Lo scossone giudiziario che ha colpito il territorio - con l'inchiesta della Procura di Terni e della Guardia di Finanza che vede coinvolti il sindaco Stefano Bandecchi, l'ex patron biancorosso Biagioli e il dirigente provinciale Marco Serini - ha inevitabilmente acceso i riflettori sul destino della Nuova Ternana 1925. Il progetto nato dalla fusione tra Orvietana e Ternana Futsal non è affatto naufragato, ma la sua traiettoria verso la Serie D si muove oggi su un binario inevitabilmente condizionato da precisi passaggi legali e istituzionali.
Non siamo di fronte a un collasso causato dall’intervento della magistratura, ma nemmeno a una passeggiata burocratica. Il piano per salvare e rilanciare il calcio rossoverde poggia su un'architettura societaria solida, la cui effettiva riuscita è legata al verificarsi di 5 fattori condizionali ben precisi.
Il primo errore da non commettere è confondere i piani. L'inchiesta della Procura e delle Fiamme Gialle si concentra sulla regolarità di specifici appalti pubblici e su un teorema legato a retroscena tutti da verificare delle trattative per l’acquisizione dell’Orvietana. Da un punto di vista puramente civilistico e sportivo, l'atto di fusione per incorporazione della ex Orvietana nella Ternana Futsal è già stato formalizzato davanti al notaio e depositato.
Un'indagine penale a carico di singoli individui non ha il potere di annullare o sospendere d'ufficio gli effetti di un contratto privato tra società perfettamente valido e registrato. Inoltre, la guida operativa e legale della neonata società non è in mano ai soggetti direttamente colpiti dalle indagini, ma è stata affidata al commercialista ternano Fabio Moscatelli, in qualità di amministratore pro tempore.
La tenuta del progetto, nelle prossime settimane, sarà condizionata dalla capacità di questa governance tecnica di mantenere l'amministrazione del club del tutto isolata e impermeabile rispetto alle vicende giudiziarie personali dei protagonisti dell'inchiesta, garantendo ai tifosi e alla FIGC la massima trasparenza amministrativa.
Molti osservatori guardano con apprensione al ruolo dell'ateneo telematico privato, chiamato al centro delle cronache giudiziarie. In questo momento, però, è fondamentale sottolineare che Unicusano è solo azionista di transizione.
La sua presenza massiccia nelle quote societarie è stata concepita fin dall'inizio come una soluzione temporanea, un "veicolo finanziario" necessario per superare lo scoglio burocratico della tempistica federale di inizio luglio per iscrizioni e fusioni. Il futuro del club non è legato a Unicusano, a patto che questo ruolo di traghettatore si esaurisca nei tempi prestabiliti senza subire rallentamenti legati alle indagini della Procura.
La vera svolta che metterebbe definitivamente in sicurezza la Nuova Ternana 1925 coincide con l'ingresso ufficiale di Franco Fedeli. L'imprenditore romano, ma orgogliosamente nativo di Cascia, rappresenta l'elemento di affidabilità ed esperienza calcistica per la piazza, nonché il punto di approdo del progetto di ripartenza ideato da Bandecchi.
Il piano di transizione prevede che Fedeli assuma la presidenza del club rilevando il 60% delle quote azionarie, garantendo così una netta e totale discontinuità rispetto alla gestione che ha garantito l’acquisizione e la fusione. Il passaggio della maggioranza è uno degli snodi cruciali, perché dimostra la volontà di Bandecchi di salvare il calcio a Terni senza interessi personali.
L'accordo per il passaggio delle quote da Unicusano a Franco Fedeli non è una promessa verbale, ma un iter contrattuale in via di definizione. Le diplomazie sono al lavoro proprio in queste ore: con l'ausilio dell'avvocato Folco Trabalza, che assiste l’imprenditore della grande distribuzione organizzata indipendente, si stanno limando i dettagli cruciali dei patti parasociali.
La riuscita dell'operazione è subordinata alla perfetta riuscita di questo screening legale: i contratti saranno strutturati in modo tale da proteggere l'investimento di Fedeli da qualsiasi eventuale "strascico" derivante dall'inchiesta della Guardia di Finanza sulla vecchia gestione.
L'ultimo, fondamentale tassello è di natura squisitamente istituzionale e sportiva. Tutto l'incartamento relativo alla fusione, ai cambi di sede e alla nuova denominazione si trova sul tavolo delle autorità sportive a Roma.
Il via libera definitivo, che sancirà la nascita ufficiale del club sui calendari di Serie D, è subordinato all'ultimo passaggio formale: la firma del presidente del CONI Giovanni Malagò. Una volta ottenuto questo avallo politico-sportivo, la Nuova Ternana 1925 avrà completato il suo percorso di nascita, potendo finalmente concentrarsi solo sul calcio giocato.
Descritti i 5 fattori determinanti per la conclusione dell’iter ci concentriamo sui due potenziali problemi che potrebbero emergere. Prima, però, va tenuta in debita considerazione una circostanza: la FIGC analizza i documenti per autorizzare una fusione, non ciò che accade intorno. Basti pensare che il Consiglio Federale di ieri ha dato il via libera all’iscrizione di almeno una mezza dozzina di società in grave crisi economico-finanziaria (ma con i pagamenti in regola) e che non ha minimamente messo in discussione la posizione di club che hanno i dirigenti alle prese con problematiche giudiziarie personali.
I due rischi concreti per il futuro, in realtà, sono tutti emotivi e non giuridici o regolamentari.
Il primo è legato alla possibile stanchezza di Bandecchi, unita a una severa arrabbiatura palesata a Palazzo Bazzani dopo la fine della perquisizione a suo carico. Il logoramento giudiziario nei suoi confronti, che dura ormai da più di un decennio, gli attacchi personali da parte di una frangia della tifoseria, il tentativo delle opposizioni di ascrivergli la responsabilità del fallimento della Ternana per smarcare quelle della Regione, lo hanno portato a dichiarazioni forti in Provincia. Di solito il sindaco di Terni reagisce con ancora maggiore veemenza, ma questo stato d’animo molto cupo ha preoccupato la tifoseria che spera nella ripresa dalla Serie D.
Il secondo fattore è rappresentato da un possibile raffreddamento dell’interesse di Fedeli, a causa dell’intervento dei magistrati. L’imprenditore commerciale ha un temperamento forte e non è uomo da repentine marce indietro per vicende che si potrebbero chiarire in poco tempo, ma un po’ di timore e di preoccupazione potrebbe nascere.
Le prossime ore chiariranno tutto, sia per quanto riguarda le intenzioni dei protagonisti sia per quanto attiene al futuro della società rossoverde.