Stefano Bandecchi, presidente della Provincia e sindaco di Terni, ha scritto ai Ministri Orazio Schillaci (Salute), Giancarlo Giorgetti (Economia) e Matteo Salvini (Infrastrutture), oltre che ai presidenti delle Commissioni parlamentari competenti, quello della Commissione affari sociali e sanità del Senato, l'umbro Francesco Zaffini, e quello della Commissione sanità della Camera, Ugo Cappellacci. Nella lettera, il primo cittadino, chiede un incontro urgente e lo stanziamento di almeno 200 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale ternano.
“Si tratta di un’opera che conta più di 70 anni di ritardo e un immobilismo politico perpetrato da decenni - scrive Bandecchi nella sua missiva, inviata all'indomani del summit con la presidente della Regione Proietti e la direttrice di Welfare e Sanità regionali Donetti -. Oggi occorrono 200 milioni di euro per la realizzazione della struttura, una somma che dovrà trovare copertura a livello nazionale, grazie al Vostro intervento e alla Vostra attenzione”.
La cifra messa nero su bianco dal presidente della Provincia e sindaco di Terni non è casuale. Si tratta, infatti, del fabbisogno stimato per l’ipotesi progettuale più rapida e meno complessa sul versante infrastrutturale. Quella, cioè, della realizzazione a Colle Obito, accanto all'attuale struttura da sottoporre a rigenerazione e ottimizzazione, di un nuovo presidio sanitario. Un'operazione che andrebbe condotta riprendendo e migliorando il progetto alla base del project financing avviato in passato con ABP Nocivelli e SALC e poi naufragato. Bandecchi non lo afferma apertamente, ma la richiesta di fondi fa dedurre che sia questa l’opzione da lui sostenuta.
Un'ipoteca politica sul progetto e sulla localizzazione o una svolta concordata con la Regione? Di certo gli approfondimenti dei dettagli tecnici su cui gli uffici della Regione stanno già lavorando da tempo, come specificato ieri nella nota diffusa da Palazzo Donini, sono stati rinviati a un prossimo incontro entro il mese di settembre.
L'accelerazione imposta dal presidente della Provincia di Terni alla complessa operazione del nuovo ospedale ternano mette di fronte, però, a uno scenario da decifrare. Il comunicato diffuso ieri dalla Regione, infatti, spiegava che Bandecchi e Proietti "hanno concordato con convinzione che Terni necessita di un nuovo ospedale e che si dovrà realizzare interamente con risorse pubbliche".
Contestualmente, la nota rinviava ogni determinazione sul progetto e sulla localizzazione alla ricerca di una quadra politica condivisa in terza commissione dell'Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni. Una sede nella quale da mesi si cerca una mediazione, che però non ha ancora partorito l'auspicato "ordine del giorno unitario".
Il confronto resta aperto tra due scenari alternativi:
Colle Obito - Rigenerazione e potenziamento dell’attuale ospedale, con un costo di circa 200 milioni di euro (più il progetto da remunerare). Una cifra contenuta, che renderebbe il progetto più rapidamente cantierabile.
Maratta - Realizzazione di un nuovo polo sanitario a sud-ovest di Terni, a ridosso dell’attuale area industriale e nodo strategico di traffici e infrastrutture. Qui la spesa stimata è di 500 milioni di euro, con tempi medio-lunghi e la prospettiva di un ospedale di eccellenza interregionale.
La proposta di Maratta, sostenuta soprattutto dal Partito Democratico (ma non da tutto il centrosinistra), è stata ribadita nell’incontro pubblico al Parco di Cardeto di qualche settimana fa. Quando la presidente Stefania Proietti e altri esponenti dell’amministrazione regionale hanno parlato apertamente di un fabbisogno di 500 milioni e di almeno cinque anni di lavoro per approntare progetti e finanziamenti.
Un aspetto cruciale è che la Regione Umbria è l’ente delegato alla gestione della Sanità. Ma Bandecchi, nella sua lettera, punta a giocare un ruolo rilevante anche i questo campo. "Oggi - scrive, infatti, il Presidente della Provincia di Terni - non consideriamo più validi gli accordi siglati dalla precedente giunta regionale, servono 200 milioni, utilizzando l’art. 20 della Legge 67/88".
Insomma, in nome di quel "rapporto collaborativo tra Regione e Provincia finalizzato ad iniziare la ricerca dei fondi necessari" citato ieri nella nota di Palazzo Bazzani, Bandecchi parte in quarta per trattare direttamente con il Governo. Anche se la sede naturale delle interlocuzioni sarebbe la Conferenza Stato-Regioni, dove si stabiliscono i finanziamenti per il settore sanitario.