Cambio ai vertici per lo scalo umbro, e stavolta la parola d’ordine sembra essere una soltanto: competenza. Andrea Ragnetti, manager con un passato da protagonista in Alitalia, Philips e Telecom Italia, è stato nominato oggi presidente del Consiglio di amministrazione di Sase S.p.A., la società che gestisce l’Aeroporto Internazionale San Francesco di Assisi. La decisione, arrivata al termine di un Cda di rinnovo, è stata annunciata in una conferenza stampa all’interno dello stesso scalo. Ad accogliere il nuovo vertice, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’amministratore unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci, che hanno salutato l’avvio di quella che intendono come una “fase strategica” per il futuro dell’infrastruttura. Non un semplice passaggio di consegne, ma la costruzione di una regia che prova a mettere insieme management, turismo, università e finanza per trasformare un aeroporto regionale in una leva di sviluppo concreta.
L’attesa, alla vigilia, era tutta per il profilo del nuovo presidente. E Ragnetti non ha deluso le aspettative, né sul piano del curriculum né su quello della schiettezza. In una regione dove il tema della mobilità è storicamente annoso, l’ex manager di lungo corso internazionale ha scelto di non usare giri di parole. “L’Umbria – ha detto Ragnetti a fianco della presidente Proietti – è una regione dove i trasporti sono un punto dolente. Questo scalo non può risolvere completamente il problema, ma sicuramente può aiutare molto. E tutto questo fa parte ai cittadini, alle imprese e al turismo, che è una parte importante del tessuto imprenditoriale”.
Quarantotto ore prima della nomina, pochi avrebbero scommesso su un tono così diretto. E invece Ragnetti ha subito chiarito l’approccio che intende portare in cabina di regia: “Gestire l’aeroporto come un’impresa e non come un’emanazione della politica. C’è la consapevolezza – ha concluso – che sia un asset importante per l’Umbria”. Parole che suonano come un programma in tre righe, ma anche come un avvertimento garbato a chi fosse tentato di vedere nello scalo un luogo di poltrone.
Il nuovo consiglio non è stato assemblato per caso. Accanto a Ragnetti, i soci di Sase – tra cui la Regione e Sviluppumbria – hanno voluto un team eterogeneo per competenze e sensibilità. C’è Giorgio Mencaroni, ingegnere, imprenditore del turismo, ex presidente della Camera di Commercio di Perugia e poi primo presidente della Camera di Commercio dell’Umbria. Un nome che pesa nel sistema camerale nazionale e nella rappresentanza delle imprese del terziario (attuale presidente di Confcommercio). C’è poi Andrea Sfascia, fondatore del Borgobrufa Spa Resort, una delle strutture wellness più note della regione, che arriva dal mondo agricolo e ha presieduto la sezione Turismo di Confindustria Umbria.
A portare il rigore della ricerca e dell’innovazione sarà Debora Puglia, professoressa dell’Università degli Studi di Perugia, al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale di Terni, coordinatrice del Corso di Laurea in Ingegneria dei Materiali e dei Processi Sostenibili. E per la parte fiscale e giuridica, è stata chiamata Doriana Sannipola, commercialista umbra con oltre trent’anni di carriera, iscritta all’Ordine di Perugia dal 1992, specializzata nel mondo del non profit, del Terzo Settore e dello sport dilettantistico. Una scelta, quest’ultima, che dice molto dell’attenzione a tenere legato lo sviluppo aeroportuale anche al tessuto associativo e sociale.
Nel giorno della nomina, la presidente della Regione Stefania Proietti ha voluto sottolineare con forza un dato politico non scontato: Ragnetti ha ottenuto il via libera “all’unanimità di tutti i soci”. Un segnale di coesione che in una partita delicata come quella degli scali regionali non è affatto frequente. “È un umbro a tutti gli effetti – ha detto Proietti – che ci ha detto un sì importante quanto la sua carriera. Ragnetti è una persona di competenza straordinaria che sceglie di dare il suo tempo e la sua professionalità per gestire l’aeroporto”.
Non è sfuggita ai presenti la sottolineatura “umbro a tutti gli effetti”, quasi a voler ribadire che il manager, pur con un curriculum internazionale, ha messo radici nel territorio. Una rassicurazione per chi teme sempre che i vertici “tecnici” possano essere distanti dalle sensibilità locali. Proietti ha poi voluto ringraziare il Cda uscente guidato da Antonello Marcucci, chiudendo un capitolo e aprendone un altro senza drammi né strascichi polemici. Luca Ferrucci di Sviluppumbria ha accompagnato l’operazione con il ruolo di regista istituzionale, incassando anche lui la scelta di un consiglio che prova a mettere fine alla stagione dei commissariamenti e delle gestioni-tampone.
Ora la partita vera è tutta in salita. Il San Francesco di Assisi resta un aeroporto di medie dimensioni, con traffico prevalentemente stagionale e un bacino di utenza che storicamente guarda anche a Roma e Firenze. Eppure, in Regione e nel nuovo Cda sanno che l’aeroporto può giocare un ruolo chiave nel superare quella che Ragnetti ha chiamato la “debolezza strutturale” dei trasporti umbri.
“L’obiettivo – ha scandito il neo presidente – è far crescere l’aeroporto e farlo diventare ancora di più un volano per l’economia della regione”. Non una dichiarazione di intenti a effetto, ma un impegno misurato su numeri e tratte. Nei prossimi mesi ci si aspetta una verifica con i vettori low-cost e di bandiera, un rilancio dei collegamenti con i grandi hub europei e un’attenzione nuova al cargo leggero e al turismo di nicchia. La scommessa è che un manager abituato a confrontarsi con mercati come quello di Procter and Gamble, Reckitt Benckiser e delle start-up tecnologiche possa portare nello scalo umbro un metodo diverso: più dati, meno parole, più risultati, meno proclami.
Il primo vero test sarà la prossima stagione invernale, storicamente il momento più critico per il traffico aereo regionale. Ma per ora, nella sala conferenze dell’aeroporto, il clima è quello dei giorni in cui si cambia passo. Andrea Ragnetti ha già avvertito: non sarà una passeggiata, ma l’aeroporto non può più aspettare. E l’Umbria, con i suoi imprenditori e i suoi cittadini, lo aspetta al varco.