate a segnare il futuro della sanità ternana e regionale.

Lo studio non lascia spazio a dubbi sull’urgenza di un cambio di passo. L’attuale struttura, seppur con i suoi 600 posti letto accreditati e 14 sale operatorie distribuite su 80mila metri quadri, mostra i segni del tempo e un’organizzazione superata. Spogliatoi centralizzati che non garantiscono standard moderni di sicurezza e igiene, l’assenza di un collegamento diretto con la camera mortuaria, depositi insufficienti e spazi che non rispettano gli standard minimi di superficie per posto letto: è questa la fotografia che impone una riflessione profonda. La risposta progettuale ipotizza una struttura completamente nuova, da 600 posti letto, sviluppata su una superficie tra i 110mila e i 120mila metri quadri, corredata da almeno 1.200 posti auto dedicati a pubblico, dipendenti e mezzi di soccorso.
È qui che il dibattito si fa tecnico e, inevitabilmente, politico. Le ipotesi di localizzazione sono cinque, ciascuna con caratteristiche geografiche, urbanistiche e costruttive profondamente diverse. La variabile costo è la prima a saltare agli occhi: si parte da un investimento base di circa 500 milioni di euro (inclusi arredi e tecnologie) per le aree di “Campitello” e “Maratta”, che per la loro conformazione pianeggiante permetterebbero uno sviluppo orizzontale dell’edificio e tempi di realizzazione stimati in 7 anni.
La stima sale, e non di poco, per le aree che presentano maggiori complessità. “Gabelletta”, nonostante l’ampia superficie, ha un forte dislivello che impone un ospedale verticale: il costo previsto è di 630 milioni. Ancora più impegnative le ipotesi “Stazione” (715 milioni, 8 anni) e soprattutto “Colle Obito” (770 milioni, 9 anni), quest’ultima considerata la più articolata per la necessità di inserirsi in un tessuto urbano già consolidato, dialogare con il polo universitario e sanitario esistente, e gestire condizioni geomorfologiche non semplici. “Quella di oggi è solo la prima di una serie di incontri e approfondimenti, che verranno svolti anche a Terni, per condividere le ipotesi progettuali e raccogliere le indicazioni di cittadini, amministratori e portatori di interessi”, ha tenuto a precisare il presidente della commissione Luca Simonetti, stemperando qualsiasi tentazione di fretta.

L’audizione, fortemente voluta dalla consigliera Eleonora Pace, ha quindi assolto al compito di portare la discussione su un piano concreto. “Era necessario verificare aspetti rilevanti sulla nuova struttura, valutando approfonditamente costi e tempistiche per la sua realizzazione”, ha ricordato la esponente di Fratelli d’Italia. Ora il dossier è ufficialmente aperto. Dopo i numeri, toccherà alle mappe, al territorio, alle comunità. Il cronoprogramma indica un percorso di almeno sette anni, a partire dalla fase cruciale della programmazione e della ricerca dei finanziamenti, passando per l’acquisizione delle aree, la progettazione esecutiva, le autorizzazioni e le gare. Un cammino lungo, il cui primo passo è stato compiuto in una sala consiliare, tra cifre, percentuali e la consapevolezza che la partita per il nuovo ospedale di Terni è appena cominciata.