26 Jun, 2026 - 15:00

Ospedale Narni-Amelia: scontro sulla rotonda da 8 milioni. Bandecchi attacca la Regione Umbria dopo la frenata Inail

Ospedale Narni-Amelia: scontro sulla rotonda da 8 milioni. Bandecchi attacca la Regione Umbria dopo la frenata Inail

Otto milioni di euro per una singola rotatoria. È questa la cifra che riaccende lo scontro istituzionale in Umbria e fa tremare l'intero iter per la costruzione del nuovo ospedale Narni-Amelia. Una spesa enorme, interamente destinata alla viabilità d'accesso, che ha spinto il sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, a sferrare un durissimo attacco frontale alla Regione Umbria. Per il primo cittadino, un'opera simile dimostra che la progettualità della struttura sanitaria “fa acqua da tutte le parti”. La polemica politica, tuttavia, si incrocia inevitabilmente con i severi rilievi tecnici dell'INAIL: l'istituto finanziatore teme concretamente di trovarsi di fronte a un ospedale ultimato, ma privo di collegamenti stradali certi, congelando l'avanzamento dei fondi.

L'affondo di Bandecchi sui costi della viabilità e l'accusa alla Regione Umbria per la scelta della localizzazione

La missiva formale inviata da Stefano Bandecchi a Palazzo Donini squarcia il velo sulle critiche legate al presunto peccato originale dell'opera: la sua collocazione geografica. Secondo il presidente della Provincia, spendere otto milioni di euro solo per lo snodo stradale conferma l'errore di fondo di un presidio pensato come sussidiario rispetto all'azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Un disegno strategico che, nella visione del sindaco, finisce per impoverire la stessa sanità del capoluogo, la quale “perde ogni giorno pezzi anche nella sua progettualità”. Da qui il perentorio invito ai vertici regionali ad “uscire da questa nebbia che avvolge le menti pensanti verso la sanità e a tornare ad un vero e proprio equilibrio istituzionale uscendo dalla logica della poltrona e del voto”.

Il paradosso dei due appalti separati e i timori dell'Inail su un ospedale ultimato ma privo di vie di collegamento

Al di là della durezza dello scontro politico, le preoccupazioni dell'INAIL poggiano su un evidente paradosso tecnico emerso nei documenti di validazione dell'opera. Il progetto complessivo, che presenta un quadro economico da 84,5 milioni di euro, originariamente includeva la viabilità pubblica regionale d'accesso. Quello che doveva essere un elemento integrato si è però trasformato in un complesso tema irrisolto sotto il profilo tecnico, formale, finanziario e amministrativo, rendendo necessari espropri non preventivato. Per evitare il blocco totale dell'edificio principale, si è giunti a una soluzione drastica: escludere la rotatoria e la strada dall'appalto primario dell'ospedale, rinviandole a una procedura separata finanziata con i fondi FSC 2021-2027, con la Provincia di Terni indicata come soggetto attuatore.

Questa netta separazione dei bandi rappresenta la vera vulnerabilità strutturale che ha spinto l'ente previdenziale a frenare. L'INAIL, impegnato in un investimento immobiliare configurato come iniziativa di elevata utilità sociale, richiede la certezza assoluta della sostenibilità e dell'immediata funzionalità del bene. Il rischio esiziale è quello di finanziare un'opera terminata nei tempi ma materialmente inaccessibile ai pazienti. Sebbene il coordinamento dei due cantieri paralleli spetti formalmente alla stazione appaltante, ovvero l'Usl Umbria 2, secondo la norma UNI 21500:2021, l'assenza di una garanzia di conclusione simultanea tra la struttura e le sue vie d'accesso costituisce per l'istituto un'incognita finanziaria giudicata inaccettabile.

Il rapporto di validazione PCQ tra riserve idrauliche e le incognite economiche sulla copertura degli imprevisti

A rendere ancora più fitto il dossier sul tavolo dei tecnici ministeriali e dell'istituto finanziatore sono i dettagli emersi dall'istruttoria condotta dall'organismo di controllo PCQ s.r.l.. Il progetto esecutivo dell'infrastruttura sanitaria ha ottenuto il giudizio finale di conformità, ma si tratta di un via libera tutt'altro che incondizionato. Il rapporto ispettivo reca infatti numerose osservazioni non bloccanti, nodi irrisolti che i progettisti non hanno sanato e che graveranno interamente sulla Usl Umbria 2 durante le delicate fasi di gara d'appalto e di esecuzione dei lavori. Si tratta di rilievi sensibili riguardanti le pendenze di alcune reti idrauliche, il dimensionamento dei pluviali e le interferenze irrisolte tra l'acquedotto e le reti fognarie.

L'altro grande elemento di frizione finanziaria riguarda la tenuta del quadro economico rispetto al nuovo Codice degli Appalti. La normativa vigente impone una quota di accantonamento per gli imprevisti pari ad almeno il 5% del valore dell'opera. Nel bilancio del nuovo ospedale Narni-Amelia, tuttavia, questa voce è inferiore alla soglia legale per carenza di fondi disponibili. Nonostante il Responsabile Unico del Procedimento abbia assicurato che tale disallineamento verrà ripianato attraverso i ribassi d'asta futuri o altre manovre di bilancio interne alla stazione appaltante, lo scenario espone l'investimento a repentine oscillazioni. La tensione istituzionale resta altissima, mentre la sanità umbra attende risposte concrete sulla reale sostenibilità della sua futura rete ospedaliera.

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Federico Zacaglioni
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