09 Apr, 2026 - 17:50

Nuovo ospedale Terni, l'accordo di programma si farà anche se è scontro Bandecchi-Proietti sulle competenze

Nuovo ospedale Terni, l'accordo di programma si farà anche se è scontro Bandecchi-Proietti sulle competenze

La macchina amministrativa per realizzare un Accordo di programma sul nuovo Santa Maria di Terni si è messa in moto, nonostante il fragore di uno scontro istituzionale che, almeno per ora, non accenna a placarsi. La conferenza propedeutica all'Accordo di programma, voluta e convocata unilateralmente dal sindaco Stefano Bandecchi, ha sancito un principio che travalica la rissa politica di giornata: l'intesa per il coordinamento politico delle procedure per il nuovo ospedale si farà. A prescindere da chi abbia la titolarità giuridica di convocare il tavolo, l'opera resta un obiettivo dichiarato e condiviso da entrambe le parti in causa.

Certo, la strada si annuncia in salita, con il Comune di Terni che rivendica il ruolo di stazione appaltante e la Regione Umbria che, attraverso la voce della presidente Stefania Proietti, ricorda gelidamente che la programmazione sanitaria non è materia da campanile ma una competenza esclusiva di Palazzo Donini. La tensione, palpabile già nelle ore precedenti, è esplosa in una mattinata di convocazioni incrociate e diffide. Tag24 Umbria aveva anticipato nei giorni scorsi – nel momento stesso in cui il sindaco convocava l'incontro – che la risposta della Regione sarebbe stata improntata a un formalismo glaciale, con la volontà di indicare una sede diversa e "propria" per il kick off meeting dell'operazione. E così è stato. Mentre il sindaco inaugurava i lavori nel suo ufficio di rappresentanza a Palazzo Spada, da Perugia arrivava una nota che smontava pezzo per pezzo l'impianto giuridico della convocazione, salvo poi tendere una mano per un nuovo appuntamento fissato al 5 maggio nell'Assessorato alla Sanità.

La linea di Bandecchi: la conferenza parte, il Comune vuole essere stazione appaltante

Palazzo Spada, il fronte ternano si è presentato compatto. Al tavolo, oltre al sindaco Stefano Bandecchi e all'assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi, sedevano i tecnici del Comune: il capo di gabinetto Aldo Bernocco, il direttore generale Claudio Carbone e il dirigente ai Lavori Pubblici Piero Giorgini. L'unico volto che mancava all'appello del fronte sanitario locale era quello della Usl Umbria 2, assente senza giustificazioni formali. A rompere l'isolamento ci ha pensato la presenza, per quanto “in punta di piedi”, del direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa MariaAndrea Casciari. Il manager, accompagnato dal direttore amministrativo Doriana Sarnari, dall'ingegnere civile Gianni Fabrizi e dal funzionario amministrativo Vanessa Petrongari, dopo una concitata consultazione telefonica con la governatrice, ha precisato di partecipare “soltanto in qualità di uditore”. Un distinguo che non ha scalfito la determinazione di Bandecchi nel considerare la presenza di Casciari come un implicito riconoscimento dell'importanza del momento.

Il sindaco ha impugnato il codice degli enti locali come fosse un'arma processuale, offrendo una lettura estensiva dell'articolo 34 del TUEL“L'art.34 è molto chiaro e prevede che il presidente della regione o il presidente della provincia o il sindaco possano promuovere la conclusione di un accordo di programma (commi 1,2,3)”, ha dichiarato Bandecchi“Noi non abbiamo convocato la conferenza dei servizi, questa dovrà convocarla semmai la presidente se lo riterrà opportuno. Noi abbiamo convocato la conferenza propedeutica all'accordo di programma ed è sbagliato affermare, come invece viene fatto nella lettera della presidente, che questo tipo di conferenza possa essere convocata solo dalla presidente della Regione”.

L'obiettivo strategico di Palazzo Spada è dichiarato senza mezzi termini: diventare stazione appaltante dell'opera. Una mossa che sposterebbe il baricentro decisionale e operativo lontano da Perugia, garantendo al Comune di Terni il controllo diretto sulla fase realizzativa. “L'accordo punterà a fare in modo che il Comune, diventando stazione appaltante, possa costruire il nuovo ospedale dopo aver scelto l'ubicazione”, ha spiegato il sindaco, aggiungendo un passaggio cruciale: “Noi abbiamo le qualifiche che l'azienda ospedaliera ternana non ha, quindi l'opportunità”.

L'affondo polemico sulla gestione dei fondi pubblici: "Spesi già 60 milioni sul vecchio ospedale"

Non sono mancati gli affondi polemici sulla gestione pregressa dei fondi pubblici. Il riferimento è ai 60 milioni di euro già spesi per interventi sul vecchio plesso del Santa Maria“Ad oggi sono stati spesi oltre 60 milioni sul vecchio ospedale e c'è ancora la parte principale della struttura che rimane fortemente deficitaria. Mi chiedo quale sia il senso”, ha attaccato Bandecchi“Siamo davanti al rischio concreto di creare un nuovo ospedale senza usare le strutture appena realizzate, costate 60 milioni. Sottolineo ancora una volta che non si sta facendo niente per realizzare il nuovo ospedale e che la supercazzola della società che si è occupata dello studio per la localizzazione è un niente cosmico, perché quello studio è fatto al di fuori delle procedure, anche se fatto con denaro pubblico”.

Il sindaco ha poi rivendicato la legittimità della propria iniziativa anche sul piano della competenza urbanistica. “È profondamente sbagliato sostenere, come ripetutamente affermato dalla presidente, che la competenza in merito alla localizzazione del nosocomio sia della regione che riconosce, nella nota inviataci, il ruolo necessario del comune per i profili urbanistici, edilizi e infrastrutturali”, ha dichiarato. “L'accordo assicurerà il coordinamento delle azioni per tutelare il diritto alla salute dei 245mila cittadini di questa provincia, che tra l'altro pagano una grande quantità di tasse, soldi che possono essere destinati all'ospedale”.

La replica di Palazzo Donini: “Solo la Regione attiva il percorso, appuntamento al 5 maggio”

Potrebbe essere un'immagine raffigurante ospedale

A poche centinaia di metri di distanza politica, la replica di Stefania Proietti è stata tagliente nella forma ma non chiusa nella sostanza. La presidente della Regione Umbria ha diffuso una nota ufficiale in cui precisa i fatti relativi alla riunione indetta unilateralmente dal sindaco per il 9 aprile, definendola una convocazione priva di fondamento giuridico.

“Come ricordato in una lettera indirizzata al sindaco Bandecchi, che la presidente ha fatto precedere da una telefonata, l'Accordo di Programma, secondo la legge, è lo strumento tipico di coordinamento tra amministrazioni per la realizzazione di opere di rilevante interesse pubblico e tra queste rientra la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero”, si legge nella nota. Ma il punto dirimente, sottolineato con forza dalla governatrice, è un altro: “La programmazione, localizzazione e realizzazione di strutture ospedaliere rientra nella competenza della Regione, quale funzione riconducibile alla programmazione sanitaria ai sensi dell'art. 117 della Costituzione e della normativa di settore, con conseguente titolarità regionale dell'iniziativa e della conduzione del relativo procedimento”.

La replica della Proietti: "Solo noi possiamo attivare il percorso per l'Accordo di programma"

Nella stessa lettera, la presidente riconosce che ogni Comune è interessato “dai profili urbanistici, edilizi e infrastrutturali connessi a un'opera pubblica”, ma ribadisce con chiarezza che “l'attivazione di ogni tavolo finalizzato a un Accordo di programma in questa materia rientra nella sfera di competenza dell'amministrazione regionale e delle aziende del servizio sanitario, cui unicamente compete la responsabilità della pianificazione e realizzazione dell'opera”. Di conseguenza, “la 'convocazione' della conferenza va oltre le competenze che spettano a un Comune e che soltanto la Regione per la programmazione di un ospedale può attivare un percorso che porta a un Accordo di programma”.

La nota di Palazzo Donini non si limita però a una mera contestazione giuridica. Contiene anche un'apertura concreta. “Nella stessa lettera la presidente ribadisce la volontà e la disponibilità a promuovere un incontro politico al fine di ragionare e approfondire il percorso che porta al nuovo ospedale di Terni, considerato obiettivo strategico condiviso dalla Regione Umbria e dal Comune di Terni”, si legge nel comunicato. L'appuntamento è già fissato: 5 maggio presso la sede dell'Assessorato alla Sanità, dove la presidente ha convocato il sindaco Bandecchi insieme alla Direzione Sanitaria e alla presenza dei responsabili e tecnici regionali della programmazione sanitaria.

Proprio in chiusura della sua nota, Stefania Proietti ha voluto mettere un punto fermo sulla riunione del 9 aprile“In base alle motivazioni, messe anche per iscritto, la presidente Proietti, stigmatizzando ogni altra affermazione che le viene inopinatamente attribuita da Bandecchi, fa notare che quella di oggi non può essere assolutamente considerata una prima riunione verso un Accordo di programma”.

Un obiettivo comune oltre lo scontro

Al di là delle schermaglie legali sulla titolarità della convocazione – con il Comune che invoca l'articolo 34 del Tuel e la Regione che si appella all'articolo 117 della Costituzione – il dato che emerge con chiarezza è che il nuovo Santa Maria resta un obiettivo dichiarato e condiviso. Lo scontro sulle competenze è destinato a proseguire, ma la conferenza di oggi, per quanto "zoppa" dal punto di vista della rappresentanza regionale, ha rotto gli indugi.

Ora la palla passa al tavolo del 5 maggio, dove si misurerà la reale distanza tra la determinazione del Campanile di Terni e le prerogative della programmazione sanitaria di Palazzo Donini. Una partita in cui la posta in gioco non è solo un ospedale, ma la tenuta dei rapporti di forza tra Enti in una fase politica già di per sé incandescente. Con qualcosa che ormai si avvicina ad essere una certezza: l'accordo di programma si farà. La forma, quella sì, è ancora tutta da scrivere.

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Federico Zacaglioni
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