Non sono passate ventiquattro ore dal faccia a faccia di Perugia e già il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha rimesso in moto la macchina. L’esito interlocutorio del secondo incontro sull’Accordo di programma per il nuovo ospedale non ha frenato il primo cittadino, che al contrario ha deciso di rilanciare senza attendere: da Palazzo Spada partirà questa mattina una nuova pec per convocare il terzo tavolo, con l’indicazione dell’11 giugno come data per tornare a discutere. Un annuncio accompagnato da una foto del sindaco con il calendario in mano, e da un messaggio che suona come un avvertimento diretto alla Regione: Terni non può più stare a guardare.
La mossa arriva all’indomani di una riunione chiusa senza passi avanti decisivi e con distanze ancora molto marcate, soprattutto sul cronoprogramma. Mentre la Regione dell’Umbria ha prospettato una finestra per la firma compresa tra luglio 2026 e marzo 2028, il Comune spinge per chiudere immediatamente, richiamando l’urgenza di un’opera non più rinviabile. Bandecchi ha affidato la propria linea a un comunicato stampa, dettato personalmente agli addetti alla comunicazione dopo aver scattato una foto col calendario nel suo ufficio di Palazzo Spada, in cui ribadisce che l’Accordo di programma è lo strumento giusto, ma a patto che non diventi una scatola vuota.
Nel testo diffuso da Palazzo Spada, il sindaco non nasconde la propria insoddisfazione per la forbice temporale indicata dalla controparte. "La Regione dell’Umbria oggi ci ha fatto capire che loro lo vorrebbero firmare tra il luglio 2026 e il marzo 2028, un lasso di tempo che appare un po’ troppo indeterminato, noi diciamo che va fatto subito perché la città non può aspettare e perché non può passare altro tempo di fronte a un’emergenza strutturale che i cittadini di tutta la provincia di Terni ogni giorno constatano sulla loro pelle" ha dichiarato Bandecchi.
La scelta di fissare già l’11 giugno come nuova data per il confronto è il segnale più concreto di una strategia che punta a mettere pressione alla Regione senza chiudere la porta al dialogo. Il sindaco precisa infatti che "siamo prontissimi per la terza riunione" e che se la presidente vorrà derogare di qualche ora, "non ci metteremo con l’orologio in mano". La disponibilità a incontrarsi è totale: "Siamo disponibilissimi ad andare a Perugia, ma se la presidente vuole venire a Terni per noi è un piacere accoglierla". Parole che provano a mantenere aperti tutti i canali, mentre la frizione sulle scadenze resta il vero nodo da sciogliere.
Nel braccio di ferro sulle tempistiche, Bandecchi chiama in causa anche la natura giuridica dell’Accordo di programma, rifacendosi all’articolo 34 del Tuel, il Testo unico degli enti locali. "L’accordo di programma serve a raccogliere l’apporto di tutti i soggetti coinvolti, un apporto funzionale e non certo gerarchico. L’articolo 34 del Tuel è chiarissimo ed è stato ideato dal legislatore proprio per promuovere concertazione, collaborazione e rapidità" afferma il primo cittadino. È un passaggio chiave, con cui Palazzo Spada intende rivendicare la propria autonomia e impedire che l’iter venga calato dall’alto.
Sullo sfondo resta l’offerta avanzata dal Comune di Terni di ricoprire il ruolo di stazione appaltante, sulla scorta di quanto già fatto in passato da altre amministrazioni: "Siamo disponibili a essere stazione appaltante, ruolo che è stato ricoperto in casi analoghi da altri comuni, come quello di Andria". Un’opzione che, nelle intenzioni di Terni, servirebbe a snellire le procedure e a garantire che l’opera non venga ulteriormente dilazionata.
Il sindaco chiude il comunicato con un avvertimento che è anche una premessa di metodo: "Nulla può essere imposto a Terni senza sentire la voce della città e non si può utilizzare la contrapposizione per rinviare l’opera alle calende greche". Sulla validità dell’Accordo di programma, incassa una risposta positiva dalla Regione e si dice soddisfatto che sia stata accolta una proposta del Comune. Ma il passaggio cruciale resta quello delle tempistiche, e su questo la linea è netta: "Noi che rappresentiamo i cittadini ternani abbiamo grande interesse perché si metta quanto prima a punto lo strumento per la realizzazione dell’ospedale. Su questo, come su tutti gli altri punti, ci faremo sentire".
La terza riunione dell’11 giugno è già cerchiata in rosso sul calendario di Palazzo Spada. Da qui a quella data, assicura Bandecchi, "siamo disponibili a dialogare, a misurarci con tutti, per arrivare all’appuntamento già pronti e fattivi". L’impressione è che Terni abbia scelto la strada dell’accelerazione continua, e che l’incontro di metà mese segnerà il primo vero banco di prova dell’interlocuzione con la Regione dopo lo stallo di Perugia.