03 Jul, 2026 - 12:45

Novellino lancia la linea verde: "I giovani devono giocare. A Perugia occhio a Dottori e Rondolini"

Novellino lancia la linea verde: "I giovani devono giocare. A Perugia occhio a Dottori e Rondolini"

Walter Novellino è un simbolo autentico del calcio italiano, un personaggio capace di incarnare la passione, la grinta e la competenza tattica sia sul campo che in panchina. Come calciatore, il suo nome resta legato indissolubilmente allo scudetto della stella del Milan nel 1979. Centrocampista offensivo dotato di fantasia e temperamento, Novellino si guadagnò il celebre soprannome di "Monzon" per quel suo modo di giocare battagliero, intenso e mai domo, che ricordava la foga del pugile Carlos Monzón. La sua leggenda è continuata nelle vesti di allenatore. Diventato un vero e proprio specialista delle promozioni in Serie A, ha firmato imprese storiche con piazze calde e appassionate come Venezia, Sampdoria, Torino e Piacenza. Le sue squadre si sono sempre contraddistinte per un’organizzazione tattica ferrea, basata sul suo storico modulo 4-4-2, abbinata a un carattere speculare a quello del proprio tecnico.

Oggi Novellino rappresenta l'essenza di un calcio genuino e verace. È il ritratto di un professionista che ha dedicato l'intera vita al pallone, amato dai tifosi per la sua straordinaria schiettezza e per quella capacità, ormai rara, di trasmettere un'anima a ogni squadra da lui guidata. Dall’ottobre scorso è tornato al Perugia nel ruolo di consulente, ma anche come uomo immagine e di personalità. Amatissimo dalla tifoseria biancorossa, è stato intervistato dal Corriere dello Sport. Focus sul calcio attuale ovviamente, con particolare attenzione ai giovani. Ecco alcuni passaggi dell’intervista sull'edizione odierna del quotidiano romano.

Novellino: “Ai giovani bisogna dare il tempo di maturare e farli giocare”

Il calcio italiano oggi fatica a far emergere i nuovi talenti, e Walter Novellino ha le idee molto chiare sulle cause di questo cortocircuito. Il problema principale risiede nella fretta dei club e nella perdita dei fondamentali tecnici: “Perché le società vogliono vincere subito -ha sottolineato Monzon-. E non s’insegna a saltare l’uomo”.

C'è troppa pressione e poca attenzione alla tecnica individuale dei ragazzi. “Vogliamo farli diventare subito giocatori. Li mandiamo in C e in B a farsi le ossa, ma dovrebbero avere spazio in A. Ai calciatori devi dare il tempo di maturare. Come si inverte il trend attuale?  Bisogna tornare a insegnare ai ragazzi a giocare la palla e a dribblare. Servono uomini di calcio. Come Maldini. Troppi stranieri, dovrebbero esserci almeno 6 italiani a squadra”.

Questo blocco nella crescita si nota anche nelle selezioni giovanili, dove i buoni risultati delle Under non si traducono in un reale inserimento nel calcio dei grandi: “Perché non ci sono tecnici come Baldini e Bollini. Bisogna avere pazienza". Una pazienza che, secondo Novellino, deve partire dall'alto: “I club dovrebbero imporre che i giovani giochino. Noi a Perugia abbiamo tanti ragazzi bravi, come Dottori e Rondolini. Giovanni Tedesco li utilizzerà".

Novellino su Riccardo Gaucci: “Mi è dispiaciuto che sia andato via”

Il discorso cade inevitabilmente sul Perugia e sulla storica presidenza che ha segnato la sua carriera. Il ricordo di Luciano Gaucci è carico di gratitudine:Devo dirgli solo grazie. Mi ha fatto diventare allenatore. Veniva a vedere i miei Allievi Nazionali. È stata una persona straordinaria. Poi ti mandava anche per due anni in ritiro...”.

Oggi la realtà del Grifo è diversa, ma Novellino segue da vicino e con attenzione le vicende societarie: Ha una società importante. Mi è molto dispiaciuto che Riccardo Gaucci sia andato via: è stato determinante per la salvezza”.

 

 

Novellino, un legame viscerale con la piazza di Perugia

Walter Novellino ha allenato il Perugia in due brevi parentesi negli anni '90: nel 1993 in Serie C1, venendo esonerato prima dello spareggio promozione contro l'Acireale, e nel 1995 in Serie B, sollevato dall'incarico dopo poche giornate. In precedenza, nel 1990, aveva guidato la Primavera. Inoltre, ha avuto una lunga storia con il club biancorosso anche come calciatore, vestendo la maglia del Grifo in due diversi periodi: dal 1975 al 1978 e successivamente dal 1984 al 1986.

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Emanuele Giacometti
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