20 Mar, 2026 - 18:35

Nuovo ospedale di Terni, Bandecchi al Patto Avanti: “Hanno votato contro con ipocrisia a un accordo per la città”

Nuovo ospedale di Terni, Bandecchi al Patto Avanti: “Hanno votato contro con ipocrisia a un accordo per la città”

È scontro aperto tra l'esecutivo di Palazzo Spada e le opposizioni di centrosinistra, PD e M5S che rappresentano il Patto Avanti, dopo il voto in consiglio comunale sull’atto di indirizzo per dare il via a un Accordo di programma per il nuovo ospedale di Terni.

Il sindaco Stefano Bandecchi attacca frontalmente Pd e M5S: a suo dire, il voto contrario è stato dettato dalla volontà di non mettere in difficoltà la giunta regionale della presidente Stefania Proietti. “Hanno scelto di obbedire agli ordini di partito a scapito della città”, accusa il primo cittadino, rivendicando il via libera della maggioranza come un passaggio decisivo per avviare un percorso formale con Palazzo Donini. Dall’altra parte, i consiglieri dem e pentastellati motivano il “no” con i toni “provocatori e tossici” usati dal sindaco in Aula, che avrebbero reso il documento “politicamente invotabile”.

“Obbediscono agli ordini di partito e lasciano indietro Terni”: la posizione di Bandecchi

Il sindaco Stefano Bandecchi ha commentato il voto con una dichiarazione dura. “Ieri in consiglio comunale si è visto chi vuole realmente il nuovo ospedale di Terni e chi invece non fa altro che obbedire agli ordini di partito, ignorando i veri interessi della città”, ha detto.

Secondo Bandecchi, il voto contrario di Pd e M5S all’accordo di programma è una manovra per proteggere la giunta regionale. “I consiglieri del PD non hanno votato nascondendosi dietro le mie parole, sostenendo che non ero stato politicamente corretto. In realtà ho doverosamente ricordato che sono questo sindaco e questa maggioranza a tenere all’ordine del giorno del dibattito cittadino e regionale la questione del nuovo Santa Maria”, ha affermato.

Il sindaco ha poi criticato l’operato della Regione: “Finora la giunta della presidente Proietti o tace o produce solo sterili dibattiti sulla ubicazione, senza peraltro arrivare a decisioni. Siamo stati noi ad andare sotto le finestre di Palazzo Cesaroni, siamo stati noi a chiamare in ogni occasione la presidente Proietti alle proprie responsabilità”.

Bandecchi ha spiegato il senso dell’atto approvato dalla maggioranza: “Noi con l’accordo di programma chiediamo alla Regione di sedersi al tavolo e di condividere azioni concrete, ribadendo fin da subito la nostra collaborazione, nell’esclusivo interesse della città”. E ha aggiunto: “PD e Cinque Stelle invece votano contro perché non vogliono richiamare la Regione ai propri obblighi, non vogliono tenerla dentro un percorso stringente. Perché è sempre più chiaro che la giunta Proietti vuole tenersi le mani libere, vuole continuare a investire su altri territori, ignorando Terni e la sua provincia. I consiglieri ternani del PD e dei Cinque Stelle sottostanno a questa logica”.

Il primo cittadino ha concluso con un appello diretto ai cittadini: “Sono convinto che i Ternani sapranno giudicare”.

Le ragioni del “no”: toni e metodo sbagliati secondo i gruppi del Patto Avanti

La scelta di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle di votare contro l’atto di indirizzo è stata determinata, secondo quanto emerso in Aula, dai toni utilizzati dal sindaco durante il dibattito.

Il capogruppo dem Pierluigi Spinelli aveva inizialmente riconosciuto la validità tecnica della proposta illustrata dall’assessore Sergio Anibaldi, dichiarando che, sulla carta, avrebbe potuto votare a favore. Tuttavia, le espressioni utilizzate da Bandecchi avrebbero fatto cadere quella possibilità. Il sindaco ha definito l’atto non come un semplice strumento amministrativo, ma come una “forzatura per prendere la regione per il collo”, definendo inoltre la Giunta regionale “schifosamente di sinistra” e “demenziale”.

Secondo Spinelli, queste affermazioni hanno reso il documento “politicamente invotabile” per l’area progressista, perché presentato come uno strumento di “aggressione istituzionale”.

Sulla stessa linea si è collocato Claudio Fiorelli del M5S, che ha motivato il suo dissenso sostenendo che i modi “provocatori e tossici” del sindaco siano la causa principale dell’attuale stallo e della mancanza di risultati concreti per la cittadinanza.

Anche parte del Gruppo Misto si è unita al voto contrario, evidenziando come le parole del sindaco abbiano portato la discussione “completamente fuori strada” rispetto alla necessaria cooperazione tra enti.

Anibaldi: “Non esiste nessun atto, nessuna delibera”

L’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi aveva illustrato il contenuto tecnico dell’atto, cercando di tenere separato il piano procedurale da quello politico. Ma - seppure la sua disanima fosse stata apprezzata dall'opposizione - era stata comunque dura verso l'operato della Regione sul nuovo ospedale. “Non è possibile pensare che la scelta di realizzare un’opera pubblica venga fatta all’interno del piano regionale sanitario. La realizzazione di un’opera pubblica viene fatta, scelta e definita in base alle previsioni del Codice degli Appalti. Punto”, aveva dichiarato.

Sull’attuale stato dei lavori, l’assessore aveva chiarito che “Dobbiamo oggettivamente constatare che non esiste nessun atto, nessuna delibera, nessun impegno volto a attivare questa procedura”.

Anibaldi era stato chiaro anche sulle risorse economiche, tutte da trovare: “Dobbiamo cercare altre soluzioni di finanziamento rispetto all'ex articolo 20 (i fondi interamente pubblici statali, ndr)? Sì, certamente, perché quei soldi non ci sono. Però dobbiamo partire dall’essere onesti su quelle valutazioni perché l’interesse di realizzare il nuovo ospedale è un interesse preminente”.

L’assessore aveva poi chiarito il ruolo del Comune nell’accordo di programma: lo strumento serve per la “definizione dei tempi, modi, finanziamenti e qualsiasi altro intervento necessario alla realizzazione dell’opera”. Infine aveva ricordato l’iter previsto dal Codice degli Appalti: “Il Codice degli Appalti prevede che la realizzazione di un’opera pubblica avvenga con la stesura di fasi progettuali che prevedono un quadro esigenziale. Questo serve per la redazione di un documento che si chiama Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali). È quello il documento che valuta le alternative progettuali, non la valutazione di aree idonee”.

La replica del sindaco sullo stato dei rapporti con la Regione

Nel corso del dibattito, Stefano Bandecchi ha espresso un giudizio negativo sull’operato della Giunta regionale, definendo la portata dell’accordo proposto dal Comune: “L’accordo di programma che noi intendiamo non è l’accordino di programma banale che è stato fatto a Narni-Amelia e che non dice nulla. I tempi e i luoghi li detterà con accordo di programma questo comune, come la legge ci permette di fare”.

Sulla situazione sanitaria, aveva dichiarato: “La situazione sanitaria ternana è emergenziale. Farò il documento più idoneo a creare la massima allerta sulla sanità nella provincia di Terni”.

Infine, un passaggio sulle risorse: “I 50 milioni di extragettito di questa provincia per l'aumento dell'addizionale regionale, la stangata fiscale della Proietti, li riutilizzeremo per fare e portare avanti l’accordo di programma. Così si fa politica per mettere la regione in ginocchio”.

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Federico Zacaglioni
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