02 Feb, 2026 - 19:30

Nuovo ospedale di Terni, alta tensione tra maggioranza e opposizione dopo l’audizione dei capigruppo comunali

Nuovo ospedale di Terni, alta tensione tra maggioranza e opposizione dopo l’audizione dei capigruppo comunali

Il confronto si accende, i toni si irrigidiscono e il tema resta quello che da oltre quindici anni pesa sul futuro sanitario di Terni. In Terza commissione consiliare dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, riunita negli uffici dell’Arpa e trasmessa in diretta su YouTube, il nuovo ospedale cittadino torna al centro di un’audizione che mette in fila posizioni politiche, responsabilità istituzionali e nodi ancora irrisolti. Al tavolo siedono i capigruppo del Consiglio comunale di Terni, insieme alla presidente della Regione Stefania Proietti, all’assessore Francesco De Rebotti e al direttore dell’Azienda ospedaliera Andrea Casciari.

Da un lato la maggioranza regionale, che rivendica metodo e partecipazione. Dall’altro le opposizioni, che parlano apertamente di “farsa” e accusano la giunta di centrosinistra di rinviare scelte e investimenti. Sullo sfondo resta la domanda che la città continua a porsi: dove e come costruire il nuovo ospedale, garantendo continuità dei servizi e mantenendo il Dea di II livello.

Trasparenza e percorso partecipato: la linea della maggioranza regionale

A difendere l’impianto dell’audizione è il presidente della Terza commissione Luca Simonetti (M5S), che rivendica un passaggio istituzionale definito e pubblico. “Oggi a Terni presso gli uffici dell’Arpa si è compiuto un altro passo avanti per la realizzazione del nuovo ospedale”, afferma Simonetti, sottolineando la scelta della diretta streaming come segnale politico preciso. “Questo gesto conferma la volontà di portare avanti un progetto basato sulla trasparenza e sulla vicinanza alle persone”.

Il presidente della Commissione chiarisce che l’audizione non rappresenta un punto di arrivo. “Il percorso di ascolto proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo sindacati, comitati cittadini, Ordine dei Medici e tutte le realtà che vorranno dare un contributo serio”, spiega, richiamando un metodo che punta a costruire consenso prima delle decisioni.

Nel merito, Simonetti lega il futuro del nuovo ospedale a una visione di sistema. “L’obiettivo della maggioranza è rafforzare l’intero sistema sanitario umbro partendo da Terni”, afferma, ricordando l’integrazione con l’ospedale Narni-Amelia e la necessità di una rete pubblica regionale fondata su investimenti e programmazione condivisa. Il messaggio è chiaro: la scelta non è solo urbanistica, ma strategica.

Fratelli d'Italia all’attacco: “Una grande farsa a danno dei cittadini”

La replica delle opposizioni arriva compatta e con toni duri. I gruppi di Fratelli d’Italia in Regione e Comune parlano senza mezzi termini di confusione e rinvii. “Ancora una volta la giunta regionale di centrosinistra dimostra di non avere un programma certo per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni”, dichiarano, accusando la presidente Proietti di prendere tempo e rimandare le scelte al Piano socio-sanitario.

Secondo FdI, anche le scadenze temporali annunciate restano vaghe e contraddittorie. “Questa audizione conferma quanto tutto questo sia solo una grande farsa, a discapito dei cittadini umbri”, affermano la capogruppo regionale Eleonora Pace, il consigliere regionale Matteo Giambartolomei e il capogruppo comunale Roberto Pastura, che pure rivendicano apertura al confronto istituzionale.

Pastura entra nel merito tecnico, sottolineando come lo studio sulle aree idonee abbia “diviso la città e lasciato molti punti interrogativi”. Per FdI, il nuovo ospedale deve restare un Dea di secondo livello, con struttura modulare e flessibile, risorse regionali dedicate e una sequenza logica nelle scelte: prima il progetto sanitario, poi il sito.

Il confronto tra i capigruppo: risorse, ruolo regionale e futuro di Colle Obito

Nel dibattito trovano spazio anche le posizioni degli altri gruppi consiliari. Vladimiro Orsini (Lista Masselli Sindaco) ricorda che “è almeno dal 2009 che si parla della realizzazione del nuovo ospedale” e chiede un percorso concreto, con un chiaro riconoscimento del ruolo della sanità ternana in ambito regionale e una definizione trasparente dei fondi disponibili.

Per il capogruppo Pd Pierluigi Spinelli, il tema delle risorse resta centrale. “Terni deve ricevere le stesse attenzioni e le stesse risorse delle altre città”, afferma, invitando a evitare divisioni e a lavorare sulle cinque ipotesi già contenute nel documento, senza dimenticare il futuro utilizzo dell’area di Colle Obito.

Massimo Francucci (Alternativa Popolare) insiste sul diritto dei ternani a una struttura moderna, denunciando lo squilibrio con Perugia e le criticità del vecchio ospedale. Chiede tempi certi, fondi pubblici e chiarimenti sull’esclusione dei tecnici comunali dal percorso.

Per Francesco Maria Ferranti (Forza Italia), il Comune di Terni deve essere il primo interlocutore della Regione. “L’ospedale oggi funziona ed ospita professionisti di valore”, ricorda, sottolineando la mobilità attiva già generata e la necessità di basi concrete per una struttura adeguata alla seconda città dell’Umbria.

Dal Gruppo Misto, Roberta Trippini richiama il valore del patrimonio umano dell’ospedale Santa Maria, mentre Orlando Masselli segnala l’occasione persa nella scorsa legislatura e propone di riaprire il tema del project financing, pur con le cautele del caso.

Chiude il giro degli interventi il capogruppo M5S Claudio Fiorelli, che definisce il nuovo ospedale “un’opportunità unica” e invita a guardare alla qualità dell’opera prima ancora del sito, avvertendo però sui rischi di una sottostima dei costi e sulle criticità del project financing già emerse in altre regioni.

De Rebotti e Casciari: integrazione, sostenibilità e costi reali

Sul piano tecnico intervengono l’assessore regionale Francesco De Rebotti e il direttore Andrea Casciari. De Rebotti chiarisce che il presidio Narni-Amelia va letto come “primo stralcio dell’ospedale di Terni”, respingendo l’ipotesi del project financing bocciato perché finanziariamente non sostenibile. “I numeri indicati sono indicativi e dovranno essere approfonditi con i tecnici del Comune”, afferma, aprendo anche al tema della rigenerazione urbana di Colle Obito in caso di nuova localizzazione.

Casciari riporta il confronto sul terreno operativo. “Il vero costo dell’ospedale potrà essere verificato solo con il bando di gara”, spiega, ricordando che le stime comprendono strutture e arredi e che gli investimenti sul vecchio ospedale, come quelli per la sicurezza antincendio, restano indispensabili. “È la prima volta che l’ospedale di Terni ha la Scia antincendio”, sottolinea, rivendicando interventi non rinviabili.

Il quadro che emerge dall’audizione è quello di una partita ancora aperta, dove il metodo divide quanto il merito. La città osserva, mentre la politica promette decisioni. Il tempo, però, resta il vero convitato di pietra.

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Federico Zacaglioni
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