Le università dell’Umbria potranno rafforzare il proprio organico con l’assunzione di 18 nuovi ricercatori grazie a un finanziamento di 531 mila euro annui stanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) nell’ambito del Piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca, previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Il provvedimento è stato formalizzato con la firma del decreto attuativo da parte della ministra Anna Maria Bernini, dando così avvio a un percorso che mira a rendere stabili le competenze scientifiche e accademiche maturate negli ultimi anni attraverso i progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
L’intervento si colloca come uno dei tasselli chiave della strategia nazionale per rafforzare il sistema della ricerca pubblica, assicurando continuità professionale ai giovani ricercatori impegnati nei programmi finanziati dai fondi europei e, al contempo, sostenendo la competitività scientifica delle università italiane.
Il finanziamento destinato agli atenei umbri entrerà progressivamente a regime nel corso dei prossimi due anni. Nel 2026 le università della regione riceveranno 120 mila euro, una prima tranche destinata ad avviare il piano di reclutamento. A partire dal 2027, invece, lo stanziamento raggiungerà la quota definitiva di 531 mila euro annui, consentendo di consolidare nel tempo i nuovi posti di ricerca.
Secondo quanto spiegato dal Mur in una nota ufficiale, il piano è stato concepito con l’obiettivo di rendere strutturali le competenze sviluppate durante l’attuazione dei progetti finanziati dal Pnrr, evitando la dispersione di professionalità altamente qualificate formate grazie agli investimenti straordinari degli ultimi anni.
Nel dettaglio, la distribuzione delle risorse riguarda i due principali atenei della regione.
La quota più consistente sarà assegnata all’Università degli Studi di Perugia, che riceverà 472 mila euro destinati al reclutamento di 16 ricercatori. Di questi, otto saranno ricercatori Pnrr, ossia figure che hanno maturato esperienza nell’ambito dei programmi di ricerca finanziati dal Pnrr. All'Università per Stranieri di Perugia andrà invece uno stanziamento di 59 mila euro, che consentirà l’assunzione di due ricercatori.
L'operazione consentirà quindi agli atenei umbri di rafforzare il proprio sistema di ricerca e di valorizzare competenze già presenti nelle strutture universitarie, evitando che il termine dei progetti straordinari comporti una perdita di capitale umano altamente specializzato.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio piano nazionale di rafforzamento della ricerca pubblica, che punta a stabilizzare migliaia di posizioni accademiche in tutta Italia.
"Lo stanziamento di 531 mila euro agli atenei dell'Umbria è il riconoscimento concreto del valore e delle competenze delle ricercatrici e dei ricercatori che il Pnrr ha contribuito a formare", commenta la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini. "Con questo piano diamo un segnale chiaro: quelle professionalità non andranno disperse, ma diventeranno la base su cui costruire nuova conoscenza e crescita duratura".
Le parole della ministra sottolineano uno degli obiettivi centrali della strategia del Mur: trasformare gli investimenti straordinari legati alla fase di rilancio post-pandemico in un rafforzamento permanente del sistema universitario e scientifico nazionale.
L'intervento che riguarda gli atenei umbri si colloca all’interno di un programma di dimensioni molto più ampie che coinvolge l’intero sistema della ricerca italiana.
A livello nazionale, nel 2026 il Ministero dell’Università e della Ricerca destinerà 18,5 milioni di euro per il reclutamento di ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca. Dal 2027, con l’entrata a regime del piano, il finanziamento complessivo salirà a 60,7 milioni di euro annui.
Il programma prevede complessivamente l’assunzione di 2.000 ricercatori in tutta Italia. Di questi, 1.051 saranno ricercatori Pnrr, figure direttamente coinvolte nei progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Nel dettaglio:
847 ricercatori saranno inseriti nelle università;
204 ricercatori entreranno negli enti di ricerca vigilati dal Mur.
L'iniziativa rappresenta dunque un passaggio significativo nel percorso di consolidamento della ricerca scientifica italiana, con l’obiettivo di trasformare gli investimenti straordinari del Pnrr in un rafforzamento stabile delle strutture accademiche.
Per l’Umbria il finanziamento rappresenta un’opportunità per rafforzare ulteriormente le attività di ricerca e favorire l’attrazione di nuove competenze, contribuendo allo sviluppo dell’innovazione e alla crescita del territorio. La stabilizzazione delle figure di ricerca formate negli ultimi anni, infatti, viene considerata un passaggio strategico per garantire continuità ai progetti scientifici, maggiore competitività internazionale degli atenei e un impatto concreto sul sistema economico e produttivo.
In questo quadro, il piano di reclutamento promosso dal Mur punta a trasformare la stagione degli investimenti straordinari legati al Pnrr in una base duratura per lo sviluppo della conoscenza e dell’innovazione nel Paese.